Aeroporto della Sibaritide, 20 Comuni scrivono alla Regione. Ma Corigliano-Rossano non c’è


CORIGLIANO-ROSSANO – Venti Comuni, da Palataci a Cariati passando per Castrovillari e Cassano Jonio, hanno messo nero su bianco una richiesta: la Regione Calabria inserisca l’aeroporto della Sibaritide nel Piano regionale dei Trasporti e apra un confronto sulla sua realizzazione.

La lettera è partita dal piccolissimop Comune di Plataci ed è stata indirizzata al presidente della Regione Roberto Occhiuto e all’assessore alla Mobilità sostenibile Gianluca Gallo. A firmarla è Domenico Brunetti, assessore delegato di Plataci e coordinatore-presidente del Comitato pro-aeroporto della Sibaritide, supportato dalle delibere di adesioni sottoscritte da più di un terzo dei comuni della Calabria del nord-est (Acquaformosa, Albidona, Alessandria del Carretto, Amendolara, Canna, Cassano allo Ionio, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Civita, Crosia, Francavilla Marittima, Montegiordano, Nocara, Oriolo, Plataci, San Lorenzo Bellizzi, San Paolo Albanese, Terranova del Pollino, Vaccarizzo Albanese e Villapiana).

Un fronte territoriale che comincia dunque ad assumere una consistenza istituzionale. Anche se nell’elenco continua a palesarsi un’assenza che pesa nella consistenza del dibattito. Non c’è la terza città della Calabria, non c’è Corigliano-Rossano.

Prima distinzione: questo non è il progetto RAM di SibariFly

Per capire la portata della richiesta occorre sgombrare subito il campo da una possibile confusione. L’aeroporto della Sibaritide di cui parla la lettera di Plataci non è la Regional Air Mobility proposta da SibariFly.

Si tratta di due ipotesi differenti, anche per localizzazione. La proposta rilanciata dal Comitato riguarda lo storico progetto aeroportuale individuato nell’area di Olmo Torto, nel territorio di Cassano Jonio. È un’infrastruttura della quale si discute da decenni e che compare già nella vecchia programmazione provinciale: il Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Cosenza indicava proprio Olmo Torto come sito dell’“aeroporto di Sibari”.

Altra cosa è il progetto della società SibariFly, che parte invece dall’aviosuperficie già esistente di Pantano Rotondo e punta alla sua trasformazione in aeroporto territoriale nell’ambito della Regional Air Mobility – RAM, con una pista potenzialmente estendibile fino a 2.000 metri. Due percorsi diversi che, nel dibattito pubblico delle ultime settimane, rischiano spesso di essere sovrapposti.


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La richiesta: «Inserire l’aeroporto nel Piano regionale dei Trasporti»

La nota di Plataci prova adesso a spostare la discussione sul terreno della programmazione regionale. «Le sottopongo formalmente – scrive Brunetti a Occhiuto – un’idea progettuale volta a rispondere ad una delle sfide cruciali del nostro territorio che è la realizzazione dell’aeroporto sibarita».

Il bacino individuato dai promotori è molto più ampio della sola Piana di Sibari: comprende Alto Jonio cosentino, fascia di confine lucana, Sibaritide, Pollino, Valle del Crati, Cosenza, aree tirreniche, Sila cosentina fino a Corigliano-Rossano e Cariati.

Secondo il documento, l’infrastruttura dovrebbe sostenere sviluppo economico e turistico, mobilità e anche il comparto agroalimentare. Le deliberazioni comunali vengono quindi trasmesse alla Regione «quale supporto e richiesta dell’inserimento nel Piano Regionale dei Trasporti dell’aeroporto della Sibaritide».

Il Comitato chiede inoltre a Occhiuto e Gallo un incontro o un’audizione per approfondire la proposta.

Il Piano regionale, per ora, parla dell’aviosuperficie. Non dell’aeroporto

Ed è proprio qui che la nuova iniziativa assume un rilievo differente e porta al centro la battaglia che si combatte da anni ma che probabilmente, fino ad oggi, non ha trovato la giusta chiave di lettura. Il 7 settembre la IV Commissione del Consiglio regionale ha esaminato l’aggiornamento del Piano regionale dei Trasporti, PPA n. 46/13. Nel documento è stato recepito un riferimento agli studi finalizzati all’inserimento nel sistema regionale delle aviosuperfici di Sibari e Cotronei.

Ma quel passaggio non equivale all’inserimento di un nuovo aeroporto della Sibaritide. È esattamente la distinzione che avevamo evidenziato pochi giorni fa: Sibari rientra nella programmazione dell’accessibilità aerea, ma attraverso lo studio delle aviosuperfici. Il progetto aeroportuale propriamente detto non è ancora diventato una previsione infrastrutturale del nuovo Piano.


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La lettera dei Comuni alza dunque l’asticella: non chiede semplicemente di studiare una piattaforma RAM, ma di riportare nella programmazione regionale l’idea di un vero aeroporto della Sibaritide.

Dai piccoli Comuni arriva la spinta. E Corigliano-Rossano?

C’è però un dato politico-territoriale che salta agli occhi. Dicevamo, tra le amministrazioni che hanno deliberato a sostegno della proposta ci sono piccoli centri dell’Alto Jonio e del Pollino, insieme a realtà importanti come Cassano Jonio, Trebisacce e Castrovillari. Non compare Corigliano-Rossano.

Un’assenza che non è nuova. Già a luglio avevamo evidenziato come, mentre Cassano, Trebisacce e Plataci muovevano iniziative sul tema dell’accessibilità aerea della Sibaritide, dalla città di Corigliano-Rossano non fosse ancora arrivata un’analoga iniziativa istituzionale.


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Il tema non è stabilire oggi se il progetto di Olmo Torto sia quello tecnicamente o economicamente migliore, né contrapporlo automaticamente alla proposta RAM. Entrambe le ipotesi dovranno passare attraverso valutazioni tecniche, autorizzative, economiche e di sostenibilità prima di poter diventare infrastrutture reali.

Il nodo della questione, è chiaro, sta da un’altra parte. Se c’è una parte crescente dei Comuni della Calabria nord-orientale che sta chiedendo alla Regione di aprire formalmente la discussione su uno scalo aereo territoriale e sta accompagnando quella richiesta con deliberazioni amministrative, appare altrettanto solidale e coerente, da parte del comune capofila del territorio (che invece si sta impegnando per una discutibilissima rete turistica dei comuni) aprire un confronto serio, ampio e concreto proprio sull’ipotesi dello scalo aeroportuale a Sibari.

Anche perché in un confronto di questa portata, la presenza o l’assenza dei Comuni più grandi determina inevitabilmente il peso politico della rivendicazione. Ed è per questo che l’assenza di Corigliano-Rossano dall’elenco dei venti enti non passa inosservata.




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