Vale quasi 3mila euro per ciascun abitante, all’anno, il gioco d’azzardo online nei piccoli Comuni in Abruzzo, e a Gissi si arriva addirittura a 6mila euro. È quanto emerge dal dossier “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani”, promosso per il terzo anno da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, elaborando i dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, Dogane e Monopoli (Adm) e dell’Istat.
L’Abruzzo si colloca al settimo posto tra le regioni italiane per raccolta pro capite dell’azzardo online nei piccoli Comuni, con 2.909,80 euro giocati in media da ogni residente tra 18 e 74 anni nel 2025: oltre il 40% in più rispetto alla media nazionale calcolata sugli stessi piccoli Comuni, ferma a 2.066,06 euro. Un dato che si inserisce in un quadro nazionale segnato da numeri rilevanti. Nel 2025, infatti, la raccolta complessiva dell’azzardo in Italia, tra canali fisici e digitali, ha toccato quota 165,34 miliardi di euro, pari al 7,3% del Pil (Prodotto interno lordo) nazionale, con perdite vicine ai 22 miliardi di euro.
All’interno di questo scenario, il digitale rappresenta il principale motore della crescita: l’azzardo online, emerge dall’indagine, ha superato i 100 miliardi di euro (+9,5% rispetto al 2024), aumentando la propria quota grazie alla diffusione di smartphone e computer. Una trasformazione che ha portato livelli elevati di raccolta soprattutto nel Centro-Sud e, in particolare, nei piccoli Comuni tra i 2mila e i 9.999 abitanti, dove la raccolta online ha raggiunto i 21,95 miliardi di euro, pari al 63,3% del totale locale. Se si guarda all’intero territorio regionale, l’Abruzzo registra 409.714 conti di gioco online attivi, 446 ogni 1.000 residenti in età da gioco, e una raccolta media pro capite complessiva che sfiora i 3.032 euro. Il caso evidenziato dal rapporto è quello di Gissi: 2.401 abitanti e una raccolta pro capite di azzardo online passata da 1.729,09 euro nel 2023 a 6.073,29 euro nel 2025. Un aumento del 240,7% in due anni che inserisce il Comune tra i 113 centri italiani censiti dal dossier come “in crisi acuta da azzardo online”, ossia con una raccolta pro capite superiore al doppio della media nazionale.Fenomeni che, secondo il rapporto, evidenziano i rischi legati all’azzardo telematico, caratterizzato da un’offerta illimitata e immediata e dalla possibilità di giocare attraverso dispositivi personali.
“È un dossier preziosissimo, che ci consente di acquisire elementi-spia per un’analisi sulle aree interne, per misurare la temperatura dei comportamenti sociali”, commenta Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana chiedendosi “quanto pesa l’isolamento e la solitudine, quanto la deprivazione economica nella tendenza al gioco d’azzardo online che, nei piccoli Comuni tra 2mila e 9.999 abitanti della nostra regione, aumenta più rapidamente che altrove?”.
L’azzardo online ha caratteristiche che lo rendono particolarmente insidioso proprio nei territori più fragili, rileva infatti l’indagine: un’offerta potenzialmente illimitata, raggiungibile tramite smartphone, senza controllo sociale, coperto dall’anonimato. “Ma è anche figlio della solitudine, dell’assottigliarsi di presidi sociali e culturali, di luoghi di aggregazione e di servizi che scompaiono – rimarca Licheri -: nelle aree interne abruzzesi, dove lo spopolamento ha chiuso negli anni bar, circoli, associazioni, dove la popolazione invecchia e i più giovani faticano a trovare occasioni di socialità reale, quello smartphone sempre acceso diventa spesso l’unico spazio rimasto aperto 24 ore su 24”.
Non solo, sottolinea, è anche la spia di un disagio economico. “In una regione già colpita da un’inflazione superiore alla media nazionale e da un caro-energia che erode i redditi più bassi, il gioco d’azzardo si presenta, illusoriamente, come una scorciatoia verso un guadagno facile e immediato. Un’illusione tanto più pericolosa quanto più mancano, in quegli stessi territori, lavoro, servizi e prospettive – avverte il segretario regionale SI -. Va aperto un ragionamento serio e di prospettiva sulle aree interne, con una visione che rimetta al centro il loro patrimonio ambientale e valoriale: non bastano interventi tampone, serve una regia per costruire modelli alternativi socio-economici, partendo da investimenti veri su servizi, socialità e presidi di comunità”.
Per questo Avs, ricorda, ha presentato una proposta di legge per le aree interne, “Disposizioni per il finanziamento e la perequazione pubblica dei Servizi Ecosistemici e Ambientali comunali”, che prevede l’istituzione di un Fondo nazionale di perequazione pubblica ambientale da 1,2 miliardi di euro per riconoscere e remunerare i Comuni, a partire da quelli montani e delle aree interne, per i Servizi Ecosistemici e Ambientali che offrono all’intera collettività: dalla tutela dell’acqua alla prevenzione del dissesto idrogeologico, dalla conservazione della biodiversità al contrasto allo spopolamento territoriale.
“È esattamente la logica che serve – incalza Licheri -: non un sussidio assistenziale, ma il riconoscimento che le aree interne producono una ricchezza ambientale di cui beneficia tutto il Paese, e per questo vanno sostenute e non lasciate sole”, dice ancora Licheri. “Per quanto riguarda invece la tendenza al gioco d’azzardo online e i rischi connessi alla ludopatia, condividiamo quanto propone Francesco Trivelli, presidente Federconsumatori Abruzzo: è fondamentale muoversi su un doppio binario. Da un lato è necessario intensificare i controlli per intercettare tempestivamente i flussi sospetti legati all’azzardo online e contrastare le eventuali illegalità sul nostro territorio”.
“Dall’altro – conclude il sindacalista -, si deve investire in un capillare lavoro culturale e di prevenzione all’interno delle scuole, come Federconsumatori Abruzzo sta facendo, ad esempio con “Beat the Game”, un video-spot educativo nelle scuole, informando i ragazzi sui meccanismi emotivi e cognitivi della dipendenza”.
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