Al via alla Camera l’istruttoria sul disegno di legge di conversione del decreto PA (d.l. 7 agosto 2026, n. 144). Nelle audizioni dell’8 e 9 settembre davanti alle Commissioni riunite Bilancio e Ambiente, ANCI e UPI hanno espresso un giudizio positivo su alcune misure, chiedendo però correzioni su personale, dissesto, funzioni provinciali e protezione civile.
PER APPROFONDIRE:
– Decreto PA 144/2026: la nota dell’ANCI sulle misure per il personale.
L’istruttoria alla Camera e il ciclo di audizioni
Prende avvio l’esame parlamentare del disegno di legge di conversione del d.l. 7 agosto 2026, n. 144, recante disposizioni urgenti per la funzionalità della Pubblica Amministrazione, degli Enti locali e in materia di protezione civile. Le Commissioni riunite Bilancio e Ambiente hanno programmato per l’8 e il 9 settembre un ciclo di audizioni per raccogliere osservazioni sul provvedimento.
La prima giornata, presso l’Aula della Commissione Ambiente, ha coinvolto organizzazioni agricole, professionali e ambientaliste, ANCE, ANAC, l’INGV e i sindaci dei Campi Flegrei (Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli, Quarto) e del cratere sismico (Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto). La seconda ha visto protagoniste le autonomie territoriali: ANCI, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, UPI, UNCEM, ANPCI, oltre a un rappresentante della Corte dei conti.
UPI: la norma sui consigli provinciali è «un primo passo»
Per il presidente UPI, Enzo Lattuca, la disposizione che allinea l’elezione dei consigli provinciali a quella dei presidenti di Provincia è «un primo tassello» utile a «mettere ordine nella grande confusione» creatasi dal 2015, ma non risolutiva. Le Province, ammette, necessitano di una riforma profonda rivista, ma adesso, a fine legislatura, dobbiamo purtroppo riconoscere che un intervento così articolato non è più fattibile.
Le criticità segnalate riguardano soprattutto:
- il disallineamento dei mandati: presidente quattro anni, consiglio due, senza un intervento sulla legge n. 56/2014;
- l’indebolimento delle funzioni, dal taglio delle risorse per le funzioni fondamentali al dimezzamento del personale.
UPI, assicura il presidente, presenterà una piattaforma di proposte per la prossima legislatura a partire dall’Assemblea nazionale di Imperia del 19-20 ottobre.
>> Consulta il comunicato dell’UPI.
Gli emendamenti UPI: riallineamento dei mandati e personale
Anche l’UPI ha depositato, il 9 settembre, un pacchetto di emendamenti al d.l. 144/2026. Il fronte principale è il riallineamento tra consigli provinciali e presidenti di Provincia: la norma del decreto (art. 2, comma 10) viene giudicata «parziale ma insufficiente» rispetto alle richieste rivolte al Governo con il documento del Comitato direttivo del 22 luglio 2026.
La proposta dell’Unione è modificare il comma 68 della legge n. 56/2014 per portare a quattro anni la durata del consiglio provinciale, equiparandola a quella del presidente. Senza questo intervento, avverte l’UPI, dopo il primo allineamento le elezioni tornerebbero su date separate, con organi di durata diversa (quattro anni i presidenti, due i consigli). In 12 Province su 76 il mandato del presidente scade prima di quello del consiglio: per questi casi si chiede la proroga reciproca dei mandati e, in caso di interruzione anticipata, l’elezione suppletiva limitata alla scadenza residua dell’organo ancora in carica.
Sul personale, l’UPI propone tra l’altro di:
- disapplicare anche per gli Enti locali i residui tetti di spesa sul tempo determinato (art. 9, comma 28, d.l. n. 78/2010) e sul salario accessorio (art. 23, comma 2, d.lgs. n. 75/2017);
- neutralizzare dal calcolo dei valori soglia (art. 33, d.l. n. 34/2019) gli oneri per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali;
- riscrivere l’art. 110 del TUEL per consentire il rinnovo degli incarichi oltre i cinque anni, previa nuova selezione pubblica;
- estendere a Province e Città metropolitane il fondo per il salario accessorio legato al rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2025-2027;
- prorogare al 31 dicembre 2027 i trattenimenti in servizio dei dirigenti impegnati sull’attuazione del PNRR.
