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E Radio Radicale, siamo con Virginio, Merola che è stato sindaco di Bologna, è stato anche ai vertici dell’Anci colui che vogliamo parlare del della cosiddetta benzina sul sindaco perché, come qualcuno avrà visto, alcuni piccoli Comuni hanno preso in gestione delle pompe di benzina e diesel,
Con un successo clamoroso, perché tu strepitoso, perché?
Il prezzo che hanno fatto i gol i piccoli comuni è veramente competitivo rispetto alla grande distribuzione, allora questo ha avviato anche una riflessione sul comportamento della grande distribuzione e sugli oneri che hanno i cittadini in un momento come questo e mentre il governo sta ripensando un po’tutti gli aiuti a pioggia che erano stati dati per le accise per lo sconto sulle accise, allora quali sono le sue riflessioni su questa vicenda
Ma dimostra che il tema del costo della benzina per chi si occupa di vita quotidiana dei cittadini.
È un tema determinante che alcuni Comuni, che hanno la fortuna di avere proprietà delle pompe di benzina, aiutino i cittadini a reggere il costo della benzina. Credo che sia un fatto positivo, sicuramente credo, non può diventare una politica generale perché immaginabile in breve tempo invertire con
L’acquisto di pompe di benzina dal basso questa tendenza io credo che il tema secondo lei non è possibile,
Secondo me non è possibile, ma non è neanche coerente con un obiettivo di fondo, il nostro problema è uscire dalla dipendenza dal gas e dal petrolio,
Quello che è mancato ed è clamorosamente mancato un governo che dice che è durato quattro anni e hanno buttato via quattro anni. Non c’è una politica industriale per ridurre il costo dell’energia. Ci insegue il giorno per giorno con provvedimenti come costituisce un decreto che riducono al massimo 17 centesimi il costo della benzina e si insegue l’emergenza, ma un governo che rivendica la durata, mi permetto di dire dal 22 o chi avrebbe potuto impostare una politica energetica come chiedono tutti, cominciando ad esempio Confindustria per ridurre strutturalmente il costo dell’energia, sia investendo di più sulle energie alternative, sia facendo tutte le misure transitorie necessarie sul gas e sul petrolio. Bisogna prendere atto, però non si è fatto nulla. Non devo parlare del nucleare. Chi sarebbe contrario a un investimento forte sulle sulla ricerca nel campo dell’energia nucleare sono arrivati adesso.
Proponendo una roba che cominciava a trovare attuazione fra 2 3 anni. Abbiamo perso quattro anni. Questa è la sostanza e credo che sia questo il punto di fondo da sottolineare evidenziare alla pubblica opinione. Quindi, secondo lei un movimento di piccoli Comuni potrebbe far rete su questo argomento più interessante, cioè tutte le misure transitorie vanno bene, quindi va benissimo anche queste iniziative di questi due piccoli comuni, quello che io dico che non c’è nessun aiuto sostanziale, ad esempio le comunità Guzzetti, che sono il vero movimento dal basso, cioè i cittadini che si autorganizzano insieme a imprese del terzo settore e comuni per ridurre la dipendenza dal gas e dal petrolio e investire sulle energie alternative.
Questo credo che sia una cosa che avrebbe meritato un aiuto strutturale da parte di un governo capace di programmare un intervento strutturale sulla riduzione del costo dell’energia,
E noi in Europa siamo gli ultimi e da questo punto di vista questo è davvero la drammaticità della situazione che va sottolineata. Questa si poteva cominciare a fare del 22, prima ancora delle guerre che oggi ci sono, è chiaro, ha aggravato ulteriormente la situazione. Oggi ci troviamo alla Camera.
A discutere l’ennesimo dei cretino che prolunga di una settimane,
Uno sconto, oltretutto uno sconto generalizzato. Io sono intervenuto, ho cominciato a intervenire su questo a giugno in aula per dire che era profondamente sbagliato, come denunciava l’Unione Europea, dare aiuti senza distinguere in base al reddito, perché c’è e ci sono differenze tra i possessori di auto e aiutare indiscriminatamente con riduzioni generalizzate, non ha alcun senso. Oltre al fatto che si buttano via miliardi e sono già oltre 2 miliardi e mezzo, sono stati buttati via. Mi permetto di dire, per l’incapacità di avere una politica strutturale degno di questo nome,
E lei pensa che le grandi società petrolifere abbiano fatto cartello?
In questo periodo, che abbiano sfruttato la crisi internazionale
Per sgonfiare un po’più i prezzi rispetto al dovuta, ma siccome viviamo in un mondo che si sta nazionalizzando al di là delle politiche energetiche comuni, abbiamo l’esempio di Trump, gli Stati Uniti vanno avanti con la loro capacità di estrazione stiamo ignorando ne abbiamo parlato per pochi giorni di quello che è avvenuto il Venezuela, tutti presi dalle guerre giustamente sullo stretto di Hormuz, ma se l’accordo che ha fatto Trump con il Venezuela per aumentare le riserve esatto e quindi ci si sta muovendo in una logica nazionalistica,
Mostra l’incapacità politica affrontare strutturalmente.
Il governo Meloni ha inseguito Trump e non è in grado oggi di dire nulla rispetto a queste queste politiche energetiche che si stanno stanno prendendo piede, mentre la migliore risposta lo sappiamo tutti, si chiama Europa, si chiama Europa Unita, si chiama politica energetica comune, investimenti comuni, una politica sull’energia che non si fermi alla contrapposizione per falsa tra chi è per il petrolio e il gas che per le energie alternative che non sta in piedi la direttrice Chiara, bisogna ridurre la dipendenza dal carbone e dal petrolio e dal gas,
Ma, ripeto, dopo quattro anni siamo ancora senza una politica di questo tipo. Da parte nostra, come ultima cosa, lei avrebbe tassato gli extraprofitti. Noi ti diamo il petroliere un contributo perché è evidente che hanno avuto maggiori margini di profitto in questa situazione. Per impostare una politica strutturale, serve anche un contributo da parte di queste. Questo è vero grazie, come sempre al vaccino Merola del Partito democratico. Grazie a voi
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