L’Abruzzo si colloca al settimo posto tra le regioni italiane per raccolta pro capite dell’azzardo online nei piccoli Comuni, con 2.909,80 euro giocati in media da ogni residente tra 18 e 74 anni nel 2025: oltre il 40% in più della media nazionale calcolata sugli stessi piccoli Comuni, ferma a 2.066,06 euro. Record a Gissi, in provincia di Chieti, con circa 6.ooo euro pro capite.
E’ quanto emerge dal dossier “Non così piccoli. Azzardo, un problema in più per i piccoli Comuni italiani”, promosso per il terzo anno da Cgil, Federconsumatori e Fondazione Isscon, nei 3.146 Comuni italiani tra 2.000 e 10.000 abitanti. Si tratta del 40% dei Comuni complessivi, dove abita un quarto della popolazione italiana.
Prendendo a riferimento tutti i Comuni italiani oltre i 2.000 abitanti, fino ai 2,7 milioni di Roma, scopriamo che i primi 15 per quanto giocato online da ogni abitante sono nella fascia tra 2.000 e 10.000 abitanti.
Non era così nelle edizioni precedenti, ed è un segnale della crescita di forti anomalie anche nelle piccole realtà. Nei Comuni di questa fascia nel 2025 sono stati raccolti complessivamente (fisico e online) 34,7 miliardi in azzardo sui 165,34 miliardi complessivi.
Le perdite complessive degli italiani sono state di 21,9 miliardi; nei piccoli Comuni esaminati hanno raggiunto i 4,6 miliardi. Nell’insieme dei piccoli Comuni italiani l’azzardo che passa su smartphone e PC rappresenta nel 2025 il 63,3% di quello complessivo, mentre nel dato complessivo nazionale ci si ferma al 61%; nel 2019 era al 33%.
Singolare il dato delle perdite nei piccoli comuni, significativamente superiori rispetto al dato complessivo nazionale. Difatti mentre giocate e vincite sono allineate al 21,7% del dato complessivo, le perdite salgono al 23,5%.
Nel 2025 nella fascia 18-74 anni ogni italiano ha scommesso nel gambling online 2.365 euro; una cifra che scende a 2.066 euro esaminando i soli piccoli Comuni oggetto della indagine.
A lanciare l’allarme sulla base di questi dati è stato in Abruzzo Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana.
“Continuiamo a denunciare il perdurante oscuramento informativo sull’azzardo in Italia, che impedisce, tra le altre cose, la lettura congiunta dei volumi di azzardo fisico e online dei Comuni italiani. Impedisce a cittadini ed amministratori locali di leggere i propri dati, di confrontarli con quelli di altre realtà, di collegarli ai problemi del territorio. “Non così piccoli’ è un dossier preziosissimo, che ci consente di acquisire elementi-spia per un’analisi sulle aree interne, per misurare la temperatura dei comportamenti sociali quanto pesa l’isolamento e la solitudine, quanto la deprivazione economica nella tendenza al gioco d’azzardo online che, nei piccoli Comuni tra 2mila e 9.999 abitanti della nostra regione, aumenta più rapidamente che altrove?
Se a livello generale si tratta del 12% in meno è interessante notare che in quattro Regioni, Liguria, Umbria, Basilicata e Puglia, nel 2025 si è giocato di più nell’agglomerato dei piccoli Comuni rispetto al dato generale.
Molte le Regioni con differenze contenute, dal 3% in meno della Campania, all’11% della Sicilia; fa eccezione la Sardegna, dove nel totale dei Comuni si gioca il 60% in più dei soli piccoli. Un dato che andrebbe esaminato in profondità, ma purtroppo Agenzia Dogane e Monopoli non suddivide il dato della Sardegna sulla base delle provincie.
Sono 113 i piccoli Comuni dove la media di quanto giocato pro capite in azzardo da remoto è più che doppia della media nazionale.
Il primo posto, in tutte le classifiche nazionali e probabilmente europee, se non mondiali, spetta all’incredibile record di Baia e Latina, comune casertano dove nel 2025 sono stati giocati online quasi 150 mln di euro. Una cifra incredibile, che corrisponde a quasi 103mila € per ogni residente.
Ogni singolo giorno, ogni singolo cittadino di Baia e Latina tra 18 e 74 anni, ha investito 282 euro in azzardo online, con il Betting Exchange che da solo rappresenta il 96% del giocato complessivo. Praticamente a Baia e Latina, 2000 abitanti, si è giocato quanto nel suo capoluogo, che di residenti ne ha 73.000, oppure quanto si è giocato nella intera provincia di Belluno, che ha 200.000 abitanti.
