BASTA CALCIO A MEZZO STAMPA, ORA GLI ATTI IN COMMISSIONE TRASPARENZA


Ciolfi (M5S): “Abbiamo seguito con attenzione il confronto tra le parti. Ora è necessario riportare la vicenda sul piano istituzionale: trasparenza, legittimità, opportunità e futuro dello sport a Latina non possono essere affidati ai comunicati stampa”

“Come Movimento 5 Stelle abbiamo seguito con grande attenzione il confronto che in queste settimane si è sviluppato sulla stampa tra i diversi soggetti coinvolti nella complessa vicenda dell’affidamento dello Stadio Francioni e del complesso sportivo Gino Bondioli, sia attraverso la procedura pluriennale sia attraverso la concessione ponte per la stagione sportiva 2026-2027.

È emerso un confronto molto acceso, con dichiarazioni, repliche e prese di posizione che chiamano in causa l’Amministrazione comunale, l’assessore allo Sport, il Latina Calcio 1932, il Nuovo Latina e l’Atletico Pontinia. A nostro avviso, però, è arrivato il momento di riportare questa discussione nella sua sede naturale: quella istituzionale.

La politica non può diventare un confronto a mezzo stampa nel quale, giorno dopo giorno, si alimentano contrapposizioni, accuse e slogan, mentre restano sullo sfondo le questioni che davvero interessano alla città: la trasparenza delle procedure, la legittimità degli atti, la correttezza amministrativa, la tutela del patrimonio comunale e, soprattutto, quale futuro si vuole costruire per lo sport e per il calcio a Latina. Per questo, alla riapertura delle attività istituzionali, convocherò la Commissione Trasparenza e

Legalità per esaminare nel dettaglio tutti gli atti relativi alle procedure di affidamento del Francioni e del complesso Gino Bondioli. La Commissione dovrà verificare l’intero iter del bando pluriennale e della concessione ponte, ricostruendo ogni passaggio amministrativo e verificando la piena coerenza delle procedure con gli atti approvati dal Comune. Ma non ci fermeremo agli affidamenti. Vogliamo capire anche cosa sta accadendo all’impianto R6.

Abbiamo letto le dichiarazioni pubbliche del presidente del Nuovo Latina, Giacomo Paniccia, dello scorso 1° luglio, relative a un importante progetto di riqualificazione dell’impianto, nonché alla partecipazione al bando pluriennale di una società indicata come vicina al Nuovo Latina. Ha poi parlato di un programma ambizioso che sta per nascere e dell’intenzione, da parte di questa società, in caso di aggiudicazione del Francioni e del Bondioli, di scalare i campionati e, nel giro di tre anni, portare il Latina in Serie B. Insomma, parole importanti che infittiscono il mistero sull’assegnazione del bando pluriennale.

Sono dichiarazioni pubbliche e, proprio per questo, meritano una verifica istituzionale. È necessario mettere a conoscenza la città di quale sia esattamente il progetto di riqualificazione dell’R6, quali autorizzazioni siano state rilasciate, quali lavori siano stati autorizzati, quali siano già iniziati, con quale titolo e sulla base di quali atti amministrativi. Non perché si voglia mettere in discussione un progetto sportivo, ma esattamente per il motivo opposto: se si parla di investimenti importanti su un impianto sportivo comunale, la città ha il diritto di sapere cosa si sta facendo, con quali autorizzazioni e secondo quale programmazione.Vogliamo comprendere anche gli eventuali collegamenti tra i diversi soggetti che stanno emergendo in questa vicenda, non per formulare giudizi sulle persone o anticipare conclusioni, ma per avere una ricostruzione trasparente dei rapporti societari, delle partecipazioni alle procedure e dei soggetti coinvolti, nel pieno rispetto delle competenze degli uffici e delle commissioni di gara.

Perché oggi abbiamo davanti una situazione oggettivamente complessa: il bando pluriennale per la gestione del Francioni e del complesso Gino Bondioli è ancora da definire; la concessione ponte è stata assegnata alla SS Dilettantistica Atletico Pontinia; il Nuovo Latina ha dichiarato pubblicamente di non aver partecipato alla procedura ventennale, ma ha annunciato la partecipazione di una società a loro vicina e, contestualmente, ha illustrato un progetto ambizioso per il futuro del calcio cittadino e dell’impianto R6. Nel frattempo, il Latina Calcio 1932, attualmente unica società militante in Serie C, non ha partecipato a nessuno dei due bandi, non è ancora a conoscenza delle modalità e dei costi di utilizzo delle strutture per gli allenamenti e per la disputa delle partite e, contestualmente, contesta al Comune il mancato riconoscimento, dopo otto anni, dei costi per i lavori di agibilità degli impianti, pari a circa un milione di euro, profilando di fatto un possibile futuro contenzioso.

