C’è uno strumento europeo che mette sul tavolo da 10 a 30 milioni di euro per una singola impresa, non chiede consorzi e non prevede rendicontazione di spese, perché non è un contributo: è un investimento in capitale. Si chiama EIC STEP Scale Up, ha una dotazione di 300 milioni per il 2026 e il prossimo taglio di valutazione è fissato al 25 novembre 2026, con una riserva scritta nel programma di lavoro: se il budget dell’anno risulta interamente assegnato con il lotto del 9 settembre, il quarto lotto salta e si passa alla call 2027. Nei primi due lotti del 2026 l’EIC ha già messo in fila 14 imprese per 243,5 milioni sui 300 stanziati. Accanto c’è la versione dedicata alle tecnologie critiche per la difesa, con 100 milioni e scadenza al 28 ottobre 2026.
Il filtro che seleziona davvero i candidati non è tecnologico ma finanziario, ed è meglio conoscerlo subito: serve la lettera di impegno di un investitore qualificato che copra almeno il 20% di un round complessivo tra 50 e 150 milioni di euro o più. Senza quella, la domanda non è ammissibile, per quanto sia buona la tecnologia.
EIC STEP Scale Up in sintesi
- Cosa è: investimento in equity gestito dal Fondo EIC per far crescere imprese europee nelle tecnologie strategiche, dentro la piattaforma STEP. Base giuridica: art. 48 del Reg. (UE) 2021/695, modificato dai Reg. (UE) 2024/795 e 2025/2653; regole nel programma di lavoro EIC 2026 (decisione C(2026) 4080, versione del 17 giugno 2026)
- Per chi: una singola PMI o small mid-cap fino a 499 dipendenti stabilita in uno Stato membro o in un Paese associato a Horizon Europe (Regno Unito escluso). Può presentare anche un investitore per conto dell’impresa. Nella call Defence il perimetro è più stretto: Unione, Ucraina e Paesi SEE associati
- Quanto: da 10 a 30 milioni di euro, solo equity, nessuna componente a fondo perduto
- Quando: la call è sempre aperta, con valutazioni trimestrali. Il prossimo taglio è il 25 novembre 2026, ma si tiene solo se resta budget dopo il lotto del 9 settembre; quello della call difesa è il 28 ottobre 2026, unico e non condizionato
- Come: business plan, pitch deck, piano finanziario, CV delle persone chiave, analisi di libertà di attuazione e lettera di pre impegno di un investitore qualificato, sul portale Funding and Tenders della Commissione
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300M€
Dotazione 2026
10-30M€
Investimento per impresa
20%
Del round già impegnato da un investitore
| Voce | EIC STEP Scale Up | EIC STEP Scale Up Defence |
|---|---|---|
| Dotazione 2026 | 300 milioni di euro, attesi salire a 900 milioni sul periodo dal 2025 al 2027 (la cifra comprende i 300 milioni del programma 2025 riutilizzabili se non spesi) | 100 milioni di euro, su 200 milioni del biennio 2026 e 2027 (la seconda tranche dipende dal programma di lavoro 2027) |
| Forma dell’aiuto | Solo investimento in equity gestito dal Fondo EIC, nessuna componente a fondo perduto | |
| Importo | Da 10 a 30 milioni di euro per impresa, più una flessibilità fino a 5 milioni che la Commissione può autorizzare nella decisione di aggiudicazione | |
| Round di riferimento | Da 50 a 150 milioni di euro o più, almeno da tre a cinque volte l’investimento chiesto all’EIC | |
| Chi può candidarsi | PMI e small mid-cap fino a 499 dipendenti stabilite in uno Stato membro o in un Paese associato a Horizon Europe, Regno Unito escluso | PMI e small mid-cap fino a 499 dipendenti stabilite nell’Unione, in Ucraina o in un Paese SEE associato a Horizon Europe; se controllate da un Paese terzo (diverso da Ucraina e membri SEE associati) servono garanzie approvate secondo le procedure nazionali dello Stato di stabilimento |
| Scadenze | Call sempre aperta, valutazioni trimestrali: 11 febbraio, 6 maggio, 9 settembre e 25 novembre 2026 (quarto lotto solo se resta budget) | Batch unico, domande fino al 28 ottobre 2026 alle 17:00 ora di Bruxelles |
| Ambito | Tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti nell’uso delle risorse comprese quelle a zero emissioni, biotecnologie, materie prime critiche. Nel 2026 focus su semiconduttori e quantistica | Tecnologie critiche per la difesa in undici aree, con applicazione primaria di difesa |
| Beneficio aggiuntivo | Sovereignty Seal per chi supera le soglie di valutazione | Sovereignty Seal e accesso rapido all’acceleratore EUDIS |
Il pre impegno dell’investitore: come è fatto e come si sbaglia
Questa call finanzia imprese che stanno già raccogliendo un round importante, e l’investimento europeo serve da catalizzatore, non da sostituto del mercato. Per questo il documento chiave della domanda non è tecnico: è la lettera di pre impegno.
