PN RIC Fotovoltaico Sud: il limite dei 5.000 abitanti diventa una priorità


La localizzazione nelle aree industriali, produttive e artigianali dei Comuni con più di 5.000 abitanti diventerebbe un criterio di priorità nella selezione delle domande, senza costituire una condizione di ammissibilità.

È la principale modifica prevista per la misura PN RIC Fotovoltaico Sud dallo schema di decreto che interviene sul D.M. 341/2024.

Sul testo la Conferenza Stato-Regioni ha sancito l’intesa il 1° ottobre 2026, con atto n. 159/CSR.

Lo schema di decreto non stabilisce una nuova finestra per presentare le domande e non dispone la riapertura del precedente bando. La selezione degli investimenti resta affidata agli avvisi pubblici previsti dall’articolo 4 del D.M. 341/2024.

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Cosa prevede la misura PN RIC Fotovoltaico Sud

La misura PN RIC Fotovoltaico Sud, finanziata con una dotazione di 262 milioni di euro, sostiene l’autoproduzione di energia rinnovabile per l’autoconsumo delle imprese di qualsiasi dimensione in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’ultimo bando prevedeva contributi in conto impianti per l’installazione di impianti fotovoltaici e termo-fotovoltaici da 10 a 1.000 kW, anche abbinati a sistemi di accumulo, su edifici esistenti o coperture pertinenziali delle unità produttive nelle aree industriali, produttive e artigianali dei Comuni con più di 5.000 abitanti.

L’ultimo sportello si è chiuso il 3 luglio 2026: per presentare nuove domande bisognerà attendere un nuovo avviso, che definirà risorse disponibili, requisiti, interventi finanziabili e termini di accesso.

Per il quadro completo, consulta l’approfondimento sulla misura PN RIC Fotovoltaico Sud.

Comuni fino a 5.000 abitanti: cosa cambierebbe

Il D.M. 341/2024 individua gli investimenti destinati all’autoconsumo delle imprese nelle aree industriali, produttive e artigianali localizzate in Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.

Lo schema aggiunge un comma all’articolo 1: questa localizzazione rileverebbe come criterio di priorità, senza integrare un requisito o una condizione di ammissibilità dell’intervento.

La conseguenza prevista è l’apertura anche agli investimenti nei Comuni fino a 5.000 abitanti, mentre quelli nelle aree indicate dei Comuni sopra soglia conserverebbero una posizione prioritaria nella selezione.

La formulazione riguarda l’intero criterio localizzativo richiamato dalla disposizione. Nel valutare un progetto occorrerà quindi verificare come gli avvisi recepiranno sia il riferimento demografico sia quello alle aree industriali, produttive e artigianali.

Resta il perimetro delle sette regioni interessate dal decreto: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La modifica si inserisce nella disciplina del PN RIC, distinta dalla misura PNRR per l’autoproduzione delle PMI. Per il quadro delle due agevolazioni si rinvia all’approfondimento sugli incentivi alle imprese per il fotovoltaico: misure PNRR e PN RIC Fotovoltaico Sud.

Gli interventi indicati dal decreto diventerebbero esemplificativi

Un secondo intervento riguarda l’articolo 3, comma 1, del D.M. 341/2024.

La disposizione originaria individua proposte che prevedono impianti fotovoltaici o termo-fotovoltaici, prioritariamente su edifici esistenti destinati all’attività o sulle coperture delle relative strutture pertinenziali. Gli impianti sono finalizzati all’autoconsumo immediato e possono essere integrati con sistemi di stoccaggio per l’autoconsumo differito.

Lo schema inserisce la precisazione «a titolo indicativo e non esaustivo». L’elenco perderebbe quindi il carattere chiuso, consentendo di definire ulteriori interventi nel rispetto delle finalità e delle regole del programma.

Questa modifica non rende automaticamente finanziabile ogni tecnologia rinnovabile e non determina nuove percentuali di contributo. Per valutare l’ammissibilità di una soluzione impiantistica serviranno le specifiche disposizioni attuative.

Restano ferme, per quanto non modificato, le altre disposizioni del D.M. 341/2024, comprese quelle sui soggetti proponenti e sulle esclusioni settoriali.

Fondi: invariati i 262 milioni per l’autoproduzione, nuova ripartizione per le reti

Lo schema adegua anche la distribuzione delle risorse alla riprogrammazione del PN RIC 2021-2027 e all’introduzione della Priorità 5, dedicata all’interconnessione dell’energia.

Il totale delle risorse considerate resta pari a 1.062.675.000 euro. Cambia la loro articolazione:

Destinazione D.M. 341/2024 Ripartizione prevista dallo schema
Produzione di energia elettrica da FER – Azione 2.2.1 262.000.000 € 262.000.000 €
Modernizzazione e digitalizzazione delle reti – Azioni 2.3.1 e 2.3.2 800.675.000 € 530.424.486 €
Potenziamento, sviluppo e digitalizzazione della rete di distribuzione – Azione 2.12.1 Non prevista nel decreto originario 270.250.514 €
Totale 1.062.675.000 € 1.062.675.000 €

I 270,25 milioni di euro destinati alla nuova azione derivano dunque da una riallocazione delle risorse. Per questa linea, lo schema individua proposte presentate dai concessionari del pubblico servizio di distribuzione dell’energia elettrica, finalizzate al miglioramento dell’interconnessione.

Si tratta di una linea distinta dagli incentivi alle imprese per gli impianti di autoproduzione. Anche il mantenimento dei 262 milioni sull’Azione 2.2.1 rappresenta una dotazione programmatica: non dimostra la disponibilità dello stesso importo per un nuovo sportello.


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