Pasta Divella: l’origine del grano è poco chiara in etichetta? Scatta l’esposto all’Antitrust (ma l’azienda non ci sta)


Divella, uno dei marchi di pasta più noti, torna nel mirino dell’Antitrust. Codacons e Adusbef accusano l’azienda di non essere trasparente con i consumatori sull’origine del grano

Divella è uno dei marchi di pasta più noti d’Italia, con oltre cent’anni di storia alle spalle e una distribuzione capillare in tutto il Paese. Eppure proprio la sua immagine, fatta di tricolori e richiami alla tradizione italiana, è finita sotto accusa (ancora una volta). Le associazioni dei consumatori Codacons e Adusbef hanno depositato un esposto all’Antitrust contro l’azienda, accusandola di confondere i consumatori sull’origine del grano.

Tutto parte da un procedimento avviato dall’Antitrust sei anni fa. All’epoca l’Autorità aveva rilevato che il packaging della pasta Divella lasciava intendere ai consumatori che l’intera filiera produttiva, grano compreso, fosse di origine italiana. Un’affermazione fuorviante, poiché la materia prima viene in realtà coltivata anche in Paesi europei ed extraeuropei.

Per chiudere il procedimento senza sanzioni, Divella aveva assunto una serie di impegni formali: modificare le confezioni inserendo la dicitura “Pasta di semola di grano duro coltivato in Italia e Paesi UE e non UE. Macinato in Italia”, e pubblicare sul proprio sito web informazioni chiare e trasparenti sulla provenienza del grano.

I motivi del nuovo esposto

Secondo quanto denunciato nell’esposto, però, le confezioni attualmente in commercio recherebbero sì quella dicitura, ma in modo tale da renderla poco leggibile. Le due associazioni dei consumatori scrivono:

L’indicazione relativa all’origine del grano risulta infatti collocata in una posizione marginale del packaging, con caratteri grafici di dimensioni particolarmente ridotte, con scarso contrasto cromatico e con una visibilità significativamente inferiore rispetto agli elementi promozionali che enfatizzano l’italianità del prodotto.

A rendere il quadro ancora più critico sarebbe l’insieme di elementi visivi che dominano il resto della confezione: il richiamo ai colori della bandiera italiana, simboli legati alla tradizione gastronomica del Paese, la scritta “Made in Italy” in bella evidenza, e altre espressioni che associano il prodotto all’italianità. Il risultato percettivo, sostengono i denuncianti, è che il consumatore medio continui a credere che anche il grano sia italiano al 100%.

Il fenomeno dell’”Italian sounding” — ovvero l’uso di elementi evocativi dell’italianità per prodotti che italiani non sono completamente — è da anni al centro del dibattito sulla trasparenza alimentare in Europa. Nel caso Divella, la questione non riguarda un prodotto straniero spacciato per italiano, ma qualcosa di più sottile: un prodotto trasformato in Italia, con però una materia prima che arriva anche dall’estero, e una comunicazione visiva che non sembra essere del tutto trasparente.

L’esposto parla esplicitamente di “asimmetria informativa”: le informazioni che tutelano il consumatore vengono minimizzate graficamente, mentre quelle che fanno leva sul sentimento di italianità vengono amplificate. Il risultato, secondo le associazioni, è che la libertà di scegliere consapevolmente cosa si vuole comprare viene di fatto svuotata di senso.

Le due associazioni hanno chiesto all’AGCM di aprire un’istruttoria approfondita, avvalendosi se necessario della Guardia di Finanza, per verificare se la condotta di Divella configuri una violazione degli impegni assunti nel 2020 e, più in generale, una pratica commerciale scorretta ai danni dei consumatori. Se le irregolarità fossero accertate, si chiede l’applicazione delle relative sanzioni e, soprattutto, l’inibizione immediata dei comportamenti contestati.

La replica di Divella

La risposta dell’azienda alle nuove accuse non si è fatta attendere. Con una nota ufficiale diffusa il 13 giugno, F. Divella S.p.A. respinge con fermezza le contestazioni, sostenendo di aver adempiuto integralmente a tutti gli impegni assunti con l’Antitrust e di operare nel pieno rispetto della normativa europea e nazionale.

L’azienda sottolinea che la vicenda del 2020 — che aveva coinvolto anche altri marchi del settore — si è conclusa positivamente oltre sei anni fa, senza alcun strascico legale, e che la propria comunicazione commerciale è conforme a ogni obbligo di trasparenza previsto dalla legge.

Di seguito la nota integrale:

Con riferimento ad alcune notizie di stampa relative ad un esposto del Codacons e Adusbef su presunte condotte commerciali scorrette riportate sulle nostre confezioni di pasta, F. Divella S.p.A. desidera fare chiarezza con la massima serenità e trasparenza, a tutela dei consumatori e della propria storia industriale e familiare.

L’azienda precisa che le questioni sollevate risalgono ad un procedimento dinanzi all’AGCM del 2020, rivolto anche ad altri marchi, riguardanti una diversità di interpretazione tecnica sulla chiarezza informativa delle confezioni di pasta, relativa alla provenienza dei grani utilizzati. La vicenda per la Divella si è ampiamente, definitivamente e positivamente conclusa da oltre 6 anni, senza avere ulteriori e successivi strascichi legali o di altra natura.

Divella, ribadisce di aver adempiuto integralmente a tutti gli obblighi di comunicazione previsti dalla normativa di settore eurounitaria e nazionale e dagli impegni assunti con AGCM, operando nel pieno rispetto delle norme sulla concorrenza e, soprattutto, a tutela del fondamentale diritto all’informazione del consumatore.

Con la forza di una tradizione secolare e lo sguardo rivolto al futuro, la F. Divella S.p.A., marchio storico italiano operante sul territorio nazionale e in tutto il mondo da oltre 130 anni, continuerà a tutelare con fermezza l’integrità del proprio marchio, il lavoro di centinaia di collaboratori infaticabili e la fiducia di milioni di famiglie che ogni giorno scelgono i nostri prodotti, confidando pienamente nell’operato dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Nota della Direzione Aziendale. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti istituzionali, è possibile consultare il sito ufficiale: www.divella.it

Fonti: Codacons /Divella

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 Francesca Biagioli

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