Le condizioni fissate dal programma di lavoro sono quattro, e il testo 2026 le ha precisate proprio alla luce dell’esperienza del primo anno:
- l’impegno deve venire da un solo investitore qualificato, cioè un soggetto pubblico o privato con competenza ed esperienza dimostrabili nel mercato, nella tecnologia e nella giurisdizione di riferimento, sottoposto alle verifiche antiriciclaggio del Fondo EIC o del FEI (chi non le ha ancora passate può firmare lo stesso, ma la verifica viene completata durante il controllo di ammissibilità);
- deve rappresentare almeno il 20% del round complessivo che l’impresa punta a chiudere;
- la quota corrispondente a quel 20% deve essere interamente non ancora investita alla data della lettera;
- vale solo il capitale di rischio in senso stretto: gli strumenti quasi equity non contano ai fini della soglia, e un pre impegno che raggiunge il 20% solo sommando strumenti diversi è inammissibile.
Attenzione al pre impegno sindacato. Mettere insieme tre investitori che portano ciascuno il 7% non soddisfa il requisito: il totale fa 21%, ma se nessuno raggiunge da solo la soglia del 20% la domanda è dichiarata inammissibile. È una trappola facile per le imprese abituate a costruire round con più fondi di dimensione media. L’investitore che firma può essere già socio dell’impresa e non deve necessariamente essere quello che guiderà il round.
La lettera non è giuridicamente vincolante e viene valutata al momento dell’esame della proposta. Questo non la rende una formalità: è la prova che il mercato ha già dato un giudizio positivo sull’impresa, ed è il motivo per cui l’EIC accetta di entrare. Su un round da 60 milioni, per fare un conto, la lettera deve coprire almeno 12 milioni di equity non ancora versati, e l’investimento chiesto all’EIC deve stare tra 12 e 20 milioni, perché il round deve valere da tre a cinque volte la quota europea; con una richiesta di 30 milioni il round di riferimento parte da 90 milioni.
Chi può presentare
Sono ammesse due configurazioni:
- una singola impresa classificata come PMI o small mid-cap, cioè fino a 499 dipendenti, stabilita in uno Stato membro dell’Unione o in un Paese associato a Horizon Europe (escluso il Regno Unito, che non partecipa alla componente di investimento del Fondo EIC). L’impresa può avere una holding ai fini dell’investimento, ma anche la holding deve essere stabilita in uno Stato membro o Paese associato;
- un investitore che presenta per conto di un’impresa ammissibile, a condizione che esista un accordo preventivo. L’accordo di investimento viene comunque firmato con l’impresa selezionata.
Nella call Defence la lista dei Paesi si restringe a Unione, Ucraina e membri dello Spazio economico europeo associati a Horizon Europe, e vale la stessa regola per la holding.
Un vincolo da tenere presente per chi sta valutando più strumenti in parallelo: non si possono presentare domande contemporanee su EIC Accelerator, STEP Scale Up e STEP Defence. In caso di domande multiple viene valutata solo la più recente, secondo i criteri della call a cui appartiene. C’è anche un contatore delle bocciature: dal 1° gennaio 2026, dopo tre candidature respinte della stessa proposta, anche migliorata, in qualunque fase (controllo di ammissibilità o colloquio), lo stesso soggetto non può più candidarsi allo STEP Scale Up per il resto di Horizon Europe; dal 1° aprile 2026 il conteggio vale in comune fra STEP Scale Up e STEP Defence.