E proprio sulla concessione ponte sarà necessario verificare chi abbia partecipato alla procedura, con quale offerta e sulla base di quali requisiti sia avvenuta l’assegnazione, così come sarà necessario ricostruire i rapporti e i collegamenti tra i diversi soggetti che in questi anni hanno gravitato intorno al calcio pontino.

L’Atletico Pontinia non è infatti un nome che compare casualmente in questa vicenda. La società che si è aggiudicata la concessione ponte presenterebbe collegamenti che meritano di essere approfonditi con il Nuovo Latina, realtà che nell’ultimo anno ha acquisito il controllo dell’Anzio e che in passato ha avuto rapporti con l’Atletico Pontinia, anche attraverso figure che hanno ricoperto ruoli tecnici e dirigenziali nel calcio pontino.

Non intendiamo formulare giudizi né anticipare conclusioni. Ma proprio perché si parla di affidamenti di impianti sportivi comunali e di soggetti che, a vario titolo, gravitano nella stessa galassia calcistica, riteniamo doveroso ricostruire i rapporti societari, le partecipazioni alle procedure e ogni eventuale collegamento sulla base degli atti e non delle dichiarazioni. È esattamente questo il compito della Commissione Trasparenza: non fare dietrologia, ma fare chiarezza.

E tutto questo avviene mentre il Latina Calcio 1932, che milita in Serie C, deve continuare a utilizzare il Francioni secondo le condizioni previste dagli atti e dai nulla osta rilasciati dal Comune. È una situazione che merita chiarezza, non tifoserie contrapposte.

Ed è proprio per questo che non intendiamo partecipare alla gara delle dichiarazioni sui giornali. La nostra responsabilità è un’altra: prendere gli atti, leggerli, ricostruire i procedimenti e verificare che tutto sia stato fatto nell’interesse del Comune e dei cittadini.

Ma, accanto alla verifica amministrativa, c’è inevitabilmente anche una questione politica. Perché, dopo oltre tre anni di Amministrazione Celentano, siamo arrivati a un susseguirsi di bandi, concessioni, affidamenti ponte e nuovi progetti, senza che Latina abbia ancora una strategia chiara e condivisa sul futuro dei propri impianti sportivi e, in particolare, del Francioni e del Bondioli.

E oggi assistiamo persino a una situazione paradossale nella quale esponenti e soggetti che gravitano attorno a realtà diverse del calcio cittadino sembrano avere idee, progetti e ambizioni molto precise sul futuro del Latina, mentre l’Amministrazione comunale sembra inseguire gli eventi anziché governarli.Da una parte il Latina Calcio 1932, la società che attualmente milita in Serie C; dall’altra il Nuovo Latina, che attraverso dichiarazioni pubbliche parla di un progetto sportivo ambizioso e dell’obiettivo di riportare Latina nel calcio che conta. Nel mezzo, l’Atletico Pontinia, assegnatario della concessione ponte, e un’Amministrazione che deve ancora completare le procedure per l’affidamento pluriennale del principale impianto sportivo della città. È una situazione che non può essere liquidata con le rassicurazioni dell’assessore allo Sport o con dichiarazioni affidate alla stampa. E c’è un altro elemento che, politicamente, non possiamo ignorare.

Stiamo assistendo a posizioni divergenti che attraversano persino il perimetro della stessa maggioranza, con prese di posizione e rivendicazioni che chiamano direttamente in causa l’operato dell’assessore allo Sport Andrea Chiarato. Questo dovrebbe far riflettere la sindaca Celentano.

Perché quando una vicenda amministrativa diventa terreno di scontro tra soggetti politici e sportivi, quando le società affidano alla stampa le proprie contestazioni e quando persino all’interno della maggioranza emergono posizioni differenti, significa che il problema non è più soltanto tecnico- amministrativo: è diventato politico.

E qui arriviamo al punto che, per noi, è più importante. Non vogliamo che Latina torni a vivere le stagioni più buie della propria storia calcistica. Non abbiamo bisogno di nomi, nostalgie o ritorni al passato. Abbiamo bisogno di regole chiare, procedure trasparenti, impianti adeguatamente gestiti e un progetto sportivo che sia nell’interesse della città e non di singoli gruppi o singole società. Perché il calcio a Latina non è proprietà di qualcuno. È patrimonio della città“.

Così, in una nota, Maria Grazia Ciolfi, Presidente Commissione Trasparenza- Capogruppo M5S Latina.




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Comunicato Stampa

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