IVA a debito e a credito, scadenze 2026, modello F24 e LIPE: una guida per imprese e professionisti
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Una fattura da 1.220 euro non porta in azienda 1.220 euro di ricavi: se l’aliquota � del 22%, 220 euro sono IVA. Una parte potr� essere assorbita dall’imposta detraibile sugli acquisti; il resto andr� versato. La liquidazione IVA serve proprio a fare questo conto, mese per mese o trimestre per trimestre. Capire da dove arriva il risultato aiuta a controllare i documenti e, soprattutto, a non trovarsi senza liquidit� alla scadenza.
Che cosa significa liquidare l’IVA
Liquidare significa determinare la differenza tra IVA a debito, divenuta esigibile sulle operazioni attive del periodo, e IVA detraibile sugli acquisti. Al conto si aggiungono gli eventuali riporti e le altre componenti previste dalla propria situazione. Se il risultato � positivo nasce un debito; se � negativo emerge un credito.
Ci sono tre passaggi distinti: il calcolo della liquidazione, il pagamento dell’eventuale debito con F24 e la comunicazione dei dati all’Agenzia delle Entrate tramite LIPE. Le scadenze non coincidono. Inviare la comunicazione non paga l’imposta, cos� come pagare l’F24 non sostituisce la comunicazione.
Chi deve farla e chi � esonerato
La liquidazione periodica riguarda, in via generale, imprese e professionisti che applicano l’IVA secondo le regole ordinarie, anche quando tengono la contabilit� semplificata. Contabilit� semplificata e regime forfettario sono due cose diverse. Il forfettario, normalmente, non addebita IVA e non detrae quella sugli acquisti: � quindi esonerato dalle ordinarie liquidazioni periodiche e dalle LIPE. Possono comunque sorgere obblighi specifici per acquisti esteri, importazioni o operazioni in reverse charge.
Esistono altri esoneri e regimi particolari, per esempio per taluni produttori agricoli o per chi effettua esclusivamente operazioni esenti. Vanno verificati sulla situazione effettiva: un’operazione che rende il soggetto debitore d’imposta pu� cambiare gli adempimenti richiesti.
Mensile o trimestrale: da cosa dipende
La periodicit� ordinaria � mensile. Si pu� scegliere quella trimestrale se il volume d’affari dell’anno precedente non supera 500.000 euro per prestazioni di servizi, arti e professioni oppure 800.000 euro per le altre attivit�. Si guarda al volume d’affari IVA, non semplicemente agli incassi sul conto corrente. Per attivit� miste e contabilit� separate occorre applicare le rispettive regole di cumulo e verifica.
L’opzione trimestrale si attua con il comportamento adottato e si comunica nella dichiarazione IVA; comporta una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi. Non basta dunque dividere l’anno in quattro per ottenere un rinvio gratuito. I contribuenti trimestrali speciali, o �per natura�, previsti da specifiche disposizioni, seguono invece regole proprie, generalmente senza questa maggiorazione e con un diverso termine per il quarto trimestre.
Quali fatture entrano nel periodo
Il punto di partenza sono i registri delle fatture emesse, dei corrispettivi e degli acquisti. Per le operazioni attive conta quando l’imposta diventa esigibile, secondo le regole applicabili. Una fattura emessa e non ancora incassata pu� gi� generare IVA da versare. Il semplice ritardo del cliente non autorizza a rimandare il pagamento dell’imposta.
Sugli acquisti servono i requisiti sostanziali per la detrazione e il possesso della fattura, da registrare correttamente. La data stampata sul documento, da sola, non basta. Per le fatture elettroniche va controllata anche la ricezione attraverso il Sistema di Interscambio.
In via ordinaria, l’IVA su un’operazione del mese precedente pu� essere detratta in quel mese se la fattura � ricevuta e annotata entro il 15 del mese successivo. Esempio: un acquisto di settembre, documentato da una fattura ricevuta e registrata il 10 ottobre, pu� entrare nella liquidazione di settembre. La regola non si applica alle operazioni dell’anno precedente: una fattura di dicembre ricevuta a gennaio non si porta automaticamente in detrazione a dicembre. Il cambio d’anno richiede quindi un controllo separato.
IVA sugli acquisti: non � sempre tutta detraibile
Prima di sottrarre l’IVA degli acquisti bisogna verificare l’inerenza all’attivit� e gli eventuali limiti. Per alcuni beni e spese, come le auto utilizzate anche privatamente, la detrazione pu� essere parziale. Le spese personali non diventano detraibili perch� pagate dal conto aziendale.
Chi svolge sia operazioni imponibili sia operazioni esenti pu� essere soggetto al pro rata, che limita la detrazione in proporzione alle attivit� effettuate. In questi casi il calcolo periodico pu� richiedere un conguaglio annuale. Anche note di credito, rettifiche e beni a uso promiscuo vanno trattati con il criterio corretto: sommare la colonna IVA di tutte le fatture ricevute non � sufficiente.
Un esempio di calcolo, dall’imponibile all’F24
Immaginiamo un’attivit� con operazioni tutte al 22%, acquisti interamente detraibili e nessun regime particolare. Nel periodo ha vendite imponibili per 20.000 euro, acquisti imponibili per 8.000 euro e un credito di 300 euro riportato dalla liquidazione precedente.
- IVA sulle vendite: 20.000 � 22% = 4.400 euro.
- IVA detraibile sugli acquisti: 8.000 � 22% = 1.760 euro.
- Differenza del periodo: 4.400 − 1.760 = 2.640 euro.
- Dopo il credito precedente: 2.640 − 300 = 2.340 euro da versare.
Se gli stessi dati riguardano uno dei primi tre trimestri di un contribuente trimestrale per opzione, si aggiungono 23,40 euro di interessi dell’1%: il versamento diventa 2.363,40 euro. L’esempio non comprende acconti, altri crediti, debiti rinviati o rettifiche.
Se invece l’IVA a debito fosse 1.000 euro e quella detraibile 1.500 euro, senza altri elementi, il periodo chiuderebbe con 500 euro a credito. Non si paga un’IVA negativa: il credito viene normalmente riportato alla liquidazione successiva.
Quando si paga: le scadenze del 2026
I contribuenti mensili versano, in generale, entro il 16 del mese successivo. Se il termine cade di sabato o in un giorno festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo. Per i versamenti che ricadono nella sospensione estiva dal 1� al 20 agosto, il termine � il 20 agosto.
Per i trimestrali per opzione, il calendario ordinario riferito alle operazioni del 2026 � questo:
| Periodo | Versamento | Invio LIPE |
|---|---|---|
| 1� trimestre 2026 | 18 maggio 2026 | 1� giugno 2026 |
| 2� trimestre 2026 | 20 agosto 2026 | 30 settembre 2026 |
| 3� trimestre 2026 | 16 novembre 2026 | 30 novembre 2026 |
| 4� trimestre 2026 | 16 marzo 2027, con il saldo annuale | 1� marzo 2027 |
Le date includono gli slittamenti ordinari per il calendario, ma non eventuali proroghe specifiche. La colonna LIPE vale anche per chi liquida mensilmente. Per i trimestrali speciali il quarto trimestre si versa normalmente entro il 16 febbraio dell’anno successivo, anzich� con il saldo annuale.
Cosa succede se il debito non supera 100 euro
Per le liquidazioni periodiche, un importo non superiore a 100 euro pu� essere riportato al periodo successivo, sommandolo al nuovo debito. Non � un’esenzione: la somma resta dovuta. Per i mensili il rinvio non pu� andare oltre il 16 dicembre dello stesso anno; il debito di dicembre segue il proprio termine di gennaio.
Per i trimestrali, i piccoli debiti dei primi tre trimestri devono essere versati al pi� tardi entro il 16 novembre. Questa differenza � stata introdotta dal correttivo del 2024 e rende inesatto applicare indistintamente il termine di dicembre a tutti. Il saldo annuale segue una disciplina distinta.
Come compilare il modello F24
Il pagamento si effettua in via telematica, indicando nella sezione Erario il codice tributo, l’anno di riferimento e l’importo. I codici pi� comuni sono:
- 6001�6012 per i mesi da gennaio a dicembre: per settembre, per esempio, si usa 6009.
- 6031, 6032 e 6033 per i primi tre trimestri.
- 6034 per il quarto trimestre dei contribuenti trimestrali speciali.
- 6099 per il saldo IVA annuale.
- 6013 e 6035 per l’acconto, rispettivamente dei mensili e dei trimestrali.
L’anno da indicare � quello cui si riferisce l’imposta, anche quando il pagamento avviene nell’anno seguente. Gli F24 con compensazioni devono passare attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite intermediario. Dopo l’invio va controllata la ricevuta e, se previsto, l’effettivo addebito: un modello predisposto o scartato non equivale a un pagamento eseguito.
Credito IVA: riporto, compensazione e rimborso
Il credito della liquidazione pu� ridurre il debito IVA del periodo seguente. Questo utilizzo interno all’IVA � diverso dalla compensazione orizzontale, con cui un credito utilizzabile paga altre imposte o contributi tramite F24. Il credito che compare in una liquidazione mensile non � automaticamente spendibile per qualunque altro tributo.
Per la compensazione orizzontale del credito annuale oltre 5.000 euro annui occorre, in via generale, attendere il decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito, munita di visto di conformit� o dell’alternativa prevista. Esistono specifici esoneri, fra cui quelli legati ai benefici premiali ISA, e ulteriori vincoli da verificare.
