TRUCCO CONTABILE SUI CACCIATORI, LA LAC VUOL VEDERCI CHIARO E INVIA GLI ATTI ALLA CORTE DEI CONTI





TRUCCO CONTABILE SUI CACCIATORI, LA LAC VUOL VEDERCI CHIARO E INVIA GLI ATTI ALLA CORTE DEI CONTI



domenica, 20 settembre 2026

Scatta oggi l’apertura della stagione venatoria nelle Marche permanendo il dubbio sull’entità reale delle doppiette marchigiane in circolazione: 7.927 certificate a luglio o 15.869 di settembre? Nel mentre l’associazione anticaccia annuncia di formalizzare la segnalazione alla magistratura contabile sugli atti amministrativi prodotti dalla Regione Marche

Di Sandro Pangrazi
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20-set-2026

5 min di lettura

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di Sandro PANGRAZI

 

Scatta oggi ufficialmente nelle Marche l’apertura generale della caccia per la stagione 2026/2027.

Ma l’alba della terza domenica di settembre, tradizionalmente il momento più atteso dalle doppiette di tutta la regione, è stata preceduta e contestata dal numero stesso dei partecipanti marchigiani: 7.927 o 15.869?

Un dato dubbio che mette sub judice ogni celebrazione politica. 

La Lega Abolizione Caccia (LAC) delle Marche, tramite il delegato Danilo BALDINI, ha infatti annunciato il passaggio formale alla magistratura contabile del fascicolo sui “cacciatori fantasma”.

Trattandosi di atti amministrativi ufficiali, tutta la documentazione regionale finirà sul tavolo della Corte dei Conti per verificare i profili di regolarità e potenziale danno erariale.

Per arrivare fino a questo risultato sono serviti cinque articoli (in undici giorni); una maratona d’inchiesta serrata con cui questo blog ha documentato, passo dopo passo, le opacità e le giravolte della Regione Marche sul censimento reale dei praticanti.

Oggi, nel giorno del via formale ai prelievi stanziali e migratori, la svolta ufficiale firma il successo del nostro lavoro giornalistico: il merito va alla determinazione di OSIMO OGGI, che in queste settimane non si è piegata alle “verità di comodo” degli uffici regionali, costringendo le istituzioni a fare i conti con la realtà.

 

Il tracollo reale che la Regione voleva nascondere

I dati incontestabili emersi dagli accessi civici – e da noi pubblicati – certificano un declino venatorio inarrestabile.

A livello nazionale, come già documentato, si è passati dai 760.000 praticanti del 2007 ai soli 429.484 della stagione 2025/2026.

Nelle Marche il crollo è il peggiore d’Italia: nel 2007 i cacciatori marchigiani erano 33.002, mentre oggi si sono ridotti ad appena 7.927 residenti attivi.

Un taglio verticale del 76% che la dice lunga sullo stato dell’arte.

 

Svelato il “gioco delle tre carte” sugli ATC

Davanti a questo deserto demografico, che riduce drasticamente il peso elettorale del comparto, l’Assessore regionale alla caccia Giacomo BUGARO si era affrettato a correre ai ripari.

Appena l’altro giorno, su spinta del’Assessorato e delle associazioni venatorie, il dirigente dell’Ufficio Caccia della Regione, dottor MICHELINI, aveva diffuso una nota ufficiale per rettificare al rialzo i dati di fine luglio (bollati come fallati per errore materiale dello stesso ufficio), facendo “magicamente” comparire in tabella un totale di 15.869 cacciatori marchigiani, quasi il doppio di quelli ritenuti reali.

Come OSIMO OGGI ha denunciato nei precedenti articoli, il trucco contabile era puramente matematico: la Regione non ha contato le persone fisiche, ma ha sommato gli iscritti ai vari Ambiti Territoriali di Caccia (ATC).

Poiché un singolo cacciatore può legalmente iscriversi a più ATC contemporaneamente pagando le relative quote, lo stesso soggetto è stato – o potrebbe essere stato – conteggiato più volte, duplicando artificialmente la platea.

 

I cacciatori “stranieri” di San Marino nel calcolo marchigiano

L’ultimo tassello che conferma l’opacità dei dati riguarda l’inclusione nel computo totale dei cacciatori “stranieri” provenienti dalla Repubblica di San Marino.

In forza di un protocollo rinnovato e firmato proprio dall’assessore BUGARO con il Segretario di Stato sammarinese, questi ultimi hanno ottenuto il diritto di iscriversi e cacciare negli ATC della Provincia di Pesaro e Urbino, venendo usati dalla Regione per gonfiare ulteriormente le proprie statistiche interne.

 

L’autogol burocratico e la resa dei conti

La pezza si è però rivelata peggiore del buco. Il documento d’appoggio del dirigente MICHELINI, che ha provato a giustificare il raddoppio parlando di un mero “errore materiale” ereditato dalle pasticciate stagioni precedenti, scaricando di fatto la responsabilità sul suo predecessore, è crollato sotto il peso dell’evidenza.

Mentre il Consigliere regionale Andrea NOBILI (Avs) incalza la Giunta in Consiglio Regionale con una interrogazione a risposta scritta per una stagione aperta in regime di forte criticità e siccità, la promessa mossa della LAC di inviare gli atti alla magistratura contabile chiude il cerchio. 

In questo OSIMO OGGI ha fatto null’altro che il proprio dovere di cronaca indipendente: abbiamo sollevato il caso, analizzato i documenti e costretto la macchina regionale a mostrare il fianco.

In poche parole: la Regione ha usato i soldi reali versati per le doppie o triple iscrizioni d’ambito per “fabbricare” cacciatori fantasma, ovvero sulla carta.

Con questa mossa l’Assessorato ha scambiato i bollettini di pagamento con i cittadini in carne e ossa.

Ogni volta che un cacciatore marchigiano ha sborsato fior di quattrini per pagare una seconda o terza quota d’ambito, pur di spostarsi sul territorio, gli uffici regionali non hanno registrato una banale transazione finanziaria, ma hanno “creato” un nuovo cacciatore virtuale. 

Un moltiplicatore economico che probabilmente è ritenuto utile a tenere in vita un apparato burocratico e di potere (quello degli ATC) oggi meno giustificato dai numeri reali.

O almeno così sembra.

Ora che le carte volano alla Corte dei Conti, l’Assessore BUGARO e i suoi Dirigenti potrebbero probabilmente spiegare ai giudici contabili la natura di questo “miracolo finanziario”: come sia possibile, cioè, amministrare una regione usando i fantasmi per far tornare i conti della politica, giustificando così la sopravvivenza, anche economica, di un sistema che sta scomparendo.

Iban Sandro PANGRAZI: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812 
(Causale: Per un giornalismo che non passa inosservato) 

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