Quale avviso vale per chi stai per assumere, o hai già assunto? In Abruzzo lo decide l’età del lavoratore. Se assumi a tempo pieno un disoccupato residente o domiciliato nella regione, puoi ricevere una somma fissa da 4.000 a 10.000 euro, che cambia con il contratto, con il sesso della persona assunta e, sopra i 36 anni, con l’età. Il contributo arriva da due avvisi gemelli del Programma regionale del Fondo sociale europeo Plus (PR FSE+ 2021-2027), approvati il 6 maggio 2026 e gestiti dallo stesso Servizio Politiche attive e passive del lavoro (DPH012): «Incentivi all’assunzione giovani 18-35 anni», con la determinazione DPH012/151, e «Incentivi all’assunzione di disoccupati over 36», con la determinazione DPH012/150, il cui art. 11 è stato sostituito dalla DPH012/154 dell’8 maggio.
La domanda si fa dopo aver assunto, anche per i contratti dei mesi passati: tempi indeterminati e trasformazioni dal 1° settembre 2025, tempi determinati dal 1° gennaio 2026 (art. 2 dei due avvisi). Al 16 ottobre 2026 lo sportello è aperto fino a esaurimento delle risorse, e comunque fino alle 20:00 del 30 novembre. Sono uscite solo le graduatorie provvisorie delle domande di maggio, che coprono il 13,73% della dotazione dei giovani e il 19,10% di quella dell’over 36 (nostro calcolo): quanto resta non è pubblico.
In sintesi: quale avviso usare e quanto vale
- Quale avviso: lavoratore da 18 a 35 anni compiuti, avviso giovani; da 36 a 65 anni compiuti, avviso over 36. Le altre regole sono quasi identiche.
- Quanto: a tempo pieno, 10.000 o 8.000 euro per un tempo indeterminato o una trasformazione, 5.000 o 4.000 per un tempo determinato di almeno 12 mesi. L’importo alto va alle lavoratrici e, nell’over 36, anche agli uomini da 50 a 65 anni.
- Chi incassa: imprese, studi professionali, associazioni e fondazioni con partita IVA e sede in Abruzzo; escluse la produzione primaria agricola e la pesca.
- Quando: fino alle 20:00 del 30 novembre 2026, anche per assunzioni già fatte; graduatorie mensili in ordine di invio, fino a esaurimento delle risorse.
- Con quale regola: aiuto de minimis, cioè di piccolo importo, che un’impresa unica può ricevere fino a 300.000 euro nell’arco di tre anni, su base mobile (Reg. UE 2023/2831). Se lo spazio non basta, la domanda è inammissibile.
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10.000€Massimo per un’assunzione a tempo indeterminato
12,2 mln€Dotazione dei due avvisi (nostro calcolo)
30/11Chiusura alle 20:00, se le risorse non finiscono prima
Avviso giovani 18-35 o avviso over 36: dove cambiano
Requisiti del datore, contratti, regime di aiuto, pagamenti e obblighi sono scritti quasi con le stesse parole. Cambiano età, importi, dotazione e primo giorno utile. Entrambi gli avvisi sono sul BURAT, il Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo, del 27 maggio 2026.
| Voce | Avviso giovani 18-35 anni | Avviso disoccupati over 36 |
|---|---|---|
| Atto | Determinazione DPH012/151 del 6/05/2026, BURAT Speciale n. 85 | Determinazione DPH012/150 del 6/05/2026, art. 11 sostituito dalla DPH012/154 dell’8/05/2026, BURAT Speciale n. 84 |
| Età del lavoratore | Da 18 a 35 anni compiuti | Da 36 a 65 anni compiuti |
| Tempo indeterminato o trasformazione | 10.000 euro per una lavoratrice, 8.000 per un lavoratore | 10.000 euro per una donna da 36 a 65 anni o un uomo da 50 a 65, 8.000 per un uomo da 36 a 49 |
| Tempo determinato di almeno 12 mesi, escluse proroghe | 5.000 euro per una lavoratrice, 4.000 per un lavoratore | 5.000 euro per una donna da 36 a 65 anni o un uomo da 50 a 65, 4.000 per un uomo da 36 a 49 |
| Tetto sul costo salariale del primo anno | 50% per le lavoratrici, 40% per i lavoratori | 50% per i contributi da 10.000 e 5.000 euro, 40% per quelli da 8.000 e 4.000 |
| Dotazione | 6.250.000 euro: 4.000.000 per le assunzioni, 2.000.000 per le trasformazioni, 250.000 per il collocamento mirato | 5.905.318 euro: 3.655.318 per le assunzioni, 2.000.000 per le trasformazioni, 250.000 per il collocamento mirato |
| Domande | Dalle 9:00 del 28/05/2026 alle 20:00 del 30/11/2026 | Dalle 9:00 del 21/05/2026 alle 20:00 del 30/11/2026 |
| Graduatoria provvisoria di maggio | 858.000 euro per 101 domande ammissibili su 115 | 1.128.000 euro per 123 domande ammissibili su 148 |
Fonti: avvisi, artt. 2, 3, 4, 8, 10 e 14; determinazioni DPH012/481 e DPH012/482 del 22/09/2026, lette il 16 ottobre 2026. Per l’over 36 vale la cifra dell’art. 4, comma 1: la pagina regionale dell’avviso la arrotonda.
Conta il sesso della persona assunta, non quello di chi assume. Nei giovani i 2.000 euro in più (1.000 sul tempo determinato) vanno solo alle lavoratrici e la Regione non spiega perché (art. 3). Nell’over 36 la ragione è scritta, «particolare attenzione a specifici target quali le donne e gli over 50» (art. 1, comma 2): a tempo indeterminato, a un uomo di 45 anni spettano 8.000 euro, a uno di 52 ne spettano 10.000.
Nessun avviso dice quale giorno segna il passaggio da 35 a 36 anni. A nostra lettura l’avviso giovani vale fino al giorno prima del trentaseiesimo compleanno, in linea con il «target giovani under 36» dell’art. 1, comma 7, ma non è scritto; per i 50 anni dell’over 36 il testo dice solo che i requisiti si guardano alla data di assunzione (art. 8, comma 4). Se il compleanno cade a ridosso dell’assunzione, chiedi alla Regione prima di inviare.
Chi può chiedere il contributo: il datore di lavoro privato con partita IVA
Presenta la domanda e incassa il datore di lavoro privato: imprese, studi professionali, associazioni, fondazioni e altre forme di azienda, tutti con partita IVA (art. 9, commi 1 e 2). Il rapporto va instaurato in una sede legale o operativa in Abruzzo (art. 2, comma 6, lett. a), e in Abruzzo deve trovarsi anche la sede operativa delle assunzioni al primo pagamento, salvo i cantieri mobili (art. 9, comma 2, lett. b). Restano fuori produzione primaria agricola, pesca, acquacoltura e aiuti all’esportazione (art. 6, commi 2 e 3). Servono poi:
- iscrizione al registro delle imprese o all’albo professionale, dove è obbligatoria, e nessun licenziamento collettivo né cassa integrazione in corso (art. 9, comma 2, lett. c, d e k);
- un lavoratore che non sia parente o affine di primo grado, né coniuge, di titolare, soci o amministratori, e nessun socio assunto dalla propria società, salvo il vincolo associativo con una cooperativa di lavoro (lett. h e l);
- il DURC, il documento unico di regolarità contributiva, regolare fino al pagamento: se è irregolare la Regione trattiene il dovuto e lo versa agli enti (art. 9, commi 5 e 7);
- la polizza contro le catastrofi naturali, per chi ne ha l’obbligo, attiva già alla domanda (FAQ n. 5).
Il consulente prepara, il legale rappresentante invia. La domanda la presenta il rappresentante legale con SPID (il sistema pubblico di identità digitale) di livello 2 o carta d’identità elettronica (CIE), e per l’invio non è prevista delega (FAQ n. 22): chi segue le paghe prepara dati, costo salariale e allegati.
Il lavoratore giusto: disoccupato con la DID, residente o domiciliato in Abruzzo
- Disoccupazione. Iscrizione a un centro per l’impiego (CPI) della Regione Abruzzo e DID, la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, convalidata dal CPI (art. 8, comma 1, lett. a). In domanda si indica solo la data della DID, che la Regione verifica sul sistema informativo del lavoro (FAQ n. 1).
- DID fuori regione e NASpI. Vale la DID di un CPI di un’altra regione se il domicilio in Abruzzo risulta aggiornato presso il CPI competente (FAQ n. 20), e la domanda di NASpI, l’indennità di disoccupazione, vale come DID (FAQ n. 21).
- Residenza o domicilio in un Comune abruzzese; per gli stranieri, permesso di soggiorno che consente il lavoro (lett. b e c).
- Trasformazioni. La disoccupazione deve esserci prima dell’avvio del tempo determinato che trasformi (art. 2, comma 1, lett. B).
- Collocamento mirato. La terza linea finanzia gli iscritti alla legge 68/1999 solo oltre la quota d’obbligo: le assunzioni obbligatorie sono escluse (art. 1, comma 13 nei giovani e comma 10 nell’over 36; art. 2, comma 6, lett. e; FAQ n. 17).
I requisiti si guardano alla data di assunzione (art. 8, comma 4). È escluso chi nei 12 mesi precedenti ha avuto un tempo indeterminato cessato con te, con un datore dagli assetti proprietari coincidenti o con un’impresa collegata, mentre un tempo determinato cessato non lo impedisce (art. 2, comma 6, lett. f; FAQ n. 12). Dopo un tirocinio da te puoi assumere con il contributo: il tirocinio non è un rapporto di lavoro (FAQ n. 13) e da solo non è finanziabile: a maggio una domanda per un tirocinio è stata esclusa.
Contratti ammessi: solo tempo pieno, anche per assunzioni già fatte
Il part time è escluso (art. 2, comma 6, lett. d; FAQ n. 4), salvo la trasformazione di un tempo determinato part time in tempo indeterminato a tempo pieno, se le due cose avvengono insieme (FAQ n. 2).
| Contratto | Decorrenza ammessa | Condizioni |
|---|---|---|
| Tempo indeterminato, apprendistato compreso | Dal 1° settembre 2025 | Per la Regione l’apprendistato è un contratto a tempo indeterminato ed è incentivato, se rispetta tutte le condizioni (FAQ n. 3) |
| Trasformazione da tempo determinato a indeterminato | Dal 1° settembre 2025 | Il contratto a termine di partenza può durare meno di 12 mesi (FAQ n. 8); in domanda va la sola comunicazione obbligatoria della trasformazione (FAQ n. 9) |
| Tempo determinato | Dal 1° gennaio 2026 | Almeno 12 mesi già alla firma: proroghe e contratti brevi sommati non contano (art. 2, comma 1, lett. C; FAQ n. 6 e 7) |
| Esclusi | Sempre | Somministrazione, lavoro domestico, intermittente, collaborazioni coordinate e continuative, lavoro occasionale, agenzia; l’ex somministrato assunto direttamente dall’impresa che lo utilizzava invece rientra (art. 2, commi 4 e 5; FAQ n. 15) |
Il rapporto deve essere già avviato e ancora attivo quando invii (art. 2, comma 6, lett. b; art. 11, comma 7, lett. g). Chiedere a posteriori è possibile anche perché l’aiuto è de minimis e, a nostra lettura, quel regolamento non chiede che la domanda preceda l’assunzione.
Se hai già assunto, non aspettare novembre. Le domande si esaminano per data e ora di invio, e se il rapporto si chiude prima dell’invio perdi il contributo: a maggio sette domande, tre nei giovani e quattro nell’over 36, sono state escluse così. Una seconda domanda per lo stesso lavoratore annulla la prima (art. 10), ed è successo otto volte.
Quanto vale ogni assunzione e quando arrivano i soldi
Il contributo è una somma forfettaria, una delle opzioni semplificate di costo dei fondi europei (art. 53 del Reg. UE 2021/1060): un importo fisso stabilito prima, che non rimborsa spese documentate. Non dipende dallo stipendio, ma lo stipendio può farlo perdere: il contributo non può superare il 50% (o il 40%) del costo salariale del primo anno dalla data di assunzione, cioè retribuzione lorda più contributi obbligatori, INPS e INAIL a carico dell’azienda compresi (art. 3, commi 2, 3 e 4; FAQ n. 10 e 11). Da qui, a nostro calcolo, una soglia minima di costo uguale per tutti: 20.000 euro per il tempo indeterminato, 10.000 per il determinato. Sotto, gli avvisi prevedono la revoca (art. 14, comma 1, lett. d), senza dire se di tutto il contributo o della sola eccedenza.
| Caso, con costo salariale del primo anno ipotetico | Contributo | Peso sul costo | Esito |
|---|---|---|---|
| Lavoratrice di 28 anni a tempo indeterminato dal 1° ottobre 2025, costo 26.000 euro | 10.000 euro | 38,5%, sotto il 50% | Spetta per intero: la prima metà matura il 1° ottobre 2026, la seconda il 1° ottobre 2027 |
| Uomo di 52 anni a tempo indeterminato, avviso over 36, costo 27.000 euro | 10.000 euro | 37,0%, sotto il 50% | Spetta per intero; a 45 anni sarebbero 8.000 |
| Lavoratore apprendista di 22 anni, costo 18.000 euro | 8.000 euro | 44,4%, sopra il 40% | Revoca: il costo è sotto la soglia dei 20.000 euro |
| Lavoratore di 30 anni con un contratto a termine di 12 mesi, costo 22.000 euro | 4.000 euro | 18,2%, sotto il 40% | Spetta: la metà matura a 6 mesi, il saldo a 12 |
Nostro calcolo, su costi d’esempio. Il caso a rischio è l’apprendista: le FAQ lo ammettono, ma con contributi ridotti e inquadramento d’ingresso il suo primo anno può restare sotto i 20.000 euro. Prima di candidarlo, fai il conto.
Le date sono quelle in cui matura il diritto, non quelle del bonifico. Si paga dopo la graduatoria definitiva con l’assegnazione del CUP, il codice unico di progetto: metà al termine dei 12 mesi e metà dei 24 per il tempo indeterminato, metà a 6 e metà a 12 mesi per il determinato, su richiesta nella piattaforma regionale FIERA, entro 90 giorni dalla verifica dei documenti (art. 13). La tabella iniziale degli avvisi chiama la prima metà «acconto», ma nessuna somma arriva prima dei 12 mesi (o dei 6); nei giovani il modulo di saldo consente anche un’unica richiesta del 100% a fine periodo (Allegato 2 della determinazione DPH012/151).
Come si presenta la domanda e perché conta l’ora di invio
- Piattaforma. Solo su rasportello, lo sportello digitale della Regione Abruzzo, pena l’irricevibilità, con SPID di livello 2 o CIE e bollo da 16 euro (art. 10, commi 3, 6 e 7).
- Una domanda per lavoratore. Un’impresa può presentarne più d’una nel limite del de minimis; se ne arrivano due per la stessa persona vale l’ultima (art. 10).
- Allegati. Modulo online (Allegato A) con costo salariale annuo, data della DID, genere, rating di legalità e certificazione di parità; comunicazione obbligatoria di assunzione o di trasformazione; documento d’identità del lavoratore; informativa privacy (art. 10, comma 9, ed elenco degli allegati in fondo agli avvisi). Integrazioni solo su richiesta, con 10 giorni solari per rispondere (art. 11, commi 8 e 9).
- Istruttoria. Graduatorie mensili, domande in ordine cronologico di data e ora, fino a esaurimento delle risorse di ciascuna linea (art. 11, comma 2); 60 giorni salvo numero e complessità delle domande; controlli a campione su almeno il 5% delle domande (commi 4 e 6).
- Esito. Graduatoria provvisoria sul portale Coesione e sul BURAT, con 10 giorni per le controdeduzioni dalla pubblicazione sul BURAT (punto c delle determinazioni del 22/09/2026). Poi la definitiva, che vale come concessione senza PEC né accettazione: chi è ammesso deve seguire il sito (art. 11, comma 13).
Le precedenze contano solo se le risorse non bastano per le domande dello stesso mese, in quest’ordine (art. 11, comma 3; per l’over 36 nel testo della DPH012/154): rating di legalità (art. 5-ter del decreto legge 1/2012), certificazione della parità di genere (art. 46-bis del D.Lgs. 198/2006), lavoratore che ha concluso con esame superato, prima dell’assunzione, un corso del programma GOL, la Garanzia di occupabilità dei lavoratori finanziata dal PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Avviso n. 2, percorsi di reinserimento, upskilling o reskilling). Nella graduatoria di maggio dei giovani le imprese con rating e certificazione compaiono in cima anche se i fondi bastavano per tutti: se sia solo un ordine di presentazione, l’atto non lo dice.
Che cosa è già successo: le graduatorie provvisorie di maggio
Il 22 settembre 2026 la Regione ha approvato le prime graduatorie provvisorie, con le domande fino al 31 maggio: 114 giorni dopo la fine del mese (nostro calcolo). Per le domande da giugno a settembre non c’è ancora nessun elenco.
| Graduatoria di maggio | Giovani 18-35 anni | Over 36 |
|---|---|---|
| Determinazione | DPH012/481 del 22/09/2026 (PDF) | DPH012/482 del 22/09/2026 (PDF) |
| Domande esaminate | 115, inviate dal 28 al 31 maggio | 148, inviate dal 21 al 31 maggio |
| Ammissibili e finanziabili | 101, per 858.000 euro: 598.000 di assunzioni, 260.000 di trasformazioni | 123, per 1.128.000 euro: 708.000 di assunzioni, 420.000 di trasformazioni |
| Collocamento mirato | Nessuna domanda in graduatoria | Nessuna ammessa, una esclusa |
| Quota della dotazione, nostro calcolo | 13,73% | 19,10% |
| Escluse | 14 | 25 |
| Sul BURAT | Non ancora, al 16 ottobre 2026 | Speciale n. 181 del 7 ottobre 2026 |
Le quote sono calcolate sulle dotazioni dell’art. 4 e misurano graduatorie provvisorie senza impegni di spesa, che arrivano solo con la definitiva (punto h delle determinazioni). Non dicono quanto resta: per questo lo stato corretto, al 16 ottobre 2026, è aperto fino a esaurimento delle risorse.
Perché 39 domande di maggio sono state escluse
Dagli elenchi dei non ammessi allegati alle due determinazioni (giovani e over 36), letti il 16 ottobre 2026, il nostro conteggio dà come causa più frequente, sommando i due avvisi, la disoccupazione mancante. Nei giovani, su 14: 3 contratti già cessati all’invio, 3 domande annullate da una successiva per lo stesso lavoratore, 3 lavoratori senza lo stato di disoccupazione, 2 part time, un tirocinio, un parente di primo grado di un socio, un tempo indeterminato cessato nei 12 mesi precedenti.
Nell’over 36, su 25: 5 domande annullate da una successiva, 5 lavoratori senza lo stato di disoccupazione e uno senza disoccupazione né residenza, 4 contratti cessati, 4 tempi determinati sotto i 12 mesi, 2 tempi indeterminati cessati nei 12 mesi, un socio assunto dalla sua società, un part time, un caso di età e un’assunzione obbligatoria.
Dopo la concessione: 24 mesi di mantenimento e le cause di revoca
Chi assume a tempo indeterminato mantiene i livelli occupazionali per almeno 24 mesi dall’assunzione o dalla trasformazione, chi assume a tempo determinato per almeno 12, pena la revoca (art. 14, commi 3 e 4). La FAQ n. 16 chiede di garantire per 24 mesi, dalla data dell’assunzione, l’incremento occupazionale generato dall’assunzione incentivata; se e come si confronti l’organico di prima non lo dice.
Eccezioni all’obbligo di mantenimento
Dimissioni volontarie, invalidità, risoluzione consensuale, riduzione volontaria dell’orario, pensionamento, licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo (art. 14, commi 3 e 4). Se un tempo indeterminato si chiude così dopo almeno 12 mesi, spetta il 50% (art. 13, comma 1, lett. a).
Cause di revoca
Un tempo indeterminato che non arriva a 12 mesi, qualunque sia la causa per come è scritto, o un determinato sotto i 6; il passaggio a part time; un contributo oltre il 50% o il 40% del costo salariale; lavoro svolto fuori Abruzzo nel periodo, salvo i cantieri mobili; irregolarità contributive o fiscali; delocalizzazione; cumulo oltre i limiti; rinuncia (art. 14, commi 1, 2 e 5).
Due punti restano scoperti. Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, per ragioni economiche od organizzative, non è fra le eccezioni: l’art. 13 paga la metà se il tempo indeterminato dura 12 mesi, l’art. 14 chiede il mantenimento per 24 «pena la revoca», e se un rapporto chiuso al diciottesimo mese per una causa fuori elenco conservi la prima metà non è scritto. E la riduzione volontaria dell’orario è fra le eccezioni, mentre il passaggio a part time è una causa di revoca (art. 14, comma 1, lett. c): prima di accettare una richiesta di orario ridotto, chiedi alla Regione.
Gli avvisi maggiorano le somme da restituire degli «interessi legali vigenti» dalla data del pagamento (art. 15, comma 7). Il Codice degli incentivi prevede invece il tasso di riferimento della Banca centrale europea alla data della revoca, più 5 punti se la revoca dipende da fatti addebitabili al beneficiario, da delocalizzazione o da riduzione dei livelli occupazionali (D.Lgs. 184/2025, art. 17, comma 4), e le regioni a statuto ordinario «si conformano» nei loro ordinamenti, con i fondi europei «compatibilmente» (art. 1, commi 3 e 4). Quale tasso userà la Regione non lo dice nessun atto letto.
Restano gli obblighi dell’art. 16: conto dedicato per la tracciabilità, contabilità separata o codifica apposita, documenti conservati 5 anni dal 31 dicembre dell’anno dell’ultimo pagamento, caricamento su FIERA, pubblicità del sostegno europeo con un poster almeno A3 e una descrizione sul sito, pena decadenza e revoca. Dopo la domanda sono ammesse solo variazioni formali, via PEC entro 30 giorni, e il cambio di partita IVA o codice fiscale fa decadere (art. 15): a nostra lettura anche la cessione dell’azienda o la fusione per incorporazione del beneficiario. Prima della graduatoria definitiva la Regione acquisisce i moduli su titolare effettivo e conflitto di interessi (punto e delle determinazioni del 22/09/2026), già pubblicati sulle pagine degli avvisi.
De minimis e Registro nazionale aiuti: quanto plafond consuma ogni assunzione
Il tetto de minimis è uno solo per l’impresa unica, cioè per le imprese legate da un rapporto di controllo, che nella domanda vanno indicate (avvisi, art. 6, commi 5, 6 e 7; Reg. UE 2023/2831, art. 2, par. 2). I tre anni si contano su base mobile, a ritroso da ogni nuova concessione (considerando 11), anche se un comma degli avvisi richiama l’anno solare (art. 6, comma 14): vale il regolamento europeo.
- Quando pesa. L’aiuto è concesso quando nasce il diritto a riceverlo (art. 3, par. 3), qui con la graduatoria definitiva. Una lavoratrice a tempo indeterminato occupa 10.000 euro di plafond da quel giorno, anche se il pagamento arriva in due rate.
- Quanto pesa. L’importo lordo. Il regolamento chiede di attualizzare gli aiuti pagati in più quote (art. 3, par. 6), ma gli avvisi non dicono se la Regione registrerà il nominale o il valore attualizzato: per prudenza si conta il nominale.
- Se non c’è spazio. La domanda è inammissibile (art. 11, comma 7, lett. f): l’aiuto che porta oltre il tetto non beneficia del regolamento (art. 3, par. 7).
- Chi controlla. Il Servizio DPH012 registra l’aiuto nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA), la banca dati degli aiuti concessi, e verifica i massimali alla graduatoria definitiva (art. 6, commi 8, 9 e 10; punto i delle determinazioni del 22/09/2026).
Due lavoratrici a tempo indeterminato, la trasformazione del contratto di un lavoratore e una lavoratrice a tempo determinato valgono 10.000 × 2 + 8.000 + 5.000 = 33.000 euro di de minimis, e il numero di domande per impresa non ha altri limiti. Al Sud il plafond si consuma anche senza bandi, perché la Decontribuzione Sud PMI sul personale in forza è de minimis: lo spieghiamo nella guida su perché al Sud il plafond de minimis finisce prima, mentre il conto dei tre anni a ritroso è nella guida al calcolo del plafond de minimis con le regole del 2026.
I tre bonus INPS del decreto legge 62/2026 non toccano il plafond, il contributo regionale sì. Bonus Giovani, Bonus donne e Bonus ZES (la sigla sta per Zona economica speciale) sono concessi nel rispetto del regolamento generale di esenzione per categoria, il GBER (Reg. UE 651/2014; per il Bonus Giovani, decreto legge 62/2026, art. 2, comma 11), e non consumano de minimis. La stessa assunzione candidata a questi avvisi lo consuma per l’intero importo.
Contributo regionale e bonus INPS sullo stesso lavoratore: tre regole, nessuna risposta
Avvisi e FAQ non nominano Bonus Giovani, Bonus donne, Bonus ZES né altri esoneri: restano tre regole, e nessuna, da sola, chiude la questione.
- Il divieto del bonus nazionale. Il Bonus Giovani 2026 «non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento» ed è compatibile con la maggiorazione del costo dei nuovi assunti (decreto legge 62/2026, art. 2, comma 10). Il contributo abruzzese è una somma in denaro, non un esonero né una riduzione di aliquota: il testo del divieto non lo nomina.
- Il limite europeo di intensità. Un aiuto de minimis per gli stessi costi ammissibili di un aiuto in esenzione non può portare il totale oltre l’intensità massima del regolamento di esenzione; si cumulano liberamente solo gli aiuti de minimis non legati a costi specifici (Reg. UE 2023/2831, art. 5, par. 3). Gli avvisi misurano il contributo sul costo salariale e, per l’INPS, il Bonus Giovani poggia sull’art. 32 del GBER, con un tetto del 50% dei costi salariali (circolare 55/2026). A nostra lettura il 50% vale per la somma dei due aiuti, ma su quale periodo, il primo anno degli avvisi o i 24 mesi del bonus, non è scritto.
- La clausola degli avvisi. L’art. 7, comma 1, ammette il cumulo nei limiti del regolamento; l’art. 16, lett. p, obbliga però a garantire «la non cumulabilità dei contributi previsti dall’Avviso con altre agevolazioni, anche di natura fiscale, ottenute per le medesime spese», e il cumulo oltre i limiti porta alla revoca (art. 14, comma 2, lett. e). Alla lettera la lett. p tocca anche la maggiorazione del 20% del costo dei nuovi assunti, che è un’agevolazione fiscale sulla stessa spesa.
Qualcosa di certo c’è. Il Bonus Giovani 2026 vale solo per assunzioni a tempo indeterminato del 2026 di chi non ha compiuto 35 anni ed è privo da almeno 24 mesi di un impiego regolarmente retribuito (12 per alcune categorie svantaggiate) oppure, con l’esonero ridotto a 12 mesi, rientra in un’altra categoria di svantaggio, come chi è senza impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi o ha fra 15 e 24 anni; apprendistato escluso (decreto legge 62/2026, art. 2, commi 1, 2 e 4): su tempi determinati, trasformazioni, apprendisti e assunzioni del 2025 quella sovrapposizione non c’è (circolare INPS 55/2026, par. 3 e 4). Il caso più delicato, a nostra lettura, è il Bonus donne 2026, pagato con un programma nazionale cofinanziato dallo stesso Fondo sociale europeo Plus, perché gli avvisi richiamano il divieto di doppio finanziamento (art. 7, commi 2 e 3).
Prima di sommare, una domanda scritta alla Regione. I chiarimenti si chiedono solo a [email protected] (art. 18, comma 3). La domanda utile: se il contributo si cumula, sullo stesso lavoratore, con Bonus Giovani, Bonus donne, Bonus ZES, Decontribuzione Sud PMI e maggiorazione del costo dei nuovi assunti, e su quale periodo si misura il 50%. Finché la risposta non c’è, la nostra lettura prudente è scegliere una delle due strade.
Il confronto si fa con la nostra mappa del cumulo fra incentivi all’assunzione, un lavoratore alla volta; requisiti e importi degli esoneri nazionali sono nella guida ai quattro esoneri INPS del decreto legge 62/2026.
Come si tassa e come si contabilizza il contributo
Gli avvisi non parlano di fisco e nessuna norma esclude il contributo dalle imposte. È un contributo in conto esercizio, che integra i ricavi della gestione: l’Agenzia delle Entrate ha trattato così una sovvenzione regionale da avviso pubblico per costi correnti, retribuzioni comprese (risposta n. 79 del 2021). In bilancio va alla voce A5, altri ricavi e proventi, mentre il costo del lavoratore resta intero in B9, costi per il personale (principio contabile OIC 12, par. 56).
| Chi incassa | Imposte sul reddito | IRAP | Ritenuta del 4% |
|---|---|---|---|
| Srl e altre società di capitali | Ricavo per competenza, IRES al 24% (imposta sul reddito delle società; testo unico delle imposte sui redditi, TUIR, art. 85; a nostra lettura lett. h) | Sì, entra nel valore della produzione | Sì, scomputata in dichiarazione |
| Ditta individuale | Reddito d’impresa, IRPEF: per cassa in contabilità semplificata (art. 66), per competenza in ordinaria | No per le persone fisiche (L. 234/2021, art. 1, comma 8) | Sì |
| Studio professionale | Reddito di lavoro autonomo, per cassa (art. 54) | No per il professionista persona fisica | A nostra lettura no, perché presuppone un’impresa (risposta n. 586 del 2021); come si comporterà la Regione non è scritto |
La ritenuta del 4% a titolo d’acconto oggi sta nell’art. 28, comma 2, del DPR 600/1973. Dal 1° gennaio 2027, quando, a nostra stima, cadrà la gran parte dei pagamenti, la stessa regola è nell’art. 43, comma 2, del testo unico versamenti e riscossione (D.Lgs. 33/2025), letto su Normattiva nel testo vigente a quella data. Pesa sulla cassa, non sul conto. Il contributo è fuori dal campo dell’IVA e non si fattura. A nostra lettura dell’OIC 12, che fa rilevare i contributi nell’esercizio in cui il diritto diventa certo, ogni metà si iscrive quando il traguardo dei 12 o 24 mesi è raggiunto e la graduatoria definitiva è uscita; una revoca successiva è una sopravvenienza passiva. Stando in A5, il contributo non tocca il fatturato che decide la dimensione d’impresa, cioè la voce A1.
Quanto resta a una srl dopo ritenuta, IRES e IRAP
| Voce | Tempo indeterminato da 10.000 euro | Tempo indeterminato da 8.000 euro | Tempo determinato da 5.000 euro |
|---|---|---|---|
| Costo salariale minimo del primo anno | 20.000 (tetto del 50%) | 20.000 (tetto del 40%) | 10.000 (tetto del 50%) |
| Ritenuta del 4% | 400 | 320 | 200 |
| Incassato in banca | 9.600 | 7.680 | 4.800 |
| IRES al 24% | 2.400 | 1.920 | 1.200 |
| IRAP al 3,9% | 390 | 312 | 195 |
| Netto dopo le imposte | 7.210 | 5.768 | 3.605 |
| Peso netto sul costo minimo | 36,05% | 28,84% | 36,05% |
Nostro calcolo, in euro, per una srl che applica i principi contabili nazionali. Il netto parte dal lordo, non dall’incassato: la ritenuta si scomputa dalle imposte. Il 3,9% è l’aliquota IRAP ordinaria e il netto va rifatto con quella vera; sul tempo determinato l’IRAP è dubbia e l’abbiamo applicata per prudenza. Per ditta individuale e studio il netto è il contributo moltiplicato per 1 meno l’aliquota marginale IRPEF del titolare, addizionali comprese. Per il budget: su un costo di 20.000 euro l’anno il contributo netto copre il 36,05% del primo anno con i 10.000 euro, poco più di un terzo e non la metà, e il 28,84% con gli 8.000.
Cosa gli avvisi non dicono, al 16 ottobre 2026
Otto punti senza una risposta scritta.
- Le risorse residue per linea: c’è solo la graduatoria provvisoria di maggio, nessun elenco da giugno.
- La data della graduatoria definitiva di maggio, che vale come concessione: per i giovani la provvisoria non è ancora sul BURAT, e le controdeduzioni partono da lì.
- Il confine fra 35 e 36 anni e, nell’over 36, la data a cui si legge la fascia d’importo degli uomini, fra 36 e 49 o fra 50 e 65 anni.
- I tempi determinati oltre i 12 mesi: «almeno 12 mesi» (art. 2, comma 1, lett. C) contro «la data di scadenza deve essere a 12 mesi dall’avvio» (comma 6, lett. c).
- Le finestre di 30 giorni per chiedere i pagamenti (art. 13), che non si capisce come contare quando i 12 mesi maturano dopo la concessione, e cosa succede se si sfora.
- La prima metà quando un tempo indeterminato si chiude fra il 12° e il 24° mese per una causa fuori elenco, e se lo sforamento d’intensità revoca tutto o solo l’eccedenza.
- Il tasso sulle restituzioni: interessi legali degli avvisi o regola del Codice degli incentivi.
- Il cumulo con i bonus INPS e il valore che la Regione iscriverà nel Registro nazionale aiuti, nominale o attualizzato.
Chiedi per iscritto a [email protected], l’unico canale previsto (art. 18, comma 3), e conserva la risposta. Sulla pagina della Regione i telefoni dell’ufficio sono 085 7672329 e 085 7672519.
Le altre strade per lo stesso lavoratore
Per una donna in un percorso di protezione dalla violenza di genere, lo stesso giorno la Regione ha approvato una misura a parte:
| Misura | Atto e regime | Chi e quanto | Domande |
|---|---|---|---|
| Incentivi per l’inserimento lavorativo di donne vittime di violenza di genere | Determinazione DPH012/152 del 6/05/2026, BURAT Speciale n. 86 del 27/05/2026; 250.000 euro, de minimis | Donne da 18 a 65 anni in un percorso di protezione attestato da servizi sociali, centri antiviolenza o case rifugio abruzzesi, disoccupate con DID, residenti o domiciliate in Abruzzo: 10.000 euro a tempo indeterminato, 5.000 a termine di 12 mesi, 800 euro al mese per un tirocinio; tempo pieno o part time almeno al 75% | Dalle 9:00 del 25 maggio 2026, fino a esaurimento delle risorse: l’avviso non fissa una data di chiusura (art. 9, comma 1), la pagina della Regione indica il 31/12/2026 e lo sportello il 31/12/2027 |
Sul piano nazionale, per un under 35 la scelta vera è spesso fra esonero contributivo e apprendistato, che confrontiamo nella guida su come assumere un under 35 scegliendo fra esonero e apprendistato; per gli over 36 gli esoneri da guardare sono il Bonus donne e il Bonus ZES, con requisiti propri, nella guida agli esoneri citata sopra, e per chi ha almeno 50 anni ed è disoccupato da oltre 12 mesi la riduzione del 50% dei contributi per 12 mesi a termine o 18 a tempo indeterminato (legge 92/2012, art. 4, commi 8, 9 e 10). Le altre misure per le imprese, in Abruzzo e altrove, le mettiamo in fila nel calendario mensile dei bandi a fondo perduto, con scadenze e click day. Se oltre ad assumere vuoi finanziare servizi di conciliazione per i dipendenti, lo stesso Servizio regionale gestisce l’avviso Interventi di welfare aziendale (determinazione DPH012/249 del 27/03/2025), che confrontiamo con le altre strade nella guida ai bandi per il welfare aziendale e i benefit ai dipendenti.
Domande frequenti sugli incentivi all’assunzione in Abruzzo
Ho assunto a tempo indeterminato a ottobre 2025: posso ancora chiedere il contributo?
Sì, se il rapporto è a tempo pieno ed è ancora attivo quando invii, e se alla data di assunzione il lavoratore aveva età, DID e residenza o domicilio richiesti. Valgono i tempi indeterminati e le trasformazioni dal 1° settembre 2025. La domanda va inviata entro le 20:00 del 30 novembre 2026, ma le risorse si assegnano in ordine di invio e possono finire prima.
Il consulente del lavoro può inviare la domanda al posto dell’azienda?
No. La presenta il legale rappresentante con SPID di livello 2 o CIE, e per l’invio non è prevista delega (FAQ n. 22). Il consulente può preparare dati, costo salariale e allegati.
Posso sommare il contributo regionale al Bonus Giovani o al Bonus donne?
Gli avvisi non lo dicono. Il divieto del decreto legge 62/2026 riguarda altri esoneri e riduzioni di aliquota; il regolamento de minimis ferma il cumulo all’intensità del regolamento di esenzione per gli stessi costi; gli avvisi vietano altre agevolazioni, anche fiscali, sulle medesime spese. Finché la Regione non risponde per iscritto, la nostra lettura prudente è scegliere.
Se il lavoratore si dimette, perdo il contributo?
Dipende da quando. Le dimissioni volontarie sono fra le eccezioni all’obbligo di mantenimento, e dopo almeno 12 mesi di tempo indeterminato spetta la metà del contributo (art. 13, comma 1, e art. 14, comma 3). Per come è scritto l’art. 14, comma 1, lett. a, un tempo indeterminato che non arriva a 12 mesi fa revocare il contributo qualunque sia la causa.
Il contributo regionale per le assunzioni è tassato?
Sì. Per una srl è un ricavo in conto esercizio soggetto a IRES e IRAP, e la Regione trattiene il 4% d’acconto su ogni pagamento: di 10.000 euro restano 7.210 euro netti (nostro calcolo, per una srl con IRES al 24% e IRAP al 3,9%). Ditte individuali e professionisti persone fisiche pagano l’IRPEF, senza IRAP.
Quando un’assunzione consuma il plafond de minimis?
Alla graduatoria definitiva, che vale come concessione, per l’intero importo: 10.000 euro per una lavoratrice a tempo indeterminato, anche se il pagamento arriva in due rate. Se il plafond dell’impresa unica nei tre anni a ritroso non basta, la domanda è inammissibile.
Come procedere entro il 30 novembre
- Per ogni assunzione dal 1° settembre 2025 (tempo indeterminato o trasformazione) o dal 1° gennaio 2026 (tempo determinato), controlla età, DID alla data di assunzione, residenza o domicilio e che il rapporto sia ancora attivo.
- Calcola il costo salariale del primo anno con INPS e INAIL a carico dell’azienda: almeno 20.000 euro per il tempo indeterminato, 10.000 per il determinato.
- Somma gli aiuti de minimis dell’impresa unica degli ultimi tre anni, Decontribuzione Sud PMI compresa, più il valore pieno di ogni assunzione; se vuoi sommare un bonus INPS, scrivi prima alla Regione.
- Fai preparare al legale rappresentante SPID o CIE, bollo da 16 euro, comunicazione obbligatoria e documento del lavoratore, e invia una domanda per persona il prima possibile.
- Segna in calendario il 6°, il 12° e il 24° mese di ogni rapporto, le richieste di pagamento su FIERA e gli obblighi di pubblicità.
Hai assunto in Abruzzo da settembre 2025, o stai per farlo? Compila il form in alto: ti ricontattiamo noi di Incentivimpresa e, prima dell’invio, verifichiamo con te avviso, costo salariale e plafond de minimis.
Fonte ufficiale: Regione Abruzzo, avviso «Incentivi all’assunzione giovani 18-35 anni» (PDF), approvato con la determinazione DPH012/151 del 6 maggio 2026 e pubblicato sul BURAT Speciale n. 85 del 27 maggio 2026; avviso «Incentivi all’assunzione di disoccupati over 36» (PDF), approvato con la determinazione DPH012/150 del 6 maggio 2026 e modificato all’art. 11 dalla DPH012/154 dell’8 maggio, sul BURAT Speciale n. 84 del 27 maggio 2026; le FAQ comuni ai due avvisi, aggiornate al 20 luglio 2026 (PDF); le pagine degli avvisi sul portale Coesione, giovani 18-35 anni e disoccupati over 36, con le graduatorie provvisorie di maggio. Atti, pagine e norme letti il 16 ottobre 2026.
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