La riforma Accrual della contabilità pubblica rappresenta uno dei passaggi più rilevanti per gli enti pubblici italiani. Non si tratta soltanto di cambiare schemi di bilancio o piano dei conti, ma di costruire una rappresentazione più completa, aggiornata e verificabile del patrimonio pubblico.
In questo percorso, l’inventario assume un ruolo centrale: diventa la base informativa su cui poggia il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale della Pubblica Amministrazione. E pertanto nuove soluzioni e applicativi quali la piattaforma PAccrual, sviluppata dalla Golem Net Sb, saranno sicuramente di supporto per le attività degli uffici e degli addetti ai lavori.
Il modello Accrual, previsto dalla Riforma 1.15 del PNRR, introduce infatti una contabilità fondata sulla competenza economica, con l’obiettivo di rendere più trasparenti, confrontabili e attendibili le informazioni economiche, patrimoniali e finanziarie delle amministrazioni pubbliche. Il nuovo sistema si fonda sugli standard contabili ITAS, sul piano dei conti multidimensionale e su regole comuni per la rilevazione dei fatti gestionali e del patrimonio.
In questo contesto, l’inventario non può più essere considerato un semplice elenco amministrativo di beni. Deve diventare uno strumento gestionale aggiornato, coerente con la contabilità e capace di rappresentare correttamente immobilizzazioni materiali, beni mobili, immobili, cespiti, valori, classificazioni, ubicazioni, titoli giuridici e stato di utilizzo.
Perché l’inventario è decisivo nella riforma Accrual
La logica Accrual richiede che ogni ente sia in grado di rappresentare il proprio patrimonio in modo veritiero e corretto. Questo significa conoscere quali beni possiede o controlla, dove si trovano, quale valore hanno, come sono classificati e se risultano coerenti con le scritture contabili.
Il MEF ha chiarito che il corretto aggiornamento della banca dati degli immobili pubblici è funzionale alla costituzione dell’inventario patrimoniale su cui poggia il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale su base Accrual. La rilevazione dei beni immobili pubblici per l’anno 2025, infatti, è stata aperta tramite l’applicativo “Immobili” ed andava completata entro il 30 settembre 2026, anche in caso di dichiarazione negativa, secondo quanto indicato dal Portale Servizi MEF.
Adeguare l’inventario significa quindi preparare l’ente a una contabilità più evoluta, nella quale il dato patrimoniale non è accessorio, ma incide direttamente sulla costruzione dello stato patrimoniale, sulla determinazione del patrimonio netto e sulla qualità complessiva del bilancio.
Perché gli enti devono adeguarsi
Gli enti devono adeguarsi perché la riforma Accrual è parte degli impegni assunti nell’ambito del PNRR e mira a introdurre un sistema unico di contabilità economico-patrimoniale per le pubbliche amministrazioni. La Legge 7 agosto 2026, n. 152 ha convertito il decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, relativo anche all’attuazione del PNRR.
L’adeguamento è necessario per almeno quattro ragioni:
- garantire una rappresentazione corretta del patrimonio dell’ente;
- rendere coerenti inventario, contabilità finanziaria e contabilità economico-patrimoniale;
- consentire il raccordo con il nuovo piano dei conti multidimensionale previsto dalla riforma Accrual;
- evitare ritardi, anomalie o incompletezze nei flussi informativi richiesti dal MEF e dagli organismi di controllo.
La qualità dell’inventario sarà quindi uno dei fattori determinanti per affrontare correttamente la transizione al nuovo sistema contabile.
Entro quando adeguarsi
Il 2026 è un anno chiave. Entro il 30 settembre 2026 le amministrazioni avrebbero dovuto completare la comunicazione relativa ai beni immobili pubblici riferiti alla situazione al 31 dicembre 2025, verificando i dati già presenti, rettificandoli se necessario e inserendo le variazioni intervenute. Il MEF precisa che non è possibile procedere alla trasmissione in presenza di anomalie bloccanti o comunicazioni non lavorate.
