Tredici proposte fiscali per sostenere la crescita delle imprese italiane, rafforzare gli investimenti in ricerca e sviluppo e accompagnare i passaggi generazionali delle Pmi. È il pacchetto messo sul tavolo da Assoholding in una conferenza stampa oggi alla Camera, in vista della definizione della Legge di Bilancio 2027, con l’obiettivo di adeguare gli strumenti fiscali a un sistema produttivo sottoposto a una trasformazione sempre più rapida. «Capitale umano, continuità aziendale e accesso agli investimenti sono questioni profondamente connesse: riguardano la capacità del nostro sistema produttivo di generare valore oggi senza compromettere la possibilità di generarne domani», ha spiegato Gaetano De Vito, presidente di Assoholding, presentando il Position Paper.
Ricerca e capitale umano
Il primo capitolo riguarda la ricerca e sviluppo. Assoholding propone di portare fino al 35% il credito d’imposta per gli investimenti caratterizzati da un elevato grado di ricerca e preventivamente certificati. Il meccanismo prevederebbe una quota del 25% utilizzabile in compensazione e un ulteriore 10% destinato alla compensazione di premi e contributi relativi ai dipendenti impiegati nei progetti di ricerca certificati. La proposta punta a rafforzare il legame tra ricerca, occupazione qualificata e innovazione industriale, sostenendo la trasformazione dei risultati della ricerca in nuovi prodotti e servizi. Il tema del capitale umano è strettamente collegato alla capacità del sistema italiano di trattenere e attrarre competenze. Nel 2024, secondo i dati richiamati da Assoholding, circa 45 mila laureati italiani hanno trasferito la propria residenza all’estero, con un costo stimato per il Paese superiore ai 10 miliardi di euro l’anno.
«La questione occupazionale non si esaurisce nel numero degli addetti. Riguarda sempre di più la qualità delle competenze, la capacità di attrarre ricercatori, tecnici e professionalità altamente qualificate», ha osservato De Vito. L’associazione chiede quindi di collegare maggiormente gli incentivi alla ricerca alle risorse umane impiegate nei processi di innovazione, con l’obiettivo anche di rendere l’Italia più attrattiva per i ricercatori stranieri.
Passaggi generazionali
Il secondo fronte è quello della continuità aziendale, particolarmente rilevante per le imprese familiari. Quasi 315 mila titolari di imprese hanno almeno 70 anni, pari al 10,7% del totale, mentre solo il 43% delle imprese familiari dispone di un piano dettagliato per la successione. Da qui la proposta di un credito d’imposta pari al 50% delle spese professionali, fino a un massimo di 30 mila euro per impresa, per accompagnare i percorsi di ricambio proprietario e gestionale delle Pmi. Tra le spese ammissibili ci sarebbero consulenze legali, fiscali e societarie, prestazioni notarili, perizie, patti di famiglia, riorganizzazioni societarie e assistenza manageriale.
Il beneficio sarebbe legato a un progetto documentato di continuità, alla prosecuzione dell’attività per almeno cinque anni e alla sostanziale tenuta dei livelli occupazionali per almeno 36 mesi. «Un passaggio generazionale non riguarda soltanto la famiglia imprenditoriale», ha sottolineato De Vito. «Quando una successione non viene preparata, insieme all’impresa rischiano di andare persi posti di lavoro, competenze, conoscenza del territorio e patrimonio produttivo».
Il terzo capitolo riguarda accesso al credito e garanzie pubbliche. Secondo Assoholding, per le imprese innovative i parametri tradizionali possono non rappresentare adeguatamente un valore costruito soprattutto su ricerca, competenze, proprietà intellettuale e tecnologia. La proposta è quindi quella di introdurre un rating di progetto e di innovazione, capace di affiancare e, nei casi previsti, sostituire quello tradizionale. «Il punto non è facilitare il credito a prescindere. È valutare il rischio con strumenti più adatti al velocissimo sviluppo tecnologico che abbiamo davanti», ha spiegato De Vito.
La sfida della tecnologia
Il filo conduttore delle proposte è la trasformazione dei modelli produttivi determinata da intelligenza artificiale, robotica, automazione e ricerca avanzata. Tecnologie che possono aumentare la produttività, ma che stanno modificando anche organizzazione, ruoli e competenze richieste alle imprese. Per Assoholding la sfida è fare in modo che questa maggiore produttività si traduca anche in lavoro più qualificato, salari più competitivi e maggiore capacità di attrarre talenti, soprattutto nelle Pmi, che hanno un ruolo centrale nel sistema produttivo italiano.
Sul fronte tecnico, Antonio Sibilia, responsabile Tax Affairs di Assoholding, ha sintetizzato alcune delle misure: «Le tredici proposte di Assoholding mirano a rafforzare la neutralità e la coerenza del sistema tributario». Per il credito sulla continuità aziendale, «una dotazione di 3 milioni di euro consentirebbe di sostenere fino a 100 percorsi di continuità aziendale».
Alla presentazione sono intervenuti anche Maurizio Casasco, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria, e Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive della Camera. Casasco ha condiviso in particolare le proposte sulla ricerca e sviluppo, mentre Gusmeroli ha definito le misure «concrete e utili» per il mondo economico, richiamando la rapidità della rivoluzione dell’intelligenza artificiale e la necessità per le Pmi di costruire un vantaggio competitivo sull’innovazione, anche in una fase segnata dal caro energia. Il Position Paper apre ora il confronto con Parlamento, governo, imprese, professionisti e mondo accademico in vista delle prossime scelte di politica fiscale ed economica.
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