STEP Scale Up o EIC Accelerator: come si sceglie
Le due call fanno parte della stessa famiglia, ma servono fasi diverse di crescita, e la soglia che le separa è l’importo.
EIC Accelerator
Grant fino a 2,5 milioni per attività di innovazione più una componente di investimento da 1 a 10 milioni. È la porta per chi deve ancora completare lo sviluppo e affacciarsi al mercato.
STEP Scale Up
Solo investimento, da 10 a 30 milioni, e nessun contributo a fondo perduto. È per chi ha già il prodotto sul mercato e sta chiudendo un round da decine di milioni.
Il programma di lavoro lo dice in nota: chi vuole importi inferiori ai 10 milioni può rivolgersi all’EIC Accelerator, dove l’ordine di grandezza e la procedura sono diversi; sotto i 10 milioni lo STEP non è comunque accessibile. Le risorse dello STEP eventualmente non utilizzate vengono peraltro riassegnate in via prioritaria proprio all’EIC Accelerator Open.
Cosa serve nel dossier
La domanda si presenta sul portale Funding and Tenders della Commissione e deve contenere:
- un business plan completo, con informazioni su assetto proprietario e struttura finanziaria e la motivazione rispetto agli obiettivi STEP, massimo 50 pagine;
- un pitch deck in pdf di massimo 15 pagine, che è la versione presentata alla giuria in caso di colloquio;
- la lettera di pre impegno dell’investitore, sul modello ufficiale disponibile sul portale;
- un piano finanziario sul modello dell’EIC;
- i risultati dell’analisi di libertà di attuazione sui brevetti, o in mancanza una nota di massimo due pagine che la illustra; se l’analisi non è pertinente, per esempio per il software, basta una dichiarazione;
- i CV delle persone chiave (per la call Defence bastano i profili LinkedIn o le bio, più l’autovalutazione sulla proprietà, obbligatoria per tutti i candidati di quella call).
La proposta non può contenere informazioni classificate UE, e prima dell’invio l’impresa deve autorizzare la condivisione dei dati con il Fondo EIC. Se manca un rapporto di due diligence tecnologica, lo commissiona l’EIC a un esperto esterno: non è un documento da produrre in proprio.
Dal taglio alla firma: tempi, giuria e decisione
Dopo ogni data di taglio la proposta passa prima dal controllo di ammissibilità, che verifica tre cose: che la tecnologia rientri nel perimetro STEP, che il pre impegno di un singolo investitore sia conforme, e che il soggetto candidato sia ammissibile. Per il pre impegno la valutazione può appoggiarsi al consulente per gli investimenti del Fondo EIC.
Chi supera il controllo viene invitato a un colloquio con una giuria di massimo sei membri. Il programma di lavoro stima l’invito fra quattro e sei settimane dall’avvio della valutazione del lotto, e che l’esito del colloquio viene comunicato entro circa due settimane dalla fine della sessione. Per il lotto del 9 settembre 2026, quindi, l’esito è atteso tra ottobre e novembre; mentre scriviamo non è stato ancora comunicato, e non è pubblico quante imprese siano in gara.
Gli esiti possibili sono tre: GO con Sovereignty Seal (proposta raccomandata per l’investimento), NO GO con Sovereignty Seal (proposta che soddisfa i criteri ma resta fuori per mancanza di budget), NO GO con feedback dettagliato. I criteri di giudizio sono raggruppati in eccellenza (natura deep tech dell’innovazione, fattibilità tecnologica, protezione della proprietà intellettuale), impatto (mercato, modello di business, contributo agli obiettivi STEP) e rischio (squadra, necessità dell’intervento pubblico, capacità di attrarre da tre a cinque volte l’investimento EIC, gestione dei rischi). La valutazione segue l’ordine di arrivo dei lotti, con un limite: nei primi sei mesi dell’anno la giuria non può raccomandare più del 70% del budget disponibile per l’anno.
