Dieci proposte per intervenire su alcuni dei principali nodi del turismo italiano, dalla continuità occupazionale alla riqualificazione delle strutture, passando per la destagionalizzazione, la sicurezza e il sostegno alla domanda interna.
È il contenuto di “Turismo Italia 2030 – Manifesto nazionale per lo sviluppo e la competitività del turismo”, il documento che Corrado Della Vista, presidente di Conflavoro PMI Rimini e membro del Direttivo nazionale con delega al Turismo, ha consegnato al ministro Gianmarco Mazzi in occasione di TTG Travel Experience e InOut a Rimini.
«Il TTG non deve essere soltanto una vetrina commerciale, ma anche un luogo in cui costruire le politiche turistiche dei prossimi anni», ha dichiarato Della Vista.
Detrazione del 19% per le vacanze in Italia
La prima proposta, denominata “Vacanze Made in Italy”, prevede una detrazione fiscale del 19% sui soggiorni effettuati in Italia, destinata ai contribuenti con ISEE fino a 40.000 euro.
Il meccanismo dovrebbe prevedere massimali differenziati per singoli e famiglie e avrebbe l’obiettivo di sostenere la domanda turistica interna.
Sul fronte occupazionale, il manifesto propone invece la “Codatorialità Mare-Montagna”, uno strumento pensato per favorire la continuità lavorativa tra destinazioni caratterizzate da stagionalità opposte. L’obiettivo indicato è consentire ai lavoratori del settore di raggiungere almeno dieci mesi di attività nell’arco dell’anno.
A questa misura si aggiunge il “Voucher Turismo Weekend”, pensato per semplificare il ricorso al lavoro occasionale regolare durante i periodi di maggiore affluenza.
Incentivi per destagionalizzazione e turismo senior
Un altro capitolo riguarda l’allungamento della stagione turistica.
Con “Turismo senior”, Conflavoro PMI propone l’esenzione dall’imposta di soggiorno per gli over 65 durante la bassa stagione, con l’obiettivo di incentivare la domanda nei mesi tradizionalmente meno forti.
La misura “Turismo 365 giorni” prevede invece incentivi contributivi destinati alle imprese che prolungano i periodi di apertura e mantengono i livelli occupazionali.
La logica è quella di sostenere le aziende capaci di ridurre la dipendenza dai picchi stagionali, favorendo una maggiore stabilità dell’occupazione e un utilizzo più continuativo delle strutture ricettive.
Credito d’imposta del 50% per la riqualificazione alberghiera
Tra le proposte con maggiore impatto potenziale sugli investimenti figura quella dedicata alla riqualificazione alberghiera.
Il manifesto propone un credito d’imposta del 50% per interventi di ristrutturazione, efficientamento energetico e ammodernamento delle strutture.
L’obiettivo è favorire il rinnovo dell’offerta ricettiva italiana, intervenendo anche sul tema dei consumi energetici e dell’adeguamento degli immobili agli standard richiesti dal mercato.
«Non chiediamo interventi indistinti o misure prive di copertura, ma strumenti equilibrati, sostenibili e accompagnati da risorse definite», ha sottolineato Della Vista.
Sicurezza delle destinazioni: fino al 30% dell’imposta di soggiorno
Il documento dedica spazio anche al tema della sicurezza.
La proposta denominata “Sicurezza delle destinazioni” prevede la possibilità di destinare fino al 30% del gettito dell’imposta di soggiorno a interventi di sicurezza urbana, prevenzione e videosorveglianza.
Si tratta di una delle misure con cui Conflavoro PMI punta a collegare maggiormente l’utilizzo della tassa di soggiorno alla qualità e alla percezione di sicurezza delle destinazioni turistiche.
Accanto a questo intervento, il capitolo “Concorrenza leale” chiede un rafforzamento dei controlli contro l’abusivismo, con l’obiettivo di ridurre le disparità tra operatori regolari e attività non conformi alle normative.
Affitti brevi, regole differenziate tra grandi città e piccoli centri
Il manifesto affronta anche uno dei dossier più discussi degli ultimi anni: quello degli affitti brevi.
La proposta prevede regole differenziate per i Comuni con oltre 30.000 abitanti, accompagnate da incentivi alla ricettività regolare nei piccoli centri e nei borghi.
L’impostazione indicata da Conflavoro PMI cerca quindi di distinguere tra mercati urbani caratterizzati da una forte pressione turistica e territori minori nei quali le locazioni possono rappresentare uno strumento di sviluppo dell’offerta e di presidio economico.
Formazione, ITS e fondi interprofessionali
Il decimo punto riguarda la formazione e la qualificazione professionale.
Conflavoro PMI propone di valorizzare maggiormente i fondi interprofessionali, gli ITS Academy e i percorsi di aggiornamento del personale, con l’obiettivo di rispondere alla carenza di competenze che interessa numerosi segmenti del turismo e dell’ospitalità.
Il tema delle risorse umane viene quindi affrontato insieme a quello della stagionalità, puntando sia sulla continuità dei rapporti di lavoro sia sull’aumento delle competenze disponibili sul mercato.
La richiesta al Governo: un tavolo tecnico interministeriale
Dopo la consegna del documento al ministro Mazzi, Conflavoro PMI ha chiesto l’apertura di un tavolo tecnico che coinvolga i ministeri del Turismo, dell’Economia e delle Finanze, del Lavoro e dell’Interno, oltre a INPS e autonomie locali.
L’obiettivo sarebbe verificare fattibilità, coperture finanziarie e tempi di attuazione delle dieci proposte.
«La crescita non può essere misurata soltanto attraverso le presenze o il numero degli espositori, ma deve tradursi in imprese più solide, lavoratori più tutelati, destinazioni più sicure e strutture più moderne», ha concluso Della Vista.
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