Mantenere aperta una scuola, garantire il trasporto degli studenti, sostenere le famiglie con la mensa, mettere in sicurezza un centro anziani e consentire a più Comuni di gestire insieme servizi essenziali significa intervenire direttamente sulle ragioni che possono spingere una famiglia ad abbandonare un piccolo centro. È su questo terreno che la Regione Lazio concentra oltre 5 milioni di euro destinati ai territori con minore popolazione e alle aree interne.
L’assessore regionale agli Enti locali Luisa Regimenti rivendica una strategia che punta a contrastare lo spopolamento attraverso servizi, sostegno alla residenzialità e nuove opportunità economiche.
Oltre 5 milioni di euro per rendere più vivibili i piccoli centri del Lazio
Le risorse indicate dall’assessore comprendono 3,5 milioni di euro nell’ambito del Piano triennale dei Piccoli Comuni, destinati ai servizi scolastici e alla riqualificazione degli immobili utilizzati come centri anziani, ai quali si aggiungono 1,7 milioni di euro per le spese sostenute nell’erogazione di servizi essenziali gestiti in forma associata dai Comuni e dalle Comunità montane.
I provvedimenti hanno ottenuto il via libera senza osservazioni nella Prima Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Flavio Cera, un passaggio che secondo Regimenti conferma l’attenzione istituzionale verso una questione che riguarda una parte considerevole del territorio laziale.
Lo stanziamento da 3,5 milioni era stato definito dalla Giunta regionale presieduta da Francesco Rocca attraverso un addendum al Piano triennale dedicato ai Comuni con popolazione fino a cinquemila abitanti. La misura prevede due principali linee di intervento: 2,05 milioni di euro per il progetto “Dote scuola Piccoli Comuni” e 1,5 milioni per “Spazio Argento”.
Dalla mensa al trasporto scolastico, il problema dei servizi decide anche dove vivere
La parte destinata alla scuola potrà essere utilizzata per ridurre le rette della refezione scolastica sostenute dalle famiglie, finanziare il trasporto degli alunni e fornire i libri di testo agli studenti della scuola primaria. Le risorse potranno coprire gli anni scolastici 2026/2027, 2027/2028 e 2028/2029, mentre un milione di euro viene destinato prioritariamente al potenziamento dei servizi scolastici nei Comuni montani.
È un aspetto particolarmente importante perché lo spopolamento non dipende soltanto dalla disponibilità di abitazioni o dal costo della vita. La permanenza delle famiglie nei piccoli centri è strettamente collegata alla possibilità di disporre dei servizi necessari senza essere costrette a percorrere quotidianamente molti chilometri. La presenza di una scuola funzionante, di un servizio mensa accessibile e di collegamenti organizzati per gli studenti contribuisce quindi a rendere concretamente possibile la scelta di continuare a vivere in un paese dell’entroterra.
La legge regionale 9 del 2020 ha impostato proprio su questa logica parte delle politiche rivolte ai piccoli Comuni, prevedendo anche la possibilità di organizzare servizi in forma associata e concentrare attività sociali, scolastiche, amministrative e assistenziali in strutture multifunzionali.
“Spazio Argento”, fino a 30mila euro per riqualificare i centri anziani
La seconda linea di finanziamento riguarda gli anziani e dispone di 1,5 milioni di euro. Con il progetto “Spazio Argento” potranno essere finanziati interventi di messa in sicurezza strutturale e impiantistica, abbattimento delle barriere architettoniche, miglioramento degli ambienti, acquisto di arredi e digitalizzazione dei locali comunali utilizzati come centri anziani.
Il contributo massimo previsto per ciascun Comune è di 30mila euro.
Anche in questo caso l’obiettivo supera la semplice manutenzione degli immobili. Nei piccoli paesi, soprattutto dove la popolazione anziana rappresenta una quota significativa dei residenti, questi spazi costituiscono un servizio sociale importante perché consentono di mantenere relazioni, iniziative e attività quotidiane accessibili senza dover raggiungere centri più grandi.
Servizi condivisi fra Comuni, altri 1,7 milioni per contenere costi e difficoltà
Agli interventi dedicati direttamente ai piccoli Comuni si affiancano 1,7 milioni di euro indicati da Regimenti per sostenere le spese relative ai servizi essenziali organizzati in forma associata.
La gestione condivisa rappresenta una delle principali possibilità a disposizione delle amministrazioni con pochi abitanti, che spesso dispongono di personale e risorse finanziarie limitate. Unioni di Comuni e Comunità montane possono mettere insieme strutture e competenze per funzioni che comprendono amministrazione, servizi sociali, edilizia scolastica, protezione civile, polizia locale, trasporto pubblico e gestione dei rifiuti. Un precedente bando regionale, “Servizi in Rete”, aveva già seguito questa impostazione destinando oltre 1,6 milioni alle gestioni comunali associate.
Regimenti: «Lo spopolamento non è un destino ineluttabile»
Per l’assessore regionale il punto centrale resta la capacità di trasformare le risorse economiche in condizioni migliori per chi vive nei territori meno popolati.
«Lo spopolamento di questi territori non è un destino ineluttabile, ma può essere fermato se tutte le Istituzioni agiscono in modo sinergico», afferma Luisa Regimenti, ricordando anche gli interventi già avviati attraverso il bando “Giovani in Quota” e il progetto “Radici di Futuro”, pensati per sostenere attività imprenditoriali e residenzialità.
Il Piano triennale 2025-2027 aveva già inserito “Radici di Futuro” fra le misure regionali rivolte ai centri più piccoli, con risorse destinate in particolare alla natalità e alla genitorialità nei Comuni fino a duemila abitanti.
«Se crescono le aree interne cresce tutto il sistema Lazio e si salvaguardia il cuore identitario e autentico della Regione», conclude Regimenti.
Per i piccoli Comuni la questione decisiva sarà adesso la capacità di tradurre gli stanziamenti in servizi realmente disponibili e continuativi. Le risorse possono ridurre alcune delle distanze che separano i centri minori dalle città più grandi, ma il risultato sarà misurabile soprattutto sulla possibilità concreta di mantenere scuole, assistenza, mobilità e opportunità economiche nei luoghi in cui il calo della popolazione è diventato negli ultimi anni uno dei problemi più difficili per le amministrazioni locali.
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