Affitti brevi in Puglia, i sindaci promuovono la legge: «Strumento necessario»



La norma sugli affitti brevi convince i sindaci pugliesi, restano però perplessità su alcuni aspetti della legge. Attorno alla legge approvata in Consiglio regionale martedì è partito il dibattito, tra chi vede opportunità importanti per il diritto alla casa e chi una limitazione del diritto alla proprietà e all’impresa privata. Tra le voci più interessate vi sono, senza dubbio, quelle dei sindaci dei Comuni pugliesi a più alta intensità turistica, 39 in tutto, che da questa legge dovranno poi far derivare un regolamento comunale.

«L’approvazione della legge regionale sugli affitti brevi – esordisce così il sindaco di Bari, Vito Leccese – rappresenta un passo avanti fondamentale per affrontare il tema dell’abitare. Finalmente le amministrazioni locali avranno a disposizione un primo strumento normativo per governare un fenomeno che, soprattutto nelle città a maggiore vocazione turistica, produce effetti sempre più evidenti sul mercato abitativo». Leccese continua: «Incontrando gli studenti che manifestavano, avevo assunto l’impegno di lavorare per rendere operative anche a Bari le novità introdotte dalla legge. È quello che faremo, nella convinzione che il turismo debba continuare a rappresentare un’opportunità di crescita per la nostra città, senza compromettere il diritto dei cittadini ad abitarla. Questo è soltanto un primo passo. Occorre intervenire anche attraverso la realizzazione di nuove residenze, il contrasto all’abusivismo e politiche pubbliche capaci di ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili. Aspettiamo – le parole a chiudere – un impegno concreto anche da parte del Governo».

Dopo l’approvazione della legge arrivano pure le riflessioni di Marco Galiano, sindaco di Trani. «La norma regionale sulle locazioni turistiche è un’ottima notizia, attesa da tempo. Essa ci permette di creare una regolamentazione fondata sulle esigenze della città e su imprese che fondino la ricettività su standard di qualità, ma soprattutto pone finalmente un freno alla speculazione sui prezzi degli affitti che colpisce le famiglie e in particolare quelle dei giovani. La scrittura condivisa del regolamento, da attuare appena saranno rese esecutive le linee della legge regionale, può rappresentare – rimarca Galiano – un cambiamento positivo, un miglioramento degli standard di vita di Trani e dei suoi cittadini e della capacità di ricettività della nostra città».

Sulla questione interviene anche il primo cittadino della salentina Otranto, Francesco Bruni. «È giusto che il legislatore regionale si sia interessato a un argomento così complesso, pure nell’attesa di comprendere quali siano le effettive potenzialità del testo normativo che andremo ad approfondire. Il problema sollevato dalla norma riguarda in particolare i Comuni a più alta ricaduta turistica, che in assenza di una normativa ad hoc – sottolinea – non potevano andare avanti con le competenze demandate alle singole amministrazioni comunali. Le istituzioni devono lavorare di concerto per trovare la giusta sintesi tra diritto alla casa e quello alla proprietà privata a al fare impresa e per evitare l’overtourism che tanto pesano su alcune località». «Sarebbe opportuno – la conclusione di Bruni – intervenire con testi normativi prima che i fenomeni esplodano in tutta la loro complessità. Questo eviterebbe fenomeni poi difficili da estirpare, primo fra tutti quello del mercato immobiliare drogato».

Arrivano poi le riflessioni di Angelo Annese, sindaco di Monopoli. «Entreremo nel merito della legge regionale e con gli uffici comunali la studieremo nella sua interezza. C’era il bisogno evidente di uno strumento normativo per tante località turistiche pugliesi, occorre ora comprendere se siamo dinanzi a quello più giusto e adeguato. La norma assegna alle amministrazioni comunali la possibilità di fare delle valutazioni, sarà molto importante comprendere, per esempio, il livello di collaborazione tra Comuni confinanti». «Uno degli obiettivi che la legge regionale si pone è quello di andare incontro al “problema casa”, garantendo il diritto all’abitazione in un mercato che abbia disponibilità a prezzi congrui. Dal mio punto di vista – chiude Annese – non è questa la soluzione sulla quale insistere, vedremo cosa la norma renderà possibile».

Parere positivo arriva pure dal sindaco di Castellaneta, Gianni Di Pippa. «Non la leggiamo la nuova legge regionale come un vincolo, ma come uno strumento che la Regione mette nelle mani dei sindaci dei Comuni a maggiore densità turistica. Dopo un’attenta analisi valuteremo se sarà necessario costruire un regolamento comunale calibrato sulle caratteristiche reali del nostro territorio, che sono molto diverse tra il centro storico e Castellaneta Marina, e che nessuna regola generale potrebbe cogliere. Intendiamo seguire un percorso aperto e che coinvolga tutti prima di arrivare in Consiglio comunale con una proposta. Il turismo è una risorsa fondamentale per Castellaneta. Governarlo bene, con strumenti calibrati, è il modo migliore per continuare a farlo crescere senza lasciare indietro chi in questa città ci vive tutto l’anno».

Un plauso al provvedimento arriva infine dal sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti. «La norma della Regione va nella direzione giusta ed è una misura che auspicavamo da tempo. Bisogna analizzare con attenzione il testo, ci sono aspetti ancora da chiarire, a partire dalla parte sanzionatoria. Vieste su questo fronte si è già mossa. Nel 2022 – ricorda – abbiamo approvato un nostro regolamento che riserva all’uso abitativo dei residenti due quartieri della città, la Zona 167 e il Piano Integrato, nati proprio per la residenzialità dei viestani. Siamo stati tra i primi in Italia a farlo. È stata una prima risposta, costruita con gli strumenti che la normativa ci consentiva. Da quanto emerge, questa legge darà ai Comuni possibilità molto più ampie rispetto al quadro precedente. Vieste è pronta – conclude Nobiletti – a farne uso».




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