Con il GO la Commissione adotta una decisione di aggiudicazione che autorizza un importo massimo pari a quello richiesto, più una flessibilità fino a 5 milioni per tenere conto di quanto è cambiato dalla domanda e della possibilità di catalizzare un round più grande. Poi il fascicolo passa al consulente del Fondo EIC per la due diligence, alla decisione del comitato investimenti e alla firma dell’accordo: importi ridotti o investimenti rifiutati in questa fase sono possibili per motivi giustificati, e le somme liberate rientrano nella disponibilità della call.
Attenzione al lotto di novembre. Il quarto lotto del 2026 non è garantito: con 243,5 milioni già messi in fila per 14 imprese nei primi due lotti e il terzo in valutazione, la disponibilità residua dipende da quanto resta dopo il 9 settembre, e il denominatore reale non è pubblicato (il programma consente di riusare le somme non spese del 2025 e quelle ridotte in due diligence). Se punti al 25 novembre, controlla la pagina EIC della call prima di chiudere il dossier e preparati alla call 2027 come alternativa: la lettera di pre impegno viene valutata al momento dell’esame della proposta, quindi se sposti la candidatura va tenuta aggiornata, quota non investita compresa.
Controllo dell’impresa e sicurezza economica: cosa cambia fra le due call
Il programma introduce verifiche di sicurezza economica che nei bandi nazionali non esistono, e che pesano in modo diverso nelle due call.
Per lo STEP Scale Up generale non c’è un filtro di ammissibilità sulla proprietà: il programma di lavoro lo esclude espressamente per le azioni solo equity, perché il controllo passa dalla verifica KYC e dal rapporto «Red Flag» del Fondo EIC prima di ogni investimento, e dalle clausole di salvaguardia che il Fondo inserisce nell’accordo di investimento. Per tutte le imprese selezionate sotto STEP la decisione di aggiudicazione richiede almeno una di queste misure, elencate nelle Investment Guidelines del Fondo EIC aggiornate il 27 agosto 2026: acquisto di quote secondarie, quota di blocco, investimenti successivi, garanzia che la proprietà intellettuale e la società restino in mani europee.
La regola cambia nella call Defence. Qui possono candidarsi solo imprese stabilite nell’Unione, in Ucraina o in un Paese SEE associato a Horizon Europe, e tutte devono allegare un’autovalutazione sulla proprietà. Se risultano controllate, direttamente o indirettamente, da un Paese terzo diverso dall’Ucraina o da un membro SEE associato a Horizon Europe, oppure da soggetti giuridici di tali Paesi, devono presentare garanzie secondo le procedure nazionali dello Stato in cui hanno sede: alla domanda, oppure entro due settimane dalla fine del colloquio con la giuria o dalla richiesta in due diligence. Senza garanzie la domanda è inammissibile. Le garanzie devono assicurare che la partecipazione non contrasti con gli interessi di sicurezza e difesa dell’Unione e degli Stati membri. È la regola dell’art. 48, paragrafo 2, terzo comma, del Reg. (UE) 2021/695 introdotta dal Reg. (UE) 2025/2653, e vale solo lì.
C’è poi un vincolo sulla destinazione del valore: il Fondo EIC richiede che le imprese finanziate mantengano nell’Unione o nei Paesi associati a Horizon Europe la maggior parte del proprio valore, proprietà intellettuale compresa; nella call Defence il perimetro è più stretto, cioè Unione, Paesi SEE associati e Ucraina. Per un’impresa che sta valutando una exit o una riorganizzazione societaria fuori dall’Europa, è una clausola da leggere insieme ai propri investitori prima di presentare domanda, non dopo la firma.
Domande frequenti su EIC STEP Scale Up
C’è una parte a fondo perduto?
No. Questa call prevede esclusivamente investimenti in capitale gestiti dal Fondo EIC, senza componente di contributo: niente spese da rendicontare, ma una partecipazione del Fondo EIC nel capitale e le clausole dell’accordo di investimento da rispettare. Chi cerca una quota a fondo perduto deve guardare all’EIC Accelerator, che combina grant fino a 2,5 milioni e investimento da 1 a 10 milioni.
