“Cani da incubo” nella bufera, veterinari ed Enpa contro la serie tv su Amazon: “basta spettacolarizzare metodi coercitivi”


“Cani da incubo” sotto accusa: medici veterinari ed educatori cinofili bocciano la serie Amazon Prime Video condotta da Tommaso Castellano per l’uso di metodi coercitivi e collari a strangolo

La messa in onda sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video della serie televisiva Cani da incubo, ideata, autoprodotta e condotta dall’addestratore milanese Tommaso Castellano, ha sollevato un’ondata di indignazione senza precedenti. Il programma segue famiglie disperate alle prese con cani aggressivi, mostrando test provocatori per scatenare i morsi davanti alle telecamere, l’isolamento dell’animale dai padroni e sessioni d’urto basate su collari a strozzo e sottomissione fisica.

L’intera comunità scientifica, veterinaria e accademica italiana è scesa in campo per contestare aspramente una narrazione anacronistica, accusata di sdoganare pratiche lesive della dignità animale e di veicolare messaggi distorti sulla gestione dei disagi comportamentali dei nostri compagni a quattro zampe.

L’affondo dell’Enpa e la condanna dei metodi avversivi

A guidare la protesta sul piano etico e comunicativo è l’Ente Nazionale Protezione Animali. Attraverso le sue sezioni territoriali e una nota ufficiale della presidenza, l’Enpa ha espresso profonda apprensione per la normalizzazione di strumenti avversivi come i collari a scorrimento, le punizioni corporee e la pressione fisica sistematica. Secondo l’associazione, il format riduce l’animale a un mero oggetto da dominare, ignorando i moderni approcci basati sulla cooperazione e sul rinforzo positivo.

Giusy D’Angelo, vicepresidente nazionale dell’ente, ha richiamato i media alle proprie responsabilità educative, evidenziando come la letteratura scientifica internazionale dimostri che l’apparente risoluzione immediata dei problemi mostrata nello show sia solo il frutto di una pericolosa inibizione emozionale indotta dal terrore:

La relazione con il cane non può essere ridotta a una dinamica di controllo. Le evidenze scientifiche indicano che fiducia, comprensione e cooperazione rappresentano gli strumenti più efficaci per costruire un rapporto equilibrato e duraturo tra persone e animali. Per questo riteniamo fondamentale che anche la comunicazione televisiva contribuisca a diffondere una cultura del rispetto e del benessere animale, evitando messaggi che rischiano di legittimare pratiche ormai superate dalla scienza

Il verdetto tecnico della Fnovi: abusi spacciati per terapia

Il colpo più duro alla credibilità della trasmissione arriva però dalla Fnovi, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari Italiani, che ha diramato un dettagliato documento di condanna medica. I professionisti della salute animale denunciano la totale assenza di un percorso diagnostico clinico nei casi trattati da Castellano, ricordando che l’aggressività e la reattività canina derivano da fattori complessi, spesso legati a patologie dolorose.

La federazione si è esposta anche contro la promozione della pericolosa tecnica del flooding, ovvero l’esposizione forzata e violenta del cane a stimoli stressanti senza vie di fuga. Un metodo antiquato che genera la cosiddetta rassegnazione appresa, uno stato di shock psicologico in cui l’animale smette di reagire semplicemente perché emotivamente annientato.

L’abusivismo medico e la mercificazione del collare a strozzo

La Fnovi attacca duramente anche le bizzarre teorie pseudo-scientifiche del conduttore, ex giocatore di poker di 40 anni che vanta la gestione di un maxi-centro a Paderno Dugnano denominato Scuolapercani. Castellano ha più volte liquidato come inutili gli interventi terapeutici veterinari, la somministrazione di supporti nutraceutici o la stessa sterilizzazione.

I veterinari ricordano con fermezza che la diagnosi comportamentale è un atto medico esclusivo, tutelato dall’Ordinanza del Ministero della Salute, e che la gestione di soggetti mordaci richiede la supervisione di un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale, figura totalmente ignorata nella serie per favorire la spettacolarizzazione del brivido. A gravare sul profilo etico del programma vi è inoltre un palese conflitto d’interessi commerciale legato al product placement dei collari a strangolo venduti direttamente dall’addestratore.

Queste le parole di Fnovi:

Pur riconoscendo il valore divulgativo dei mezzi di comunicazione, la rappresentazione di casi comportamentali complessi dovrebbe essere coerente con le attuali conoscenze scientifiche e con il quadro normativo vigente, al fine di evitare la diffusione di messaggi fuorvianti riguardo al benessere animale, alla
sicurezza pubblica e alle competenze professionali coinvolte. Si auspica che i programmi televisivi dedicati al comportamento animale possano contribuire a diffondere una cultura fondata sulle evidenze scientifiche, sul rispetto delle competenze professionali e sulla tutela del benessere animale, evitando semplificazioni narrative che rischiano di banalizzare problematiche cliniche e comportamentali complesse. La complessità del comportamento animale non può essere ridotta spettacolarizzazione o a soluzioni immediate: ogni intervento deve essere guidato da competenza, responsabilità, sicurezza e tutela del benessere psicofisico dell’animale.

Il fronte unito degli educatori contro i finti miracoli in 5 minuti

Anche il mondo della cinofilia professionale ha fatto muro contro Cani da incubo, che tenta di fare concorrenza al format Netflix Dog Trainer. In un manifesto congiunto, le quattro sigle storiche del settore, Aieci, Apnec, Fics e Apnocs, hanno fermamente rigettato l’approccio di Castellano. Gli esperti dell’area comportamentale sottolineano come la colpevolizzazione dei proprietari e l’allontanamento forzato del cane dalla famiglia distruggano il legame di attaccamento.

La promessa di miracoli educativi confezionati nel montaggio di una puntata televisiva rappresenta un insulto al lavoro quotidiano di migliaia di professionisti che operano nel rispetto della norma UNI 11790:2020. Il rischio sociale è altissimo: l’emulazione domestica di questi strattonamenti e provocazioni deliberate potrebbe causare gravi incidenti stradali, aggressioni tra le mura di casa e danni psicofisici irreversibili ai cani dei telespettatori ingannati dal piccolo schermo.

Fonte: ENPA / fnovi / LAV

Ti potrebbe interessare anche: 




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Rebecca Manzi

Source link

Di