Oltre i numeri: imprese e territori al centro della crescita


Creare valore, integrare la filiera e costruire una strategia nazionale di lungo periodo. Sono le priorità espresse da Fto e Associazione italiana Confindustria alberghi durante Perché l’Italia è economia del turismo! Manifesto per il futuro, l’evento promosso dal ministero del Turismo, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, a Roma.

L’iniziativa, aperta dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, ha riunito istituzioni, imprese e rappresentanti del settore per un confronto sul contributo del turismo all’economia nazionale e sulle condizioni necessarie a sostenerne lo sviluppo.

Più valore e una filiera integrata

Per Franco Gattinoni, presidente di Fto – Federazione turismo organizzato di Confcommercio (nella foto), il successo va letto attraverso la qualità dell’esperienza, i benefici per le destinazioni e le opportunità per le imprese.

“Il futuro del turismo è creare più valore per chi viaggia, per le destinazioni, per le imprese e per chi lavora nel settore”, ha affermato Gattinoni. Tre le priorità indicate, sviluppo economico e occupazione qualificata, fiducia dei viaggiatori e capacità della filiera di lavorare in modo integrato.

Mentre intelligenza artificiale e piattaforme digitali semplificano la ricerca e il confronto delle offerte, acquistano peso le competenze professionali. Agenzie di viaggio e tour operator restano un riferimento per orientare le scelte, costruire relazioni e assistere i clienti anche negli imprevisti. “Semplificare una ricerca non significa rendere semplice un viaggio”, ha sottolineato.

Da qui l’invito a superare le divisioni tra trasporti, ospitalità, distribuzione, destinazioni e istituzioni. “Il turista non vede i nostri comparti. Per lui esiste un unico viaggio”, ha concluso Gattinoni.

Un Indice Turismo 365 per orientare gli incentivi

Misurare quanti giorni all’anno un territorio genera economia turistica e utilizzare questo parametro per orientare gli incentivi pubblici. È la proposta di Marina Lalli, past president di Federturismo Confindustria.

“Dobbiamo superare la stagionalità e trasformare il turismo in un’industria capace di generare valore, occupazione e investimenti 365 giorni l’anno. Non basta allungare la stagione, occorre cambiare modello di sviluppo”, ha dichiarato, proponendo un Indice Turismo 365 per misurare la continuità dell’economia turistica nei territori.

“Dobbiamo misurare la continuità dell’attività turistica. Gli incentivi devono sostenere chi investe, crea occupazione e sviluppa nuove opportunità oltre i periodi di alta stagione. È così che la destagionalizzazione diventa una strategia industriale. Mare, montagna, cultura, enogastronomia, terme, sport, nautica ed eventi sono risorse da integrare per diversificare i prodotti, distribuire i flussi e creare nuove opportunità per i territori. La domanda cerca nuove esperienze e destinazioni, dobbiamo rispondere con investimenti, infrastrutture, competenze, innovazione digitale e sostenibilità”.

“L’Italia non ha bisogno soltanto di più turisti, ma di nuovi turismi, capaci di trasformare la ricchezza del Paese in un vantaggio competitivo durante tutto l’anno”, ha concluso Lalli.

Il turismo nella politica industriale

Antonio Zacchera, vicepresidente vicario di Associazione Italiana Confindustria Alberghi, ha richiamato la necessità di governare la crescita e trasformarla in benefici duraturi.

“Il nostro sogno è un Paese che non subisce i flussi, ma li governa, che non consuma le destinazioni, ma le fa crescere, che trasforma la propria attrattività in lavoro stabile, investimenti e benessere diffuso – ha affemato -. Dal nostro osservatorio vediamo un settore che è tra i motori più dinamici dell’economia ma percepiamo anche che la crescita non è mai garantita”.

Le sfide comprendono concorrenza internazionale, pressioni sui costi, difficoltà nel reperire competenze e necessità di rinnovare il patrimonio ricettivo.

“L’albergo non è soltanto il luogo in cui si soggiorna. È spesso la prima porta d’ingresso al made in Italy. Crea occupazione, attiva filiere, sostiene i servizi e può diventare un presidio contro lo spopolamento. Per questo il turismo non può essere gestito come una sequenza di emergenze o misure isolate ma deve entrare stabilmente nella politica industriale del Paese”.

Un tavolo permanente

Confindustria Alberghi rilancia la proposta di un tavolo permanente tra imprese e ministeri del Turismo, dell’Economia, delle Imprese, del Lavoro e delle Infrastrutture, incaricato di definire una strategia nazionale di lungo periodo.

“Decidere oggi chi vogliamo essere tra dieci anni significa smettere di rincorrere il presente. Servono continuità nelle regole, nelle risorse e nelle scelte”, ha dichiarato Zacchera.

Tra gli obiettivi figurano la riqualificazione alberghiera, la formazione, la valorizzazione delle competenze e la destagionalizzazione, portando un numero crescente di destinazioni ad almeno 270 giorni di attività all’anno. A questi si affiancano una distribuzione più equilibrata delle opportunità sul territorio e strumenti per misurare le ricadute economiche, sociali e ambientali degli investimenti.

“Il successo del turismo italiano non si misura soltanto nel numero degli arrivi ma nel valore che resta dopo ogni partenza. È così che il turismo diventa una strategia di crescita per l’Italia”, ha concluso.

Benessere motivo per viaggiare

“Il turismo è un potentissimo strumento di diplomazia diffusa, una palestra di convivenza tra persone e culture diverse. Leggerlo soltanto come grandezza economica, per quanto rilevante per l’Italia, è riduttivo. Questo implica una responsabilità per le imprese e per chi governa i territori – ha detto Renzo Iorio, presidente di Federterme Confindustria, richiamando la necessità di preservare l’identità dei luoghi e la presenza dei residenti, mantenere l’equilibrio degli spazi e favorire tempi di viaggio che consentano di vivere pienamente l’esperienza.

“Le terme possono dare un contributo importante a questa visione. Fin dall’antica Roma sono luoghi in cui il benessere individuale si intreccia con l’incontro e il piacere di stare insieme. Per Federterme, questa possibilità deve essere sempre più una motivazione di viaggio riconosciuta, un valore concreto per il benessere delle persone e per una vita lunga e sana. Un turismo che unisca bellezza dei luoghi, risorse naturali e qualità della vita, pensando all’Italia come a un Paese dove si sta bene”.

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