Quando si presenta la domanda?
La call è aperta in continuo e le proposte vengono raccolte in lotti trimestrali, valutati dopo ogni taglio. Per il 2026 i tagli sono l’11 febbraio, il 6 maggio, il 9 settembre e il 25 novembre, alle 17:00 ora di Bruxelles. Il lotto di novembre è subordinato alla disponibilità residua di budget dopo quello di settembre; conviene controllare la pagina EIC prima di programmare la candidatura. La call sulla difesa ha invece un solo lotto, con termine il 28 ottobre 2026 alle 17:00 di Bruxelles e colloqui con la giuria a Bruxelles dal 25 al 29 gennaio 2027.
Un’impresa con 300 dipendenti può candidarsi?
Sì. Il perimetro comprende PMI e small mid-cap fino a 499 dipendenti stabilite in uno Stato membro o in un Paese associato a Horizon Europe, Regno Unito escluso. È una platea più ampia di quella della maggior parte degli strumenti europei, che si fermano alla definizione di PMI.
Le innovazioni dual use sono ammesse?
Sì, a partire dall’approvazione della modifica al programma di lavoro del 17 giugno 2026, e il primo gruppo di proposte dual use è valutato nel lotto del 9 settembre 2026. Le tecnologie con applicazione primaria di difesa hanno invece una call dedicata, con termine al 28 ottobre 2026: chi ha un prodotto prevalentemente civile o dual use resta nella call generale.
Che valore ha il Sovereignty Seal?
È un marchio assegnato alle proposte che superano le soglie di valutazione anche quando non ricevono l’investimento. Serve a facilitare l’accesso a finanziamenti e supporto da altri programmi dell’Unione e da altri finanziatori e investitori: in pratica è una valutazione positiva spendibile altrove. Nel lotto di maggio, per esempio, lo hanno ricevuto anche le imprese giudicate eccellenti ma rimaste fuori per limiti di budget.
Quante volte si può ripresentare la stessa proposta?
Tre tentativi respinti, a qualunque stadio, chiudono la porta: dal 1° gennaio 2026 vale per lo STEP Scale Up e dal 1° aprile 2026 il conteggio è unico fra STEP Scale Up e STEP Defence. La giuria dà un feedback scritto con le aree deboli e può indicare se ha senso ripresentare: conviene usarlo davvero prima di consumare un tentativo.
L’investimento europeo può coprire tutto il round?
No, ed è il presupposto stesso della misura. L’EIC entra per una quota, e il round complessivo deve valere da tre a cinque volte l’investimento richiesto, in un intervallo indicativo tra 50 e 150 milioni di euro o più. Lo strumento serve a colmare il divario che il mercato da solo non copre, non a sostituirlo.
Come muoverti
Per un’impresa italiana in fase di scale up il percorso realistico parte dagli investitori, non dal bando: senza un fondo disposto a firmare il pre impegno sul 20% del round, la candidatura non ha una base. Se quella conversazione è già aperta, il resto del dossier è materiale che una società in raccolta ha già, e va soprattutto riorganizzato nei formati richiesti. Vale la pena mettere in fila anche il costo di questo capitale rispetto a un contributo: abbiamo fatto il confronto in quanto costa davvero ogni euro che entra in azienda da bandi o da investitori.
Per il quadro completo degli strumenti europei a gestione diretta puoi partire dalla nostra guida ai principali programmi di finanziamento europei, mentre gli sportelli nazionali e regionali in scadenza sono raccolti nella mappa mensile dei bandi a fondo perduto attivi.
Le fonti ufficiali di questo articolo sono la pagina dell’EIC dedicata allo STEP Scale Up, quella della call sulla difesa con la sua guida di presentazione del 13 luglio 2026, il programma di lavoro EIC 2026 nella versione emendata del 17 giugno 2026, da cui provengono importi, scadenze e condizioni citate, e la notizia EIC del 28 luglio 2026 sulle imprese selezionate nel secondo lotto.
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