Proposta di revisione e standardizzazione dell’elenco dei prodotti metallici soggetti ad IVA per l’esportazione.


Il Ministero delle Finanze sta finalizzando la bozza di decreto che modifica e integra il decreto governativo n. 181/2025/ND-CP del 1° luglio 2025, il quale disciplina l’attuazione di alcuni articoli della legge sull’imposta sul valore aggiunto, a sua volta modificata e integrata dai decreti n. 359/2025/ND-CP del 31 dicembre 2025 e n. 144/2026/ND-CP del 5 maggio 2026.

L’Ispettorato governativo ha rilevato la coerenza dell’elenco.

Nei suoi commenti sulla bozza, l’Ispettorato governativo ha richiesto all’organo redazionale di rivedere, valutare e uniformare i criteri per la rimozione di gruppi di prodotti dall’elenco riportato nell’appendice allegata alla bozza di decreto.

Nello specifico, secondo l’Ispettorato governativo, la bozza di proposta suggerisce di rimuovere dall’elenco il rame (codici merceologici 74.03, 74.04, 74.05, 74.06, 74.07, 74.11), l’alluminio (76.01–76.06), lo zinco (79.01–79.05) e lo stagno (80.01, 80.02, 80.03), mentre il nichel (75.02, 75.05), il piombo (78.01), il cobalto (81.05), il tungsteno (81.01) e altri metalli del Capitolo 81 rimangono.

Secondo l’Ispettorato governativo, la sezione esplicativa della bozza sostiene che i metalli rappresentano il livello più elevato di lavorazione dei minerali metallici nella catena del valore e, pertanto, dovrebbero essere rimossi dall’elenco. Sulla base di questa argomentazione, l’Ispettorato governativo propone di rivedere la gestione dei suddetti gruppi di prodotti, garantendo la coerenza tra i criteri per la creazione dell’elenco e lo specifico piano di adeguamento.

A tal proposito, il Ministero delle Finanze ha spiegato che il comma 3, articolo 1 del Decreto n. 144/2026/ND-CP stabilisce il meccanismo che consente al Ministero dell’Industria e del Commercio di determinare e proporre, ove necessario, modifiche all’elenco, in base al contesto socio-economico e all’orientamento volto a scoraggiare o limitare l’esportazione di materie prime e minerali in ciascun periodo.

Questa bozza si basa sulle proposte del Ministero dell’Industria e del Commercio relative ad alluminio, rame, zinco e stagno. Per quanto riguarda gli altri prodotti metallici, il Ministero dell’Industria e del Commercio non ha ancora presentato proposte, pertanto il Ministero delle Finanze ha dichiarato di non disporre ancora di elementi sufficienti per redigere una relazione da sottoporre all’esame e alla decisione del Governo.

Un’altra questione sollevata dall’Ispettorato governativo riguarda la data di entrata in vigore e le disposizioni transitorie. Il comma 1, articolo 2 del progetto stabilisce che il decreto entra in vigore dalla data di firma, ma non disciplina specificamente le merci che hanno già subito procedure di esportazione, le fatture emesse e le richieste di rimborso IVA in fase di elaborazione prima dell’entrata in vigore del decreto.

L’Ispettorato governativo ha suggerito di valutare l’aggiunta di disposizioni transitorie per evitare lacune legislative. A tal proposito, il Ministero delle Finanze ha precisato che il comma 1 dell’articolo 23 del Decreto n. 181/2025/ND-CP prevede la deduzione integrale dell’IVA a credito per i beni e servizi utilizzati nella produzione e nell’esercizio dell’attività commerciale di beni e servizi soggetti a IVA. Quando un prodotto viene rimosso dall’elenco e i beni esportati soddisfano le condizioni per l’applicazione dell’aliquota IVA dello 0%, le imprese sono autorizzate a dichiarare e dedurre l’IVA a credito a partire dalla data di entrata in vigore del Decreto modificato.

Il Ministero dell’Interno e il Ministero della Giustizia propongono di garantire la coerenza delle politiche.

Oltre al parere dell’Ispettorato governativo, il Ministero dell’Interno ha proposto una continua e approfondita revisione e valutazione dell’elenco dei prodotti di esportazione costituiti da risorse naturali e minerali estratti e trasformati in altri prodotti. Le modifiche devono garantire la conformità alle normative vigenti , affrontare in modo efficace e tempestivo le difficoltà e gli ostacoli incontrati dalle imprese, come indicato dal Vice Primo Ministro Nguyen Van Thang nella Circolare n. 508/TB-VPCP del 30 settembre 2026; e al contempo essere coerenti con il Regolamento n. 178-QĐ/TW del 27 giugno 2024 del Politburo sul controllo del potere e sulla prevenzione e lotta alla corruzione e alle pratiche illecite.

In risposta a tale riscontro, il Ministero delle Finanze ha dichiarato di aver rivisto le normative relative al controllo del potere e alla prevenzione e lotta alla corruzione e alle pratiche scorrette in ambito legislativo, tra cui il Regolamento n. 178-QĐ/TW, la Risoluzione n. 110/2023/QH15 dell’Assemblea Nazionale e la Risoluzione n. 126/NQ-CP del Governo. Sono stati inoltre aggiunti contenuti pertinenti alla bozza di proposta da presentare al Governo, al fine di garantire che le modifiche legislative soddisfino i requisiti per la rimozione delle difficoltà per le imprese.

Nel frattempo, il Ministero della Giustizia ha proposto di rivedere la bozza congiuntamente alla Legge sull’Imposta sul Valore Aggiunto e ai relativi documenti per garantire la legalità, la coerenza e l’uniformità del sistema giuridico, nonché la sua fattibilità dopo la promulgazione.

Tale agenzia ha rilevato la necessità di chiarire le basi politiche per la rimozione dei prodotti in alluminio, rame, zinco e stagno dall’elenco, assicurandosi che siano in linea con la politica di scoraggiamento e limitazione dell’esportazione di materie prime e minerali, come previsto dall’articolo 5, comma 23, della legge sull’imposta sul valore aggiunto. Il Ministero della Giustizia ha richiesto al Ministero delle Finanze di coordinarsi con il Ministero dell’Industria e del Commercio per chiarire la questione e assumersi la responsabilità del contenuto della politica, affinché venga esaminata e decisa dall’autorità competente.

Nel motivare il parere di cui sopra, il Ministero delle Finanze ha dichiarato che il piano di adeguamento dell’elenco è stato elaborato sulla base dell’orientamento volto a incentivare la trasformazione profonda, a sviluppare l’industria dei materiali e al parere del Ministero dell’Industria e del Commercio in merito ai prodotti non appartenenti al gruppo dei minerali grezzi la cui esportazione deve essere limitata. L’adeguamento dell’elenco dei prodotti esportabili viene effettuato secondo il meccanismo previsto dal Decreto n. 144/2026/ND-CP.

Il Ministero della Giustizia ha inoltre richiesto delle modifiche al titolo della bozza e un’attenta revisione delle tecniche di redazione per garantire un’accurata rappresentazione del Decreto n. 181/2025/ND-CP, emendato e integrato. Il Ministero delle Finanze ha dichiarato che si coordinerà con il Ministero della Giustizia per finalizzare la bozza dopo aver ricevuto i pareri degli esperti.


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