Se nel 2024 i primi due Comuni in questa classifica erano Lacco Ameno (12.942 pro capite) e Capri (10.393), località turistiche della provincia di Napoli, dopo il Comune casertano con i suoi quasi 103.000 euro pro capite troviamo nel 2025 un Comune lombardo, Polaveno in provincia di Brescia (22.955 euro pro capite) e uno lucano, Francavilla in Sinni (21.927 euro).
Quindi il comune pugliese di Nociglia (11.854 euro), in provincia di Lecce e ancora la provincia di Brescia, con Mairano (11.429 euro pro capite). Nei primi 15 Comuni 6 sono del nord; oltre ai bresciani ci sono Romans d’Isonzo (Go), Cernusco Lombardone (Lc), Borghi (Fc) e Cordignano (Tv), tutti attorno ad 8/9.000 euro pro capite.
Capri e Lacco Ameno sono ancora nell’alta classifica, ma in arretramento. Molti i Comuni che in due anni hanno moltiplicato i numeri precedenti, a volte decuplicandoli, come a Cernusco Lombardone. Se ci spingiamo più indietro nel tempo, al 2019, Polaveno ha moltiplicato i suoi numeri per 53, Francavilla in Sinni per 28. Decisamente significativo il dato dei Comuni che negli ultimi anni hanno avuto i dati peggiori; tra questi Anguillara Veneta, che passa dai quasi 40 milioni di euro giocati nel 2023 ai poco più di 2 milioni del 2025.
Proprio questo, la generazione di importantissimi volumi di gioco nei piccoli centri, che a volte scompaiono nell’arco di una sola annualità, è uno degli elementi da sottoporre a rigorosi controlli.
“L’azzardo online ha caratteristiche che lo rendono particolarmente insidioso proprio nei territori più fragili: un’offerta potenzialmente illimitata, raggiungibile tramite smartphone, senza controllo sociale, coperto dall’anonimato. Ma è anche figlio della solitudine, dell’assottigliarsi di presidi sociali e culturali, di luoghi di aggregazione e di servizi che scompaiono – aggiunge Licheri -: nelle aree interne abruzzesi, dove lo spopolamento ha chiuso negli anni bar, circoli, associazioni, dove la popolazione invecchia e i più giovani faticano a trovare occasioni di socialità reale, quello smartphone sempre acceso diventa spesso l’unico spazio rimasto aperto 24 ore su 24”.
Ed è anche la spia di un disagio economico.
“In una regione già colpita da un’inflazione superiore alla media nazionale e da un caro-energia che erode i redditi più bassi, il gioco d’azzardo si presenta, illusoriamente, come una scorciatoia verso un guadagno facile e immediato. Un’illusione tanto più pericolosa quanto più mancano, in quegli stessi territori, lavoro, servizi e prospettive – avverte Licheri -. Va aperto un ragionamento serio e di prospettiva sulle aree interne, con una visione che rimetta al centro il loro patrimonio ambientale e valoriale: non bastano interventi tampone, serve una regia per costruire modelli alternativi socio-economici, partendo da investimenti veri su servizi, socialità e presidi di comunità”.
Per questo AVS ha presentato una proposta di legge per le aree interne, “Disposizioni per il finanziamento e la perequazione pubblica dei Servizi Ecosistemici e Ambientali comunali”, che prevede l’istituzione di un Fondo nazionale di perequazione pubblica ambientale da 1,2 miliardi di euro per riconoscere e remunerare i Comuni, a partire da quelli montani e delle aree interne, per i Servizi Ecosistemici e Ambientali che offrono all’intera collettività: dalla tutela dell’acqua alla prevenzione del dissesto idrogeologico, dalla conservazione della biodiversità al contrasto allo spopolamento territoriale.
“Per quanto riguarda invece la tendenza al gioco d’azzardo online e i rischi connessi alla ludopatia, condividiamo quanto propone Francesco Trivelli, presidente Federconsumatori Abruzzo – aggiunge Licheri -: è fondamentale muoversi su un doppio binario. Da un lato è necessario intensificare i controlli per intercettare tempestivamente i flussi sospetti legati all’azzardo online e contrastare le eventuali illegalità sul nostro territorio. Dall’altro, si deve investire in un capillare lavoro culturale e di prevenzione all’interno delle scuole, come Federconsumatori Abruzzo sta facendo, ad esempio con “Beat the Game”, un video-spot educativo nelle scuole, informando i ragazzi sui meccanismi emotivi e cognitivi della dipendenza”.
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