Tea, Parlamento Europeo approva il Regolamento


Sulle Tea c’è la legge, ma non possono essere utilizzate nella produzione di biologico. Rimane aperto il tema dei brevetti. FederBio e AssoBio: “Un passo indietro per trasparenza e sovranità alimentare europea”

In seduta plenaria a Strasburgo, il 17 giugno il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo Regolamento sulle Tecnologie di Evoluzione Assistita, le Tea o New Genomic Techniques (Ngt). Le Tea si distinguono dagli Ogm per l’assenza di inserimento di Dna estraneo alla pianta modificata, grazie a una tecnologia che è valsa un premio Nobel per la chimica assegnato nel 2020 a Emmanuelle Charpentier e Jennifer Deudna.

Il Regolamento entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. La maggior parte delle disposizioni sarà però applicabile soltanto dopo ventiquattro mesi.

Il nuovo Regolamento distingue le piante ottenute con le Tea in due categorie. Le Ngt 1 (che rispettano dei criteri fissati dal Regolamento, fino a 20 modifiche) sono quelle con modifiche genetiche considerate equivalenti a quelle che potrebbero verificarsi in natura o essere ottenute attraverso il miglioramento genetico convenzionale. Per queste piante non sarà richiesta una valutazione del rischio paragonabile a quella prevista per gli Ogm. Una volta riconosciute, le Ngt 1 saranno equiparate alle varietà convenzionali e resteranno sottoposte alle normali regole su sementi, alimenti, mangimi e tutela ambientale. Non sarà invece previsto uno specifico obbligo di etichettatura per gli alimenti e i mangimi ottenuti da queste piante. La scelta deriva dal principio di equivalenza con il breeding convenzionale e anche dal fatto che, in molti casi, le modifiche introdotte attraverso il genome editing non possono essere distinte mediante analisi di laboratorio da mutazioni naturali. Le Ngt 2, che presentano modifiche più complesse, continueranno invece a essere soggette ad autorizzazione, valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura.

Rimane ancora aperto il tema dei brevetti. È previsto un codice di condotta volontario per favorire licenze a condizioni eque e una gestione proporzionata delle controversie, soprattutto nei casi di presenza accidentale di materiale brevettato nei campi.

Le piante Ngt 1 e Ngt 2 non potranno essere utilizzate nella produzione biologica. Per gli agricoltori queste innovazioni, nei prossimi anni, potranno tradursi nella disponibilità di varietà più resistenti a malattie, siccità e alte temperature, oppure capaci di utilizzare in maniera più efficiente acqua e nutrienti.

Il commento delle associazioni del Biologico

Per FederBio e AssoBio “Con il voto che ha portato all’adozione definitiva della normativa europea sulle piante ottenute mediante Nuove Tecniche Genomiche (NGT), il Parlamento europeo ha scelto di escludere gran parte dei nuovi organismi geneticamente modificati da obblighi fondamentali quali la valutazione del rischio, la tracciabilità e l’etichettatura”. Una decisione che, secondo le associazioni, indebolisce il principio di precauzione, riduce la trasparenza per cittadini e operatori e rischia di compromettere la libertà di scelta lungo l’intera filiera agroalimentare europea.

Pur esprimendo forte preoccupazione per l’esito del voto, FederBio e AssoBio riconoscono l’importanza delle tutele ottenute grazie all’impegno di IFOAM Organics Europe e alla mobilitazione del movimento biologico europeo, che hanno consentito di mantenere il divieto di utilizzo delle NGT nella produzione biologica e l’obbligo di etichettatura delle sementi contenenti NGT, strumenti necessari per consentire agli agricoltori di evitare l’impiego di materiale riproduttivo geneticamente modificato.

“L’approvazione di questa normativa rappresenta un arretramento sul piano della trasparenza e delle garanzie per agricoltori e consumatori”, dichiarano Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, e Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio. “Restano irrisolte questioni fondamentali come la tracciabilità lungo la filiera, l’etichettatura dei prodotti destinati ai consumatori e la disponibilità di metodi affidabili di identificazione e rilevamento. Senza questi strumenti sarà sempre più difficile garantire la separazione tra filiere OGM e non OGM, con conseguenze particolarmente gravi per il settore biologico.”

Le associazioni ribadiscono che le NGT restano a tutti gli effetti tecniche di modificazione genetica e che la loro deregolamentazione non può essere considerata una risposta efficace alle sfide poste dal cambiamento climatico, dalla perdita di biodiversità e dalla sicurezza alimentare. La sostenibilità e la resilienza dei sistemi agricoli europei richiedono invece investimenti nell’agroecologia, nella selezione partecipativa e nell’innovazione, valorizzando la biodiversità coltivata e il patrimonio genetico sviluppato dagli agricoltori nel corso delle generazioni.

Particolarmente preoccupante, secondo FederBio e AssoBio, è il mancato rafforzamento delle misure di tutela contro gli effetti dei brevetti sulle risorse genetiche e sulle sementi. La possibilità che tratti genetici e caratteristiche vegetali possano essere oggetto di diritti di proprietà intellettuale sempre più estesi rischia di favorire ulteriori concentrazioni di mercato, limitare l’accesso alle risorse genetiche, ridurre la libertà di ricerca e selezione e aumentare la dipendenza degli agricoltori da un numero ristretto di grandi multinazionali.

“L’Europa non può permettersi di mettere a rischio la propria sovranità alimentare e sementiera”, proseguono Mammuccini e Maffini. “La biodiversità agricola rappresenta una risorsa strategica per affrontare le sfide future. Per questo continueremo a chiedere una chiara limitazione dell’ambito dei brevetti, affinché non possano estendersi a caratteristiche presenti in natura o ottenute attraverso processi convenzionali di selezione. È necessario tutelare il lavoro degli agricoltori e delle centinaia di piccole e medie imprese sementiere che costituiscono l’ossatura del settore italiano ed europeo”.

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Tea, il Parlamento Europeo approva il Regolamento sulle Tecniche di evoluzione assistita

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Le Tea non possono essere utilizzate nella produzione di biologico. Rimane aperto il tema dei brevetti. FederBio e AssoBio: “Un passo indietro per trasparenza e sovranità alimentare europea”

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