ANCI: personale, dissesto, PNRR e protezione civile
Il presidente del Consiglio nazionale ANCI e sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, accoglie positivamente l’abrogazione del tetto storico della spesa di personale per le assunzioni a tempo indeterminato e la prosecuzione degli investimenti sulle piccole e medie opere. Ma «occorre completare il percorso», L’obiettivo, ribadisce, è completare le innovazioni già contenute nel decreto, superare alcune criticità emerse nella loro applicazione e offrire agli enti strumenti più adeguati alle responsabilità che sono chiamati quotidianamente ad esercitare.
Tra le richieste: una revisione più organica del Testo unico degli Enti locali sul dissesto; garanzie sulle risorse che compensano il definanziamento delle misure PNRR su inclusione sociale, Housing First e disabilità; l’innalzamento del termine per le spese di somma urgenza da 20 a 60 giorni (180 in assenza di dichiarazione dello stato di emergenza).
ANCI ha inoltre depositato un pacchetto di emendamenti su incarichi dirigenziali ex art. 110 del Tuel, trattamento economico accessorio, Fondo piccoli Comuni, tesoreria comunale, Unioni di Comuni e imposta di soggiorno.
>> Consulta il comunicato dell’ANCI.
A completare il quadro, in Conferenza Unificata ANCI ha espresso un parere positivo sulla legge di conversione del decreto PA, ma condizionato all’accoglimento di alcune proposte emendative ritenute fondamentali. A rappresentare l’Associazione è stata la sindaca di Bergamo, Elena Carnevali.
Si tratta, ha osservato Carnevali, di «uno degli ultimi decreti legge di questa legislatura su materie strategiche per i Comuni, a partire dal personale e dagli investimenti». La sindaca riconosce le misure già presenti nel testo (come la disapplicazione dei tetti di spesa per il personale risalenti al 2006) ma segnala «alcune criticità che devono essere risolte» per garantire a Comuni e Città metropolitane la necessaria flessibilità sul personale e piena operatività sugli interventi di protezione civile.
Tra le priorità indicate dall’Associazione: le indennità erogabili al personale anche durante le ferie, il superamento delle interpretazioni giurisprudenziali che impediscono il rinnovo degli incarichi ex art. 110 del TUEL, gli incentivi per il personale degli uffici comunali delle entrate, la proroga delle progressioni verticali per il personale scolastico ed educativo in deroga al titolo di studio, la proroga tecnica del servizio di tesoreria in caso di gara deserta e l’estensione dell’imposta di soggiorno a tutti i Comuni e alle Unioni di Comuni. «Sono interventi di buon senso che rispondono a esigenze concrete e urgenti dell’attività amministrativa», ha concluso Carnevali, per i quali ANCI ha chiesto al Governo un impegno preciso affinché siano sostenuti nel corso dell’esame parlamentare.
Il pacchetto di emendamenti ANCI: personale, dissesto e piccoli Comuni
Nel documento l’ANCI affianca alla valutazione generale un articolato pacchetto di proposte emendative, ritenute necessarie per «superare residue rigidità applicative» e garantire la sostenibilità finanziaria delle nuove misure, con attenzione agli Enti più piccoli o in riequilibrio.
>> Consulta il documento con le proposte di emendamento.
Sul personale, l’Associazione chiede in particolare di:
- estendere il principio della sostenibilità finanziaria (d.l. n. 34/2019) anche alle assunzioni a tempo determinato, disapplicando i vecchi tetti di spesa;
- introdurre una norma di interpretazione autentica sulle ferie retribuite, per evitare che la giurisprudenza europea sul salario accessorio faccia lievitare i costi;
- chiarire la rinnovabilità degli incarichi ex art. 110 del TUEL dopo una nuova selezione pubblica, prorogando al 31 dicembre 2029 quelli legati al PNRR;
- potenziare gli incentivi per il recupero di IMU e TARI, fino al 50% del trattamento tabellare.
Sul fronte del dissesto, ANCI propone di applicare il solo tasso di interesse legale per l’intero periodo della procedura (in attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 219/2022) e di introdurre la proroga tecnica del servizio di tesoreria (art. 210 del TUEL) in caso di gare deserte.
Per i piccoli Comuni, infine, si chiede l’utilizzo in proroga delle risorse del relativo Fondo per il trattamento dei segretari comunali e le assunzioni PNRR, oltre alla facoltà di istituire l’imposta di soggiorno estesa a tutti i Comuni e le Unioni di Comuni.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