Più in generale, entro il 2026 gli enti devono avviare o completare le attività preparatorie necessarie alla transizione Accrual: ricognizione del patrimonio, revisione degli inventari, aggiornamento dei valori, verifica della documentazione e raccordo tra archivi patrimoniali e contabilità.
Gli adempimenti da svolgere entro il 2026
Gli enti dovranno concentrarsi su alcuni adempimenti operativi fondamentali.
Il primo è la ricognizione completa dei beni. Occorre verificare beni immobili, beni mobili, attrezzature, impianti, infrastrutture, beni demaniali e patrimoniali, distinguendo correttamente ciò che è di proprietà, in uso, in concessione o comunque controllato dall’ente.
Il secondo è l’aggiornamento dei dati presenti negli applicativi ministeriali e nei sistemi interni. Per gli immobili, l’adempimento 2026 riguarda la comunicazione tramite l’applicativo “Immobili” del Portale dei Servizi MEF, con riferimento alla situazione patrimoniale al 31 dicembre 2025.
Il terzo è la riconciliazione tra inventario e contabilità. Gli enti devono verificare che i dati patrimoniali siano coerenti con le risultanze contabili, eliminando duplicazioni, beni non più esistenti, valori non aggiornati o cespiti privi di documentazione.
Il quarto è la classificazione dei beni secondo le nuove logiche Accrual e secondo gli standard ITAS. Questo passaggio è essenziale per permettere il successivo raccordo con il piano dei conti multidimensionale e con gli schemi di bilancio economico-patrimoniale.
Il quinto è la definizione di responsabilità interne. Ragioneria, patrimonio, ufficio tecnico, economato, lavori pubblici e sistemi informativi dovranno lavorare in modo coordinato, perché l’inventario Accrual non è un adempimento di un singolo ufficio, ma un processo trasversale dell’ente.
PAccrual: la soluzione Golem Net per il nuovo inventario della Pubblica Amministrazione
Per accompagnare gli enti pubblici nella transizione verso la contabilità economico-patrimoniale, come abbiamo anticipato prima, Golem Net Srl Società Benefit ha sviluppato PAccrual, una soluzione tecnologica dedicata alla gestione, alla valorizzazione e al controllo del patrimonio pubblico secondo le nuove esigenze della riforma.
Il principio che guida il progetto è semplice: ogni valore patrimoniale deve poter essere dimostrato.
PAccrual supera la concezione tradizionale dell’inventario come elenco statico di beni, introducendo un sistema che collega ciascun cespite alla sua storia amministrativa e contabile, alle variazioni di valore, ai documenti giustificativi e alle relative autorizzazioni.
La piattaforma distingue il bene fisico, la posizione inventariale e la rilevazione contabile, consentendo di ricostruire con precisione le informazioni che concorrono alla formazione dello stato patrimoniale.
Un software progettato per gli standard Accrual
PAccrual gestisce l’intero ciclo di vita dei beni pubblici, dall’acquisizione alla dismissione, attraverso funzionalità dedicate alle registrazioni in partita doppia, agli ammortamenti, alle rettifiche patrimoniali, alle opere in corso e alla riconciliazione inventario-contabilità.
Uno degli elementi distintivi riguarda la tracciabilità. Ogni variazione viene collegata a un evento documentato e approvato, senza cancellare le informazioni precedenti. In questo modo è possibile risalire dall’importo presente nei prospetti contabili al documento che ne giustifica l’origine.
Il sistema consente inoltre di individuare anomalie, gestire esplicitamente i valori ancora da ricostruire, programmare campagne di ricognizione con etichette QR e configurare i parametri contabili in funzione delle caratteristiche dell’amministrazione.
Particolare attenzione viene dedicata alla migrazione degli archivi preesistenti. Gli inventari possono essere importati attraverso procedure strutturate, mantenendo la distinzione tra i dati originari, le successive elaborazioni e i valori di apertura da sottoporre a riconciliazione.
La soluzione è progettata per adattarsi alle esigenze di amministrazioni di dimensioni differenti, dai piccoli Comuni agli enti territoriali più complessi, fino alle strutture pubbliche nazionali.
Golem Net offre agli enti una verifica sui propri dati patrimoniali reali
Il principale elemento di concretezza della proposta Golem Net è la possibilità per ogni amministrazione interessata di verificare direttamente PAccrual utilizzando i dati del proprio inventario.
Contattando Golem Net, infatti, l’ente può mettere a disposizione un estratto del registro patrimoniale attualmente utilizzato. I dati vengono importati in un ambiente di prova dedicato, nel quale è possibile esaminare la ricostruzione e la riconciliazione dei valori di apertura, individuando anche eventuali informazioni mancanti o criticità da approfondire.
Non una semplice dimostrazione commerciale, quindi, ma una verifica concreta sulle informazioni dell’amministrazione, che permette di comprendere come il nuovo sistema possa operare sul patrimonio effettivamente gestito.
È un’opportunità particolarmente significativa per gli enti che dispongono di inventari datati, archivi non omogenei oppure registrazioni patrimoniali che richiedono una revisione prima dell’adozione delle nuove regole contabili.
L’amministrazione può così valutare la soluzione partendo dalla propria situazione reale, con elementi oggettivi utili a programmare il percorso di adeguamento.
Il servizio di inventariazione e supporto operativo di Golem Net
Accanto alla piattaforma, Golem Net propone un servizio specialistico di ricognizione, inventariazione, classificazione, valorizzazione e riconciliazione del patrimonio pubblico, pensato per supportare concretamente le amministrazioni nelle attività preparatorie alla riforma Accrual.
L’intervento comprende, secondo le esigenze dell’ente, l’analisi degli archivi esistenti, la verifica fisica dei beni, l’individuazione delle anomalie, l’aggiornamento dei valori patrimoniali e la predisposizione di una banca dati inventariale strutturata e documentata.
Il servizio può riguardare l’intero patrimonio oppure specifiche categorie di beni mobili e immobili, con un progetto dimensionato sulla consistenza patrimoniale, sul numero delle sedi e sulle condizioni degli archivi dell’amministrazione.
Software e supporto specialistico costituiscono così una risposta integrata, che consente agli enti di affrontare sia la ricostruzione iniziale del patrimonio sia la successiva gestione delle informazioni secondo le logiche Accrual.
Come verificare il proprio inventario e richiedere il supporto Golem Net
Per le amministrazioni chiamate a prepararsi alla nuova contabilità, il punto di partenza può essere molto concreto: contattare Golem Net e richiedere una verifica di PAccrual sui dati reali del proprio inventario.
Attraverso questa opportunità, l’ente può osservare direttamente il funzionamento della piattaforma sulle proprie informazioni patrimoniali, individuare eventuali criticità e valutare le attività necessarie per affrontare l’adeguamento.
Golem Net può inoltre affiancare l’amministrazione con un progetto di inventariazione e supporto operativo personalizzato, costruito in funzione delle effettive necessità.
Qui potete conultare la brochure completa del servizio.
Scenari futuri
In conclusione la riforma Accrual impone agli enti pubblici un cambio di prospettiva: il patrimonio non è più un archivio statico, ma una componente essenziale della rappresentazione economica e patrimoniale dell’amministrazione.
Adeguare l’inventario entro il 2026 significa arrivare preparati alla nuova contabilità, ridurre il rischio di errori, migliorare la qualità dei dati e costruire bilanci più trasparenti e confrontabili.
Per gli enti, il lavoro da fare è significativo, ma non rinviabile: ricognizione, aggiornamento, classificazione e riconciliazione del patrimonio sono le basi operative per affrontare correttamente il passaggio alla contabilità Accrual.
Fonte: articolo di redazione lentepubblica.it – Δ
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