Andrea Bui di Potere al Popolo è il primo candidato sindaco per le elezioni Amministrative del 2027. A differenza di altri partiti della sinistra, a partire da Rifondazione Comunista che si è espressa all’unanimità in questo senso, non rientrerà nella coalizione del campo largo che, dal Pd si espanderà almeno verso Alleanza Verdi Sinistra e appunto Rifondazione.
Bui, storico attivista dei movimenti sociali e portavoce di Potere al Popolo non risparmia dure critiche all’Amministrazione guidata da Michele Guerra: “Non si può essere pacifisti e poi fare affari coi produttori di armi”. E ancora: “Crediamo che il nuovo Pug, il Piano urbanistico generale, sotto una patina di buoni propositi continui a lasciare troppo spazio agli interessi immobiliari: cemento, cemento, cemento”.
Ma c’è anche qualcosa da salvare. Secondo Bui, infatti “sulla casa va riconosciuto a Guerra di aver rimesso il tema al centro delle politiche comunali, dopo decenni in cui era considerato un costo, un peso. Il recupero delle case popolari è una scelta che condividiamo”.
Alcuni partiti a sinistra del Pd hanno deciso di partecipare alla coalizione allargata di centrosinistra che sarà capeggiata dal sindaco Guerra, compresa Avs e Rifondazione Comunista. Perché voi, invece, avete deciso di non farne parte e correre da soli?
“Perché pensiamo che la corsa al meno peggio abbia contribuito, negli ultimi trent’anni, al successo della destra. Decenni di meno peggio e voto utile hanno avuto come risultato che ora abbiamo Vannacci, l’ennesimo spauracchio. La nostra non è una scelta identitaria, ma una scelta squisitamente politica, abbiamo sondato diversi soggetti politici in città e siamo pronti ad andare in coalizione con chi si vuole collocare fuori dal campo largo. Non possiamo con onestà parlare di riduzione delle disuguaglianze, tutela dell’ambiente, cambiamenti climatici e sicurezza sociale e poi sostenere una coalizione di cui contestiamo le scelte proprio su questi temi. Le scelte sul consumo di suolo e la fiera delle armi a Parma sono esempi di come le parole d’ordine spese in campagna elettorale vengano disattese, producendo disillusione e rassegnazione”.
Cosa contestate a questa Amministrazione? Ci sono invece dei provvedimenti, presi in questi anni, che vi avrebbero trovati favorevoli? Penso per esempio al Piano Casa o agli interventi sul sociale…
“L’aver istituito un assessorato alla Pace e aver poi accettato che Fiere di Parma, partecipata dagli enti pubblici per oltre il 45% del capitale sociale, organizzasse la fiera delle armi leggere, in un momento come questo, credo sia il simbolo delle ambiguità di cui parlavamo prima. Non si può essere pacifisti e poi fare affari coi produttori di armi.
Anche sull’urbanistica crediamo che il nuovo Pug, il Piano urbanistico generale, sotto una patina di buoni propositi continui a lasciare troppo spazio agli interessi immobiliari: cemento, cemento, cemento. Il peso dato alle richieste degli industriali su materie sostanziali è una delle ragioni della nostra critica.
Sulla casa va riconosciuto a Guerra di aver rimesso il tema al centro delle politiche comunali, dopo decenni in cui era considerato un costo, un peso. Il recupero delle case popolari è una scelta che condividiamo. Ma pensare di risolvere il problema soprattutto con soldi pubblici e garanzie ai proprietari, senza intervenire sulle cause di un mercato degli affitti drogato dalla speculazione, è miope. Occorre tassare in modo inflessibile gli affitti brevi e contrastare le politiche di acquisto dei grandi gruppi finanziari e immobiliari che stanno comprando le nostre città e le stanno rendendo invivibili. È il senso della nostra proposta «Una firma a forma di casa»: far contribuire la grande proprietà che lascia gli immobili sfitti e destinare le risorse al recupero e all’ampliamento delle case popolari.
Già alle scorse amministrative avevamo portato in primo piano il problema abitativo a Parma. Oggi mezza Europa si mobilita attorno a un problema che richiede un contrasto deciso alla rendita immobiliare. Politicamente difficile, in un paese in cui questi interessi controllano gruppi editoriali e hanno legami molto stretti con la politica”.
Quale contributo alternativo potrebbe portare in Consiglio comunale, in caso di elezione come consigliere?
“Una nostra presenza in Consiglio comunale significherebbe portare un punto di vista che oggi è assente. Innanzitutto quello dei lavoratori. Penso ai lavoratori della logistica, a quelli delle cooperative sociali, ai ragazzi e alle ragazze di cui si parla spesso e male e le cui esigenze vengono regolarmente ignorate: altro che capitale dei giovani.
Vogliamo esercitare una funzione di controllo popolare: fornire documenti e strumenti per capire gli atti amministrativi e le scelte politiche che ci stanno dietro, a partire da quanti soldi si destinano ai servizi sociali. Vogliamo che quelle informazioni servano alle persone per discutere le scelte e organizzarsi per cambiarle.
Un pungolo costante e senza sconti per difendere gli interessi di chi paga il conto della città privata e fatica ad accedere alla casa e ai servizi. Siamo la città che scende in piazza per la Palestina e contro le politiche di guerra che si stanno mangiando scuole e ospedali e che viene regolarmente snobbata dai mezzi di informazione: entrando in Consiglio vogliamo dare una voce che oggi manca nel dibattito cittadino”.
Lo scenario politico locale è in evoluzione. Mentre il Pd tenta di rinnovarsi e allarga a componenti come Avs, Rifondazione e probabilmente Pci mentre a destra si fa strada la candidatura, tra le altre, di un esponente di Futuro Nazionale. Quale valutazione date su questo scenario?
“Lo scenario è molto preoccupante. Sono decenni che lo spazio di rappresentanza si sta restringendo: il bipolarismo, il sistema maggioritario, le liste bloccate e ora, nella riforma delle elezioni politiche, un numero di firme spropositato per poter partecipare. La politica sta diventando uno sport per ricchi, il che significa che fa politica soprattutto chi ha alle spalle quegli interessi economici che in realtà andrebbero contrastati.
Anche a Parma viviamo gli effetti di questo restringimento: ci si sente sconfitti in partenza e si finisce per accontentarsi di ciò che forse può fermare i «barbari» alla Vannacci. È una paura comprensibile, ma allargare la coalizione senza cambiare le politiche rischia di riprodurre proprio la disillusione di cui si alimenta la destra.
Intanto abbiamo salari bassi e scuola, sanità e servizi sociali sempre più in difficoltà. A questi problemi la propaganda offre un capro espiatorio: l’uomo nero. Se l’ospedale non funziona non si parla dei tagli che si sono susseguiti negli ultimi trent’anni, con governi di destra e di centrosinistra. Si parla di invasione, di sostituzione etnica, vere e proprie panzane che, ripetute costantemente sui social e avallate anche dai «giornaloni», finiscono per sembrare realtà. Se tornano a casa «loro», gli ospedali riprenderanno a funzionare: è il messaggio che arriva. Ed è una bugia, un trucco. Il governo Meloni ne è la dimostrazione più evidente. Dopo una campagna elettorale che prometteva di cambiare tutto, il risultato, andando al concreto, è stato un governo Draghi in camicia nera”.
Come verrà creata la lista o le liste che sosterranno la sua candidatura a sindaco per Potere al Popolo?
“Alle scorse amministrative non siamo riusciti a entrare in Consiglio comunale per una ventina di voti, ma non siamo svaniti nel nulla. Abbiamo continuato a essere una presenza reale in città e nei quartieri, stando accanto alle lotte che non fanno clickbaiting ma che sono vere, reali. È da lì che ripartiremo.
Cominceremo consultando le persone che hanno lottato al nostro fianco in questi anni, per condividere le priorità e costruire una lista che le rappresenti. Ma siamo aperti anche a chi ha voglia di cambiare orizzonte sul serio e crede che ci sia ancora un’alternativa. Una strada bella e difficile, che si percorre per convinzione. La partecipazione costa anche fatica, ma permette di provare a cambiare le cose insieme”.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