Il rimborso non scatta da solo perch� si � a credito: richiede i presupposti e gli adempimenti previsti dalla legge. Per utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso il credito dei primi tre trimestri pu� essere necessario il modello IVA TR, se ricorrono le condizioni. Riporto, compensazione e rimborso sono quindi tre scelte da valutare separatamente, evitando di usare due volte lo stesso credito.
LIPE: che cosa si comunica
La LIPE riepiloga le operazioni attive e passive e i risultati delle liquidazioni nel quadro VP. Si trasmette telematicamente ogni trimestre: anche il contribuente mensile invia una comunicazione trimestrale, con i moduli relativi ai singoli mesi.
Un saldo a credito non esonera dall’invio. Se nel trimestre non ci sono dati da comunicare, l’obbligo pu� non sussistere; resta per� quando bisogna rappresentare il riporto di un credito precedente. Per il quarto trimestre si pu� evitare la LIPE separata presentando entro il suo termine la dichiarazione annuale completa del quadro VP.
Prima della trasmissione conviene confrontare la comunicazione con i registri e il prospetto di liquidazione. Dopo, va conservata la ricevuta di accettazione. Le fatture elettroniche gi� presenti nei sistemi dell’Agenzia non sostituiscono automaticamente questo adempimento.
Acconto di dicembre e saldo annuale
A fine anno pu� essere dovuto l’acconto IVA, ordinariamente entro il 27 dicembre: nel 2026, cadendo di domenica, il termine slitta al 28 dicembre. Si pu� calcolare con il metodo storico, pari all’88% della base di riferimento dell’anno precedente; con il previsionale, sull’88% del debito previsto; oppure con il metodo analitico, sul risultato della liquidazione straordinaria delle operazioni fino al 20 dicembre. Ogni metodo ha regole specifiche; una previsione troppo bassa pu� produrre un versamento insufficiente. Sono previsti casi di esonero e l’acconto non � dovuto se inferiore a 103,29 euro.
L’acconto versato si scomputa nel conteggio finale pertinente. La dichiarazione IVA annuale, normalmente presentata dal 1� febbraio al 30 aprile dell’anno successivo, riepiloga l’intero anno e considera conguagli e rettifiche. L’eventuale saldo ha il termine ordinario del 16 marzo. Sono ammesse, alle condizioni previste, rateazione o differimento con maggiorazioni: le regole del saldo annuale non si trasferiscono automaticamente ai versamenti periodici.
Le operazioni che richiedono un controllo in pi�
Con il reverse charge l’imposta viene assolta dal destinatario dell’operazione: la doppia registrazione a debito e a credito � neutrale soltanto se la detrazione spetta interamente. Nello split payment, quando applicabile, l’IVA esposta dal fornitore viene versata dal cliente secondo le regole del regime e va distinta dall’IVA ordinariamente dovuta dal fornitore.
Il regime di IVA per cassa, se validamente scelto e applicabile, collega esigibilit� e detrazione a incassi e pagamenti, con limiti ed eccezioni: non coincide con la contabilit� semplificata per cassa ai fini del reddito. Acquisti intracomunitari, servizi esteri e importazioni richiedono inoltre documenti e registrazioni specifiche. Per le note di credito bisogna rispettare i presupposti e i termini dell’articolo 26 del DPR 633/1972; un cliente insolvente non consente da solo di cancellare l’IVA gi� liquidata.
Errori e ritardi: come rimettere in ordine i conti
Se manca un pagamento, occorre ricostruire imposta, interessi e sanzione, valutando il ravvedimento operoso in base alla data della violazione e al momento della regolarizzazione. Se � sbagliata la LIPE, va corretta anche la comunicazione con la procedura appropriata: pagare la differenza non sistema da solo i dati trasmessi.
Un errore nel codice tributo o nell’anno dell’F24 richiede invece una verifica della delega e dell’eventuale procedura di correzione. Quando � gi� arrivato un atto dell’Agenzia, le possibilit� di intervento vanno valutate sul documento ricevuto. Correggere presto evita che un errore di registrazione si trascini nei periodi successivi.
I controlli da fare prima di chiudere il periodo
- Verificare che fatture, corrispettivi e note di credito siano completi e nel periodo giusto.
- Separare l’IVA detraibile da quella indetraibile e controllare le operazioni particolari.
- Riconciliare il credito iniziale con la liquidazione precedente e con gli utilizzi gi� effettuati.
- Controllare eventuali piccoli debiti rinviati, interessi trimestrali e acconti.
- Confrontare il prospetto con F24 e LIPE, poi conservare le ricevute.
Un gestionale aggiornato aiuta a ordinare i documenti e a ripetere questi controlli con continuit�. La verifica pi� utile resta concreta: riuscire a ricondurre il debito da pagare alle fatture che lo hanno generato e tenere accantonata la liquidit� necessaria, senza aspettare il giorno della scadenza.
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