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La Puglia mette nuove regole al mercato degli affitti brevi e affida ai sindaci il compito di trovare un equilibrio tra sviluppo turistico e diritto all’abitare. Il Consiglio regionale ha approvato martedì 20 ottobre la legge sulle locazioni turistiche, introducendo la possibilità di limitare queste attività nelle aree maggiormente esposte alla pressione del turismo.
Il provvedimento, denominato Disposizioni in materia di locazioni turistiche e modifiche alla legge regionale 1 dicembre 2017, n. 49, punta a preservare la disponibilità di abitazioni per residenti, giovani coppie, studenti e famiglie, soprattutto nei centri storici e nelle località dove la crescita delle strutture destinate ai visitatori ha progressivamente ridotto l’offerta di alloggi per contratti di lunga durata.
La principale novità riguarda i Comuni classificati ad alta intensità turistica e tutti i capoluoghi di provincia. Le amministrazioni potranno adottare regolamenti per individuare quartieri o zone nei quali introdurre criteri e limitazioni alle locazioni turistiche, esercitate sia in forma imprenditoriale sia non imprenditoriale.
Le decisioni dovranno basarsi su parametri concreti: il rapporto tra posti letto turistici e popolazione residente, la presenza di strutture alberghiere ed extralberghiere, le caratteristiche urbanistiche dei quartieri e le conseguenze della diffusione degli affitti brevi sulla disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili.
I regolamenti potranno inoltre stabilire un rapporto tra superficie degli immobili e numero massimo di ospiti, oltre a requisiti relativi all’accessibilità, alle condizioni igienico-sanitarie, al decoro e ai servizi di connettività. Sono previste disposizioni transitorie per consentire un’applicazione graduale delle nuove regole alle attività già regolarmente avviate.
Nel Salento interessati 17 Comuni
La legge avrà ripercussioni soprattutto sulle località costiere e sui centri a maggiore vocazione turistica. In provincia di Lecce sono 17 i Comuni individuati dalla classificazione regionale: Cannole, Castrignano del Capo, Castro, Gallipoli, Lecce, Melendugno, Morciano di Leuca, Ortelle, Otranto, Patù, Porto Cesareo, Salve, Santa Cesarea Terme, Ugento, Vernole e Zollino, oltre a un altro centro dell’elenco, per un totale effettivo di 16 Comuni leccesi.
Per queste amministrazioni si apre la possibilità di disciplinare la diffusione degli alloggi turistici, intervenendo nei contesti dove la conversione delle abitazioni in case vacanza rischia di incidere maggiormente sulla vita delle comunità locali.
La legge non introduce automaticamente un blocco delle locazioni brevi: saranno i singoli Comuni, attraverso appositi regolamenti, a decidere se intervenire, in quali zone e con quali criteri.
Una distinzione importante riguarda chi affitta la propria abitazione principale. La nuova disciplina esclude infatti dai limiti comunali i proprietari che concedono in locazione turistica la casa in cui risiedono, una formula spesso utilizzata per integrare il reddito familiare.
Secondo i dati di ARET Pugliapromozione relativi a settembre 2026, l’87,13% delle locazioni turistiche e l’85,38% dei posti letto regionali risultano gestiti in forma non imprenditoriale.
Nuovi adempimenti e controlli
La legge interviene anche sulle procedure amministrative. Le attività esercitate in forma imprenditoriale dovranno presentare una SCIA, mentre per quelle non imprenditoriali è prevista una CIA. Entrambe le comunicazioni dovranno essere trasmesse telematicamente allo Sportello unico per le attività produttive del Comune in cui si trova l’immobile.
Dovranno essere dichiarati i requisiti richiesti dalla normativa, l’agibilità dell’alloggio, la capacità ricettiva e le caratteristiche dell’attività. Le variazioni e le sospensioni dovranno essere comunicate entro quindici giorni, le cessazioni entro trenta.
Restano inoltre confermati il Codice identificativo regionale (CIR) e gli obblighi relativi al Codice identificativo nazionale (CIN), con l’interoperabilità tra le banche dati regionale e nazionale.
Capone: «Decisiva la responsabilità dei sindaci»
Sull’approvazione della legge è intervenuta Loredana Capone, già assessora regionale al Turismo e alla Cultura, che ha richiamato il percorso di crescita della Puglia negli ultimi vent’anni e la necessità di trovare un equilibrio tra attrattività turistica e tutela delle comunità locali.
«Oggi abbiamo approvato una legge sugli Affitti Brevi a tutela del turismo, ma anche del diritto ad abitare, finalizzata anche a garantire la casa alle famiglie e agli studenti fuori sede.
Chi, come me, ha avuto la responsabilità di occuparsi di turismo e cultura per questa regione ricorda bene da dove siamo partiti. Vent’anni fa la Puglia doveva ancora farsi conoscere. Abbiamo scommesso sulla bellezza dei nostri luoghi, sulla cultura, sui festival, sul cinema, sull’accoglienza della nostra gente. Abbiamo incentivato la ristrutturazione di spazi e strutture ricettive contribuendo alla rigenerazione della nostra città.
Quella scommessa l’abbiamo vinta insieme: istituzioni, imprese, comunità. Nel 2025 la Puglia ha registrato oltre 6,6 milioni di arrivi e quasi 22,7 milioni di presenze, con una crescita a doppia cifra. E questo lo dobbiamo anche alle locazioni turistiche.
Sarà decisiva la responsabilità dei sindaci. Il disegno di legge affida a loro, il compito di conoscere la propria città e definire interventi temperati, misurati sulla realtà di ciascun quartiere. Interventi che tengano insieme due diritti: quello delle famiglie e degli studenti a trovare una casa, e quello dei territori a continuare a crescere grazie al turismo.
Una buona legge, però, vale quanto la sua applicazione. Per questo credo che dobbiamo assumerci tre impegni.
Il primo: accompagnare i Comuni. I regolamenti locali andranno costruiti con la partecipazione di residenti, operatori e associazioni di categoria, sulla base dei dati della banca dati regionale.
Il secondo: non lasciare indietro i piccoli proprietari. Chi mette a reddito, in regola, la casa di famiglia è parte della soluzione e va sostenuto, non scoraggiato.
Il terzo: liberare il turismo dalla stagionalità. Nessun limite riempirà da solo le nostre case d’inverno. Lo faranno la cultura, gli eventi, i cammini, i congressi, l’enogastronomia, le aree interne. E lo faranno politiche che rendano conveniente affittare a lungo termine a famiglie, studenti e lavoratori.
Il turismo ha cambiato il volto della Puglia e ne siamo orgogliosi. Ora abbiamo la responsabilità di fare in modo che questo successo non ci tolga ciò che ci rende unici.
Vogliamo una Puglia che accoglie tutto l’anno. Città vive, abitate, riconoscibili. Comunità in cui chi arriva trova autenticità e chi è nato trova il proprio futuro».
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