“Senza la manifattura un Paese si deprime”.
Parte dalle parole del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti il senso della mattinata che a Daverio, in provincia di Varese, ha segnato l’apertura ufficiale dell’Area Education di Smartt VAlley: non soltanto il taglio del nastro di una scuola, ma un investimento sulle persone, sulle competenze e sulla capacità di un territorio profondamente manifatturiero come quello varesino di continuare a esserlo anche quando fabbrica, lavoro e tecnologia saranno molto diversi da quelli di oggi. Il polo inaugurato nell’ex fabbrica Macchi è un nuovo tassello del progetto complessivo Smartt VAlley, nato dalla visione di Fondazione Ergo: un ecosistema che vuole mettere insieme imprese, giovani, start-up, università, ricerca e istituzioni, accompagnando la trasformazione dell’industria attraverso formazione avanzata, ricerca applicata e innovazione. L’investimento complessivo ammonta a 4,5 milioni di euro: determinante il Bando Progetti Emblematici Maggiori 2024, con 3 milioni di contributi, 2 da Fondazione Cariplo e uno da Regione Lombardia. Il progetto sarà completato entro la fine del 2027.
A fare gli onori di casa il sindaco di Daverio Marco Colombo: ”Cari imprenditori, il vostro impegno e sacrificio hanno permesso tutto ciò”. A spiegare la visione è stato soprattutto Gabriele Caragnano, presidente di Fondazione Ergo: “Perché siamo qui oggi? Per fare qualcosa di bello per Varese. Questo investimento iniziale è il punto zero per creare qualcosa di importante”. Smartt VAlley vuole essere “un contenitore multidisciplinare per accrescere la competitività dell’industria”, connettendo imprese, startup, partner tecnologici e università: “Questo è un progetto di Varese che vuole stuzzicare l’orgoglio varesino ed evitare una deindustrializzazione che sarebbe catastrofica”.
La prima concretizzazione dell’Area Education sarà il nuovo Ifts in Meccatronica Gestionale, coprogettato con Its Lombardia Meccatronica Academy, mentre Openjobmetis ha lavorato alla selezione dei ragazzi e al matching con le imprese. Coinvolgerà 15 studenti e 15 aziende, con 860 ore di percorso, 440 tra aula e laboratorio e 420 in azienda attraverso l’apprendistato. “Meno di un anno fa questo progetto non esisteva, oggi è una scuola che apre le porte ai ragazzi del territorio – ha spiegato Rachele Sessa, direttore generale di Fondazione Ergo – Imprese e giovani sono due mondi che hanno bisogno l’uno dell’altro: le imprese hanno bisogno di competenze, i giovani devono scegliere quali acquisire e dove metterle a frutto”. Lo sguardo va già alle professioni che ancora non esistono e allo Start-up Garage, sviluppato con la Supsi, dove i giovani potranno sperimentare idee imprenditoriali. Numerosi sindaci, parlamentari, imprenditori e rappresentanti della scuola e delle istituzioni hanno partecipato all’inaugurazione. Tra loro Norman Gobbi, consigliere di Stato svizzero: “Il confine è una linea sottile e oggi qui, con la scuola svizzera, abbiamo una combinazione di competenze che rappresenta una forza sulla quale costruire le nostre relazioni”.
Nei panel moderati da Paolo Bricco de Il Sole 24 Ore si sono confrontati innanzitutto Giuseppe Carcano, Federico Visconti e Samuele Astuti su giovani e competenze. Per Carcano Smartt VAlley è “quasi un ritorno alla bottega artigiana, con giovani e adulti che imparano insieme” e gli Its “portano la scuola dentro il mondo della produzione”. Astuti ha posto l’accento sul sapere: “Chi non sa e non conosce resta fuori dal cambiamento. Uno dei compiti della politica è rendere accessibile a tutti la conoscenza”. Nel confronto su istituzioni e territorio, con Raffaele Cattaneo, Marco Alparone, Giovanni Brugnoli e Marco Magrini, è tornata soprattutto la necessità di fare sistema. Cattaneo ha ricordato che “un progetto come questo cresce se mette insieme tutti”; per Alparone quella di Daverio sarà “una nuova infrastruttura industriale con al centro il capitale umano”, mentre Magrini ha ribadito l’impegno della Provincia sui tavoli del lavoro.
La sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti ha ricordato l’investimento del governo sugli Its: “I nostri studenti non devono stare sui libri per niente, ma acquisire competenze che rispondano alle esigenze del territorio”. Nel confronto su industria e innovazione, Alessandro Bernardini, Ceo di Tecniplast, ha definito Smartt VAlley “un posto fantastico dove si possono far crescere davvero le persone”, mentre l’assessore regionale Francesca Caruso ha sottolineato la sfida culturale: “Varese ha costruito la propria identità sulla produttività, ora si abbini l’innovazione”. A chiudere gli interventi il ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti: «Il resto del mondo corre e se non corri sei finito. Quindi benissimo che qui, nel cuore del Varesotto, nasca un’iniziativa di questo tipo”.
Per il ministro servono “investimenti sull’intelligenza artificiale e sulle risorse umane” per affrontare una rivoluzione che è già cominciata. “L’80% della politica si occupa di bagattelle mentre il mondo cambia a una velocità impressionante – ha aggiunto Giorgetti, definendo Smartt VAlley – assolutamente meritoria perché nasce dal basso. È meglio spendere soldi per una formazione vera piuttosto che per i sussidi”. Infine il richiamo all’identità produttiva del territorio: “Senza la manifattura un Paese si deprime. La vecchia Europa basata sulla manifattura è in grossa crisi e rischia di essere distrutta. Noi, con il nostro sistema di piccole e medie imprese, siamo più resilienti di altri”.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



