Affitti brevi, FIMAA chiede il registro CIN pubblico


Affitti brevi, FIMAA chiede trasparenza sul CIN

🌐 Affitti brevi, nuove proposte per la trasparenza del mercato immobiliare italiano. FIMAA Italia-Confcommercio chiede che il registro CIN diventi realmente pubblico e liberamente consultabile, con dati aggregati utili alle politiche abitative e nuove regole per il property management. Le richieste sono state presentate il 21 ottobre 2026 durante un’audizione al Senato, nel quadro dell’adeguamento italiano alle disposizioni europee sulle locazioni turistiche.

Affitti brevi, FIMAA porta al Senato il nodo della trasparenza

Il mercato degli affitti brevi torna al centro del confronto tra operatori immobiliari, istituzioni nazionali e Unione europea. La questione riguarda non soltanto gli obblighi imposti ai proprietari degli appartamenti turistici, ma soprattutto la possibilità di conoscere e analizzare le dimensioni effettive di un settore che incide sull’offerta abitativa delle città italiane.

FIMAA Italia-Confcommercio, la federazione che rappresenta mediatori e agenti d’affari, ha presentato una serie di proposte durante l’audizione del 21 ottobre 2026 davanti alla Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato.

Il confronto si è concentrato sull’articolo 12 del disegno di legge di Delegazione europea, relativo all’adeguamento dell’ordinamento italiano al Regolamento UE 2024/1028, dedicato alla raccolta e alla condivisione delle informazioni sugli alloggi destinati alle locazioni di breve durata.

La richiesta più significativa è rendere effettivamente pubblico il registro dei Codici Identificativi Nazionali, superando le limitazioni che, secondo la federazione, impediscono di utilizzare pienamente le informazioni già raccolte.

Registro CIN pubblico: cosa propone FIMAA Italia

Dal codice obbligatorio alla consultazione libera dei dati

Il CIN, Codice Identificativo Nazionale, permette di identificare le strutture ricettive e gli immobili destinati agli affitti brevi o alle locazioni turistiche.

Introdotto per migliorare la trasparenza e contrastare l’ospitalità irregolare, il codice deve essere riportato negli annunci e nelle comunicazioni pubblicitarie relative agli immobili interessati, oltre che esposto secondo le modalità previste dalla normativa.

L’Italia dispone già della Banca Dati delle Strutture Ricettive, attraverso la quale vengono gestiti il rilascio dei codici e le informazioni sulle unità registrate.

La questione sollevata da FIMAA riguarda però l’accessibilità effettiva del patrimonio informativo.

Per la federazione non basta che i dati siano raccolti dalle amministrazioni: devono poter essere consultati e utilizzati secondo regole chiare, anche per analizzare il mercato e rendere più trasparenti le attività economiche.

La proposta non equivale a una disposizione già approvata. Si tratta di una richiesta avanzata nel procedimento parlamentare, la cui eventuale attuazione richiederebbe ulteriori scelte normative e amministrative.

Affitti turistici e mercato della casa: perché servono dati aggregati

Uno degli aspetti centrali dell’intervento riguarda la necessità di raccogliere e diffondere dati aggregati sulle locazioni brevi, consentendo analisi territoriali più accurate.

Il numero complessivo degli alloggi turistici può infatti assumere significati molto diversi secondo le caratteristiche delle singole città.

Una presenza elevata di appartamenti destinati ai soggiorni temporanei può incidere sull’offerta abitativa disponibile per residenti e lavoratori, ma gli effetti devono essere valutati considerando anche popolazione, domanda di affitto, patrimonio immobiliare e distribuzione geografica degli immobili.

FIMAA sostiene l’utilità di dati più completi per aiutare le istituzioni a definire politiche abitative basate su informazioni verificabili.

Il tema interessa soprattutto le località turistiche e i grandi centri urbani, dove la convivenza tra ospitalità temporanea e residenzialità stabile è diventata una questione economica e sociale rilevante.

Fotografia di repertorio delle chiavi di un appartamento destinato alla locazione

Affordable Housing Act, i dati CIN nei negoziati europei

La posizione italiana sulle politiche abitative

La proposta della federazione guarda anche al confronto europeo sull’accessibilità degli alloggi.

Secondo FIMAA, le informazioni raccolte attraverso il sistema CIN dovrebbero contribuire a definire la posizione dell’Italia sull’Affordable Housing Act, nell’ambito delle iniziative europee dedicate al problema dei costi abitativi.

Il legame tra locazioni turistiche e disponibilità di case è oggetto di attenzione crescente nelle politiche pubbliche.

L’utilizzo di statistiche affidabili permetterebbe di distinguere le diverse realtà territoriali, evitando che situazioni profondamente differenti vengano trattate in maniera uniforme.

Resta tuttavia essenziale separare gli obiettivi politici dalle conclusioni economiche: la presenza di affitti brevi non dimostra automaticamente un determinato aumento dei canoni residenziali. Per individuare rapporti causali occorrono analisi che tengano conto anche degli altri fattori del mercato.

Property management, FIMAA chiede regole per i gestori

Un’altra richiesta riguarda l’identificazione dei soggetti che amministrano immobili per conto dei proprietari.

Il cosiddetto property management comprende attività differenti, dalla promozione degli appartamenti alla gestione delle prenotazioni, fino all’organizzazione dei servizi destinati agli ospiti.

Si tratta di un comparto cresciuto parallelamente alla diffusione delle piattaforme digitali dedicate agli affitti turistici.

FIMAA propone di individuare chiaramente questi operatori e di sviluppare una disciplina che riconduca le attività di competenza immobiliare alla figura dell’agente immobiliare abilitato.

La posizione della federazione è quindi orientata a una maggiore definizione dei requisiti professionali e delle responsabilità.

Occorre però distinguere le attività di intermediazione immobiliare, già sottoposte a regole specifiche, dai servizi meramente operativi o amministrativi. Non tutte le mansioni di un gestore immobiliare coincidono necessariamente con l’intermediazione riservata agli agenti abilitati.

Professionista immobiliare impegnato nella gestione documentale di un appartamento

Regolamento europeo 2024/1028: cosa cambia per le locazioni

Il quadro di riferimento è il Regolamento UE 2024/1028, che disciplina la raccolta e la condivisione dei dati relativi ai servizi di locazione di alloggi a breve termine.

La normativa europea prevede meccanismi di registrazione e trasmissione delle informazioni, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza del settore e l’attività delle autorità competenti.

Tra gli aspetti rilevanti figurano i numeri identificativi delle unità, i sistemi digitali di raccolta e gli obblighi previsti per le piattaforme interessate.

Il regolamento è applicabile dal 20 maggio 2026, mentre il disegno di legge esaminato dal Senato riguarda gli interventi necessari per coordinare la disciplina nazionale con quella europea.

Questo passaggio non significa che ogni richiesta avanzata dagli operatori diventi automaticamente legge. L’accesso pubblico generalizzato al registro CIN e la disciplina del property management rimangono questioni da valutare nel procedimento normativo.

Banca dati nazionale, i numeri del settore turistico italiano

L’importanza delle informazioni disponibili emerge anche dalle dimensioni della banca dati nazionale.

Nell’aprile 2026 risultavano registrate 711.215 strutture ricettive, delle quali l’88,5% già dotato del Codice Identificativo Nazionale.

Gli alloggi privati in affitto in forma non imprenditoriale, categoria che comprende anche locazioni brevi e alcune attività extralberghiere, rappresentavano circa il 70,7% delle unità censite.

Questi numeri non coincidono con il totale degli appartamenti destinati esclusivamente agli affitti brevi, perché comprendono categorie ricettive differenti.

Edifici residenziali italiani, fotografia di repertorio sul mercato abitativo

Le tre richieste presentate al Senato

L’intervento di FIMAA Italia-Confcommercio del 21 ottobre 2026 si concentra su tre obiettivi: consultabilità effettiva del registro CIN, disponibilità di dati aggregati per le politiche abitative e identificazione dei soggetti che gestiscono professionalmente gli immobili per conto dei proprietari.

Le proposte sono state formulate nell’ambito dell’esame dell’articolo 12 del disegno di legge di Delegazione europea, dedicato all’adeguamento al Regolamento UE 2024/1028.

La federazione ha inoltre chiesto che il patrimonio informativo sulle locazioni brevi sia considerato nel confronto europeo sulle politiche per gli alloggi accessibili.

Le immagini visualizzate sono riferimenti di repertorio di corredo all’articolo, meramente indicative.


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