Ci vediamo in Galleria… Otto studiose e operatrici per l’arte contemporanea e le loro presentazioni


I prossimi tre incontri/presentazioni di “Ci vediamo in Galleria …“ si terranno Martedì 25, giovedì 27 e lunedì 31 agosto, ore 18, presso la Galleria Nazionale San Marino – Giardino dei Liburni, con ben otto studiose e operatrici per l’arte contemporanea: Giulia Galassi, Chiara Giardi, Giulia Gregnanin; Elena Rossi, Maria Vittoria Grassi; Elena Binotti, Maria Virginia Rossi, Roberta Miti. Domani martedì 25 agosto h 18: Giulia Galassi, Fotografia e tempo; Chiara Giardi Kunstsurfer, Videocity, la Biennale Baan Noorg – on line dalla Tailandia; Giulia Gregnanin, Timespan in Helmsdale – on line dalla Scozzia: Giulia Galassi Quanto tempo serve per guardare? Una fotografia è un rettangolo fermo, eppure ci sembra viva: il tempo, in un’immagine, non ce lo mette chi la scatta ma chi la guarda. Partendo dalla propria tesi di laurea magistrale in Design della Comunicazione presso il Politecnico di Milano, sul rapporto tra fotografia e tempo, – tesi depositata e visibile presso l’Archivio Performativo della Galleria – Giulia Galassi racconta come quella ricerca sia diventata il suo mestiere in Studio JAM: progettare libri e mostre significa decidere con che ritmo le persone vedranno le immagini di qualcun altro. Un percorso su ciò che nessuna tecnologia produce al posto nostro: l’attenzione. Giulia Galassi è co-fondatrice di Studio JAM, studio di design indipendente che lavora tra editoria, identità visive e cultura dell’immagine. Si occupa soprattutto di libri e mostre di fotografia; nel 2025 ha curato l’immagine della partecipazione di San Marino a EXPO Osaka. Dal 2021 affianca alla pratica progettuale l’attività didattica presso il Corso di Design dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino.

Chiara Giardi

Chiara introdurrà la sua pratica curatoriale tra l’Europa e il Sud-est asiatico, presentando progetti indipendenti, realizzati con KUNSTSURFER e con Videocity, e includendo la sua esperienza di insegnamento presso la scuola tedesca di Giacarta. Chiara Giardi (San Marino, 1997) è una curatrice d’arte indipendente, educatrice e diplomatica culturale tra Europa e Sud-est asiatico. Ha studiato Studi Curatoriali (MA) a Zurigo e Atene, e Liberal Arts and Sciences, con specializzazione in Cultura e Storia (BA), a Friburgo i. Br. e Groninga. A seguito di tre anni di studio e lavoro in Indonesia, a novembre inizierà un dottorato di ricerca in Cultural Systems presso la Scuola IMT Alti Studi Lucca. Chiara è membro e co-fondatrice di KUNSTSURFER, un collettivo curatoriale e spazio espositivo basato su browser, ed è project manager presso Videocity, un progetto curatoriale internazionale che promuove la videoarte negli spazi pubblici. Ha lavorato con istituzioni come Migros Museum (Zurigo), documenta fifteen (Kassel) e al momento sta co-curando baan noorg #5: ((echo~logy)), Rural International Contemporary Art, presso Nong Pho (Thailandia).

Giulia Gregnanin
In questa talk, Giulia Gregnanin, direttrice di Timespan, presenta il lavoro sviluppato dal museo con sede a Helmsdale, nelle Highlands scozzesi, che mette in relazione il patrimonio storico locale con un programma dedicato all’arte contemporanea. Timespan è stato finalista dell’Art Fund Museum of the Year 2021 e ha ricevuto diversi riconoscimenti per la sua capacita’ di mettere in dialogo storie locali e questioni globali come il colonialismo, le migrazioni, la crisi climatica e la giustizia sociale, intrecciando patrimonio e arte contemporanea. In questo contesto, l’arte offre nuove prospettive attraverso cui rileggere il territorio, mettere in discussione narrazioni consolidate e immaginare futuri diversi. Giulia Gregnanin è direttrice e curatrice d’arte contemporanea. Cresciuta a San Marino, ha studiato Storia dell’arte contemporanea all’Università IULM di Milano e frequentato CAMPO, il programma curatoriale della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Dal 2015 al 2019 ha lavorato come Editor per la rivista Flash Art e ha co-fondato a Milano Il Colorificio, spazio-progetto e piattaforma curatoriale che ha realizzato progetti con istituzioni quali Palazzo Grassi, MAXXI, Istituto Svizzero e Museo MA*GA. Nel 2021 ha fatto parte del board curatoriale di Mediterranea 19 – School of Waters a San Marino. Dal 2019 vive in Scozia, dove ha co-fondato a Glasgow Understate Projects, organizzazione dedicata a pratiche transfemministe. Dal 2022 dirige Timespan, museo e organizzazione culturale multidisciplinare nelle Highlands scozzesi, finalista dell’Art Fund Museum of the Year. La sua ricerca indaga come le pratiche anti-oppressive possano trasformare le istituzioni culturali, ripensando il museo come spazio di ricerca artistica, produzione collettiva e giustizia sociale.

Giovedì 27 agosto h 18: Elena Rossi, Il caso della Dubai Collection, Maria Vittoria Grassi Creare valore attraverso l’arte: l’art advisor Elena Rossi In questo incontro Elena ci presenterà “Il caso della Dubai Collection”. Una collezione i cui confini tra pubblico e privato sono sfumati, il cui obiettivo primario è rendere accessibile alla popolazione le opere presenti nelle collezioni private della città, per valorizzare, ed investire sulla migliore arte contemporanea del Medio Oriente, in grande crescita sia a livello culturale sia a livello di mercato dell’arte. Un approfondimento sulla regione del Golfo, sulle principali realtà culturali in essere, su alcuni dei principali artisti che la Dubai Collection custodisce e valorizza e che ritroviamo anche con diversi esempi anche nelle collezioni d’arte a San Marino. Elena Rossi, sammarinese, studia arte contemporanea tra Milano e Roma, e affianca i suoi studi collaborando con l’Archivio Performativo della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea della Repubblica di San Marino, prima di proseguire con la sua carriera a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, dove lavora per due anni per la Dubai Culture & Arts Authority, per cui gestirà la Dubai Collection. Da tre anni, Elena organizza da San Marino eventi e mostre sul territorio e all’estero, inerenti all’arte contemporanea del Medio Oriente e non solo.

Maria Vittoria Grassi L’Art Advisor nasce per colmare l’asimmetria informativa di un mercato strutturalmