Arrivano nuovi chiarimenti sul bonus affitto per i genitori separati o divorziati 2026, la misura di sostegno abitativo disciplinata dal Decreto n. 200 del 14 settembre 2026, in attuazione dell’articolo 1, comma 234, della legge n. 199/2025. Le 8 FAQ pubblicate sul Fondo per i genitori separati chiariscono alcuni aspetti decisivi per l’accesso al contributo, dalla proprietà di altri immobili alla validità del contratto di locazione, fino alla possibilità di beneficiare di altri sussidi pubblici. Le risposte precisano anche quali categorie di genitori sono escluse dall’agevolazione. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per chi intende presentare domanda. In materia, il volume “Come cancellare i debiti fiscali – Cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e ingiunzioni fiscali”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, si presenta come uno strumento pratico ed esaustivo, pensato per offrire soluzioni difensive concrete a professionisti, contribuenti e imprese che si trovano in difficoltà economico-fiscali.
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1. Anche una piccola quota di proprietà può far perdere il bonus
Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda il possesso di altri immobili residenziali. Il richiedente non deve essere proprietario di abitazioni situate nel Comune dell’abitazione familiare o nei Comuni limitrofi entro un raggio di 50 chilometri, fatta eccezione per l’eventuale casa familiare assegnata all’altro genitore.
L’esclusione opera anche quando si possiede soltanto una quota dell’immobile, per esempio ricevuta in eredità.
Non rilevano la percentuale posseduta, la comproprietà, l’effettiva disponibilità dell’abitazione o il fatto che sia occupata da familiari. Non sono previste deroghe neppure in presenza di diritti reali di godimento di terzi. In materia, il volume “Come cancellare i debiti fiscali – Cartelle esattoriali, avvisi di accertamento e ingiunzioni fiscali”, disponibile su Shop Maggioli e su Amazon, si presenta come uno strumento pratico ed esaustivo, pensato per offrire soluzioni difensive concrete a professionisti, contribuenti e imprese che si trovano in difficoltà economico-fiscali.
Come cancellare i debiti fiscali
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Leonarda D’AlonzoAvvocato, già Giudice Onorario presso il tribunale di Ferrara e Giudice dell’Esecuzione in esecuzioni mobiliari, esecuzioni esattoriali mobiliari e immobiliari e opposizione all’esecuzione nella fase cautelare.
Leonarda D’Alonzo | Maggioli Editore 2025
2. Altri bonus casa: quando è possibile presentare domanda?
Chi ha già richiesto un contributo pubblico per l’affitto può accedere al Fondo?
La risposta dipende dall’esito della richiesta. Chi ha presentato domanda per un altro sostegno abitativo ed è ancora in attesa può richiedere il bonus, purché non risulti già beneficiario dell’altra misura alla data dell’istanza.
Sono invece esclusi coloro che percepiscono sussidi pubblici con finalità analoghe o beneficiano di alloggi pubblici e abitazioni a canone agevolato, calmierato o sovvenzionato.
Il divieto riguarda anche i contributi regionali, provinciali e comunali destinati al pagamento dell’affitto.
3. Casa familiare in affitto? Il contributo non spetta
Un requisito particolarmente restrittivo riguarda la precedente abitazione familiare.
Per accedere al Fondo, la casa assegnata all’altro genitore deve essere di proprietà del richiedente, dell’altro genitore oppure dei figli.
Non possono quindi beneficiare del contributo i genitori la cui abitazione familiare era in locazione, in comodato d’uso o di proprietà di terzi.
L’esclusione riguarda anche gli immobili venduti prima della presentazione della domanda.
4. Ex conviventi esclusi: serve un provvedimento di separazione o divorzio
Le FAQ precisano che il Fondo è riservato esclusivamente ai genitori separati o divorziati.
Restano esclusi i genitori che non hanno mai contratto matrimonio, anche quando un tribunale abbia già disciplinato l’affidamento o il mantenimento dei figli.
È inoltre necessario che esista un provvedimento giudiziale di separazione o divorzio, già emesso al momento della domanda.
Un ulteriore requisito è l’assegnazione dell’abitazione familiare all’altro genitore: senza il relativo provvedimento, non è possibile ottenere il contributo.
5. Affitto iniziato nel 2026: quando il bonus è riconosciuto?
Le ultime FAQ chiariscono le condizioni relative al contratto di locazione.
Il contratto deve essere intestato al richiedente, registrato e ancora in essere alla data della domanda. Non sono ammesse richieste riferite esclusivamente a contratti già cessati, anche se nel 2026 sono stati regolarmente pagati alcuni canoni.
È invece possibile ottenere il contributo quando il contratto è stato stipulato durante il 2026. In questo caso vengono considerate soltanto le mensilità successive alla stipula.
Infine, sono ammessi anche i contratti cointestati: il contributo viene però calcolato esclusivamente sulla quota di affitto effettivamente imputabile al richiedente.
Le otto FAQ confermano dunque l’importanza di verificare attentamente tutti i requisiti prima di presentare domanda, soprattutto quelli relativi alla proprietà immobiliare, all’assegnazione della casa familiare e alla situazione locativa.
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