Nell’immaginario infantile, mantelli, maschere e abilità straordinarie occupano da sempre uno spazio privilegiato. Oggi, in un’epoca in cui tablet, smartphone e televisione riempiono gran parte del tempo libero proponendo spesso personaggi invincibili, verrebbe naturale pensare che i modelli di riferimento dei più piccoli siano esclusivamente i protagonisti dei fumetti o del cinema d’azione. Eppure, quando si scava a fondo nelle emozioni e nella percezione della realtà, la psicologia dell’infanzia e le risposte dei bambini rivelano uno scenario molto diverso e profondamente rassicurante.
A fare luce su questo legame è una recente indagine condotta dall’istituto di ricerca SWG per LEGO Italia, intitolata “I Supereroi a casa tua”. Lo studio, realizzato su un campione rappresentativo di oltre 700 famiglie con figli tra i 6 e i 12 anni, ha voluto dare voce direttamente ai più piccoli, chiedendo loro chi incarni davvero la figura dell’eroe. Il risultato abbatte i luoghi comuni dell’era digitale: per 6 bambini italiani su 10, i veri paladini non vivono sugli schermi o nelle pagine dei fumetti, ma tra le mura domestiche, e hanno il volto di papà e mamma.
Questo dato evidenzia un bisogno psicologico fondamentale per la crescita e il benessere emotivo: i più piccoli associano l’eroismo non alla perfezione o a doti sovrumane, bensì alla presenza, all’ascolto e alla capacità di offrire protezione quotidiana.
Tra fantasia e realtà: cosa significa essere un eroe per i più piccoli?
La passione per le figure leggendarie resta vivissima: ben il 76% dei giovanissimi intervistati dichiara di amare molto il mondo dei supereroi. Quando viene chiesto loro quali siano le caratteristiche indispensabili di questi personaggi, le risposte uniscono il fascino per l’impossibile a valori morali: contano i poteri fuori dal comune, ma subito dopo viene citato il coraggio di lottare contro le ingiustizie per difendere chi è più debole o in difficoltà. Se potessero scegliere un potere per sé, i desideri più ricorrenti spaziano dal poter volare fino all’invisibilità o a una forza straordinaria.
Il passaggio più significativo della ricerca avviene, però, quando si abbandona il piano della finzione per guardare alla vita di tutti i giorni. Alla domanda su chi sia la figura reale sempre pronta a superare gli ostacoli e ad aiutare il prossimo nei momenti complessi, la classifica dei bambini cambia profondamente:
- i genitori (mamma e papà) sono scelti dal 60% dei bambini come riferimento primario assoluto di coraggio e supporto;
- i nonni vengono indicati dal 15% degli intervistati, a conferma del loro ruolo centrale di cura e affetto nell’infanzia;
- i fratelli e/o le sorelle maggiori sono scelti dal 14% dei piccoli come modelli di riferimento fraterno;
- i campioni dello sport si fermano appena al 5% delle preferenze, superati nettamente dalle figure familiari.
Questa gerarchia dimostra chiaramente che il concetto di eroe, per un bambino, non si misura sulla spettacolarità delle azioni, ma sulla vicinanza affettiva. Mamma e papà vengono percepiti come figure invincibili semplicemente perché sono presenti quando serve conforto, sanno gestire le paure e garantiscono un ambiente sicuro in cui crescere.
Il valore educativo del gioco condiviso lontano dagli schermi
La ricerca sottolinea, inoltre, come il tempo condiviso tra genitori e figli sia il terreno più fertile per consolidare questo legame di fiducia reciproca. In una quotidianità spesso dominata dalla fruizione passiva dei video, le attività manuali e di costruzione rappresentano un’opportunità preziosa per stimolare le capacità cognitive e relazionali.
Circa 1 bambino su 3 individua nei mattoncini e nei set dedicati ai personaggi d’avventura uno dei giochi preferiti nel tempo libero. L’aspetto più rilevante dal punto di vista relazionale è che non si tratta di un passatempo solitario: 7 bambini su 10 amano giocare insieme a un adulto, indicando con frequenza il papà come compagno ideale con cui inventare storie, superare prove immaginarie e risolvere imprevisti.
Condividere un’attività ludica senza copioni prestabiliti non serve solo a divertirsi: permette al bambino di esprimere liberamente le proprie emozioni, allena la capacità di risolvere piccoli problemi pratici e rinforza l’autostima attraverso la cooperazione con l’adulto.
Creatività e territorio: le iniziative per famiglie tra cinema e laboratori
Il tema dell’eroismo quotidiano e della creatività condivisa è al centro di una serie di appuntamenti culturali ed educativi pensati per coinvolgere genitori e figli anche al di fuori delle mura domestiche.
Tra le iniziative più significative spicca la collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino, all’interno della storica Mole Antonelliana. Fino a fine settembre, gli spazi museali ospitano laboratori gratuiti che uniscono l’arte cinematografica all’esperienza pratica dei mattoncini, permettendo ai bambini di sperimentare tecniche visive come il green screen per diventare protagonisti in prima persona di avventure fantastiche.
A questo percorso si affiancano anche progetti editoriali e digitali curati da noti creatori di contenuti per ragazzi, come Simone Albrigi (in arte Sio) e Francesca Presentini (Fraffrog), con fumetti a tema e sfide creative pensate per stimolare l’inventiva dei più giovani attraverso linguaggi accessibili e positivi.
Il vero superpotere quotidiano: l’amore
I risultati emersi dall’indagine confermano una verità che, spesso, i ritmi frenetici del lavoro rischiano di far dimenticare: per i figli, il tempo trascorso insieme e l’attenzione sincera valgono molto più di qualunque risposta perfetta.
Essere presenti nei momenti di difficoltà, ascoltare le paure senza sminuirle e ritagliarsi ogni giorno uno spazio per giocare insieme sul pavimento rappresenta il vero “superpotere” a disposizione di ogni genitore. In fondo, l’amore è semplicemente indispensabile per aiutare i bambini a diventare adulti sicuri, empatici e fiduciosi nelle proprie capacità.
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