La denatalità è una questione culturale, ma anche abitativa, occupazionale e sociale. Sono questi i temi al centro della giornata conclusiva del Forum della Famiglia e della Natalità, organizzato nell’ambito di Tutto Sposi a Napoli. Il confronto tra istituzioni, ordini professionali e università, accompagnato dall’analisi statistica di PwC Italia, ha affrontato le cause del calo delle nascite e le possibili soluzioni per contrastare la tendenza demografica.
Italo Bocchino, ex deputato, scrittore e giornalista, ha posto l’accento sulla dimensione culturale del fenomeno. “La denatalità è un problema di tipo culturale, non economico o abitativo, anche se sono tematiche centrali, ma alla base c’è il tema culturale: la perdita del principio di sacralità della famiglia è di moda. Bisogna difendere la società occidentale, essere custodi di un patrimonio e non suoi consumatori”, ha dichiarato durante il suo intervento.
Bocchino ha quindi richiamato la necessità di recuperare il valore della famiglia e della genitorialità. “Un grande sforzo deve essere fatto nella società per recuperare la bellezza del sacrificio del fare figli e nel fare una famiglia. La vera rivoluzione è recuperare un pezzo della nostra cultura che è stato sacrificato in nome dell’egoismo, senza un forte sentimento della famiglia e della natalità non si va da nessuna parte. Ecco perché abbiamo umanizzato i cani come figli e pertanto abbiamo sostituito i figli con gli animali”.
Casa e servizi per l’infanzia, le criticità del territorio
Andrea Morniroli, assessore regionale alle Politiche sociali e alla Scuola, ha riportato l’attenzione sulle difficoltà che le coppie incontrano nell’accesso alla casa, sulle politiche per l’infanzia e sui servizi di trasporto urbano.
“I diritti devono tornare al centro della politica, i diritti delle persone e la sicurezza devono tornare a rappresentare le basi da cui ripartire”, ha affermato. Sul fronte abitativo, Morniroli ha spiegato che la Regione sta lavorando a un piano di investimenti per affrontare il problema della speculazione sugli affitti, citando quanto sta avvenendo nell’area flegrea, dove sono stati attivati controlli.
Per le politiche rivolte alla fascia da zero a sei anni, l’assessore ha evidenziato la necessità di colmare le carenze legate alla gestione dei servizi. I fondi del Pnrr, ha osservato, prevedono risorse per realizzare asili nido e scuole dell’infanzia, ma non quelle necessarie a garantirne il funzionamento.
Le criticità emergono anche dall’elaborato di PwC Italia, illustrato da Valeria De Sortis, Tax Senior Manager. Secondo i dati presentati, circa 1,5 milioni di famiglie vivono in condizioni di grave disagio abitativo, mentre si contano quasi 8,5 milioni di “case dormienti”.
Il fabbisogno netto stimato per il 2025 è di circa 151 mila abitazioni all’anno, a fronte delle sole 55 mila autorizzate nel 2024. Anche sul versante dei servizi per l’infanzia permane un divario territoriale significativo: nel Mezzogiorno sono disponibili appena 21 posti nei servizi per l’infanzia ogni 100 bambini.
Napoli punta sugli affitti brevi e sul patrimonio pubblico
Il tema della casa è stato affrontato anche da Emanuela Ferrante, assessore alle Pari opportunità e allo Sport del Comune di Napoli, che ha sottolineato il ruolo dell’abitazione nella costruzione del progetto di vita di una coppia.
“Per questo motivo, con l’attuazione della variante sugli affitti brevi, a cominciare dal centro storico, che prevede una normativa stringente che interessa la destinazione d’uso e la percentuale del 30% che fissa il limite per condominio di gestione di B&B, contiamo di compiere un primo e importante passo”, ha dichiarato.
Ferrante ha inoltre richiamato l’attenzione sul patrimonio edilizio pubblico, un tema ancora al vaglio dell’amministrazione comunale. In assenza di dati certi sulla sua consistenza, il Comune sta procedendo con un’attività di monitoraggio finalizzata a quantificarlo.
Università, la denatalità è un fenomeno multidimensionale
Dal mondo accademico è arrivata una lettura del fenomeno che mette in relazione le trasformazioni sociali e culturali con l’andamento delle nascite. Luigi Caramiello, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università Federico II di Napoli, ha definito la denatalità un fenomeno multidimensionale.
“La denatalità è un fenomeno multidimensionale, in cui gioca un ruolo anche l’aumento di libertà femminile con l’emancipazione, che è diventata un deterrente alle nascite. Casa, lavoro e welfare sono solo elementi strutturali ed economici, tanto è che oggi i popoli dell’Africa, come Ciad, Niger e Mali, hanno una maggiore natalità in una società certamente più povera della nostra”, ha affermato.
Matrimonio e patti prematrimoniali, confronto tra avvocati
Il dibattito ha affrontato anche il ruolo del matrimonio e gli strumenti giuridici per disciplinare i rapporti di coppia. Sul tema si sono confrontate posizioni differenti.
Gli avvocati Antonella Esposito e Cetty Saetta, dell’associazione Potere ai Diritti, insieme all’avvocato Francesco Petruzzi, hanno sostenuto la natura contrattuale del matrimonio e la possibilità di tutelare i coniugi attraverso strumenti come i patti prematrimoniali. La loro posizione è stata sintetizzata nello slogan “Patti chiari e matrimonio lungo”.
Di diverso avviso Roberta Nobile, avvocato e consigliera dell’Ordine degli avvocati di Napoli con delega ai minori, contraria ai patti prematrimoniali in considerazione della continua evoluzione della vita familiare. Nobile ha invece sottolineato l’importanza di disciplinare la gestione dei figli con il supporto di figure professionali.
Pur nelle diverse posizioni, i partecipanti al confronto hanno concordato sulla necessità di rivedere gli schemi sociali della coppia e del matrimonio alla luce di una visione culturale più aggiornata.
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