Casa e lavoro, il 47% dei giovani cambia scelte: i dati Assolombarda


La casa entra sempre più direttamente nelle decisioni sul lavoro. Non è più soltanto una voce del bilancio familiare o una questione di welfare, ma un fattore capace di condizionare la disponibilità delle persone a studiare, lavorare e vivere in un determinato territorio. E, di conseguenza, la capacità delle imprese di trovare e trattenere le competenze di cui hanno bisogno.

È il quadro che emerge da due ricerche presentate oggi nella sede di Assolombarda durante l’incontro «Abitare il lavoro: casa, imprese e competitività territoriale». Nel cosiddetto Quadrilatero di Assolombarda — Milano, Monza Brianza, Lodi e Pavia — il 47% degli studenti e giovani lavoratori intervistati afferma che la questione abitativa ha influenzato le proprie scelte di studio o di lavoro. Il 41% sarebbe inoltre interessato a una soluzione abitativa temporanea promossa dal proprio datore di lavoro.

Casa e mobilità si rivelano due facce della stessa questione. Il 39% degli intervistati dichiara infatti di aver rinunciato almeno una volta a un’opportunità lavorativa o formativa a causa della distanza o delle difficoltà negli spostamenti. Il 54% si muove quotidianamente al di fuori del proprio Comune di residenza, mentre le spese per l’abitazione assorbono in media il 38% del reddito mensile.

Sono i principali risultati dell’indagine «Abitare il lavoro», realizzata da Assolombarda con ADAPT, e dell’«Osservatorio sull’abitare per la competitività delle imprese», realizzato da Assolombarda con Patrigest | Gabetti Group.

Il punto di partenza delle due ricerche è un cambiamento che riguarda ormai anche lavoratori con redditi medi, contratti regolari e professioni qualificate. La difficoltà di accesso alla casa, infatti, non interessa soltanto le fasce economicamente più fragili. A pesare è il costo complessivo dell’abitare, a cui si aggiungono quello dei trasporti, il tempo necessario per raggiungere il posto di lavoro e la crescente dipendenza dall’automobile.

La pressione abitativa, inoltre, non rimane confinata a Milano. La ricerca di soluzioni più accessibili spinge una parte della popolazione verso le aree periferiche e lungo le principali direttrici del pendolarismo. Il risultato può essere un paradosso: risparmiare sull’affitto o sull’acquisto della casa significa, in alcuni casi, aumentare il costo e il tempo necessario per raggiungere il luogo di lavoro.

Per le imprese, dunque, la questione abitativa diventa anche una questione di competitività.

«Oggi alle aziende non viene richiesto soltanto di generare valore economico», osserva Marta Spinelli, vicepresidente Welfare, Sicurezza sul lavoro e Relazioni Industriali di Assolombarda. «La loro capacità di crescere, innovare e attrarre competenze dipende sempre più anche dal contributo che sanno offrire alla qualità della vita delle persone e delle comunità in cui operano».

Secondo Spinelli, l’accesso alla casa rappresenta una delle sfide più urgenti del welfare generativo: «La difficoltà di trovare soluzioni abitative sostenibili, soprattutto nei territori a forte concentrazione produttiva, non è più soltanto una questione sociale, ma incide direttamente sulla capacità delle imprese di attrarre professionalità, trattenere competenze e rispondere ai propri fabbisogni occupazionali».

Le aziende, intanto, hanno già iniziato a sperimentare alcune soluzioni: dalle garanzie per gli affitti alla residenzialità temporanea, fino a forme di coabitazione. Si tratta però, secondo la ricerca, di iniziative ancora episodiche e più frequenti nelle imprese strutturate.

Da qui la richiesta di un quadro pubblico che renda più semplice e conveniente per le aziende investire nell’abitare, aumentando contemporaneamente l’offerta di alloggi a canone sostenibile. Tra gli strumenti indicati figurano interventi fiscali e normativi, politiche urbanistiche e una maggiore integrazione tra abitazione, lavoro e trasporti.

«Per questo abbiamo attivato il Progetto Strategico Piano Casa Assolombarda», spiega Arrigo Giana, vicepresidente Infrastrutture di Assolombarda. L’obiettivo, sottolinea, è «sostenere le imprese nella risposta ai bisogni abitativi dei lavoratori e rafforzarne la capacità di attrarre e trattenere le competenze necessarie alla crescita».

Secondo Giana, serve ora un cambio di scala, con «partnership pubblico-private e modelli abitativi efficaci e replicabili». E soprattutto una strategia che consideri insieme casa e mobilità: «Le politiche dell’abitare non possono essere separate da quelle della mobilità».

I dati dell’Osservatorio raccontano anche la trasformazione del mercato immobiliare nell’area. Negli ultimi dieci anni le compravendite sono aumentate del 14,8% a Milano, ma la crescita è stata decisamente più marcata nei territori esterni: +75,1% nel resto della Città metropolitana e in provincia di Monza e Brianza, +40% in provincia di Lodi e +80,9% in provincia di Pavia.

Anche il mercato degli affitti sta cambiando. A Milano i contratti di locazione sono aumentati del 20% rispetto al 2018, mentre i contratti ordinari di lungo periodo sono scesi sotto la metà del totale, lasciando maggiore spazio alle formule temporanee e al canone concordato.

In questo scenario emerge un possibile ruolo per le imprese. Il 41% degli intervistati si dichiara interessato a una soluzione abitativa temporanea promossa dal proprio datore di lavoro. La percentuale sale al 56% tra i residenti a Milano. Le preferenze, tuttavia, sono orientate soprattutto verso soluzioni che garantiscano autonomia e privacy.

Il tema, quindi, non riguarda soltanto il costo degli immobili. Riguarda la possibilità concreta di accedere alle opportunità di lavoro senza che il prezzo della casa, la distanza o i tempi di viaggio diventino un ostacolo.

È anche per questo che Assolombarda propone di rafforzare il coordinamento tra imprese, istituzioni e operatori del settore, mettendo in relazione politiche abitative, urbanistiche e dei trasporti.

Al confronto hanno partecipato, tra gli altri, Francesco Seghezzi, presidente ADAPT; Luca Dondi dall’Orologio, amministratore delegato di Patrigest | Gabetti Group; Emanuela Curtoni, direttore Area Territorio di Assolombarda; Giorgio Colombo, Executive Vice President Human Resources, ICT di Edison; Claudia Baitelli, responsabile Welfare di Trenord; Fabio Bottero, assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica del Comune di Milano; Alessandro Maggioni, presidente del Consorzio Cooperative Lavoratori; e Paolo Mora, direttore generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia.

La fotografia restituita dalle due ricerche è quella di un mercato del lavoro nel quale la disponibilità di una casa accessibile e la possibilità di raggiungere facilmente il posto di lavoro diventano elementi sempre più strettamente collegati. Per le imprese, la questione abitativa entra così a pieno titolo tra i fattori che possono incidere sulla capacità di attrarre persone e competenze. Per i territori, diventa una componente della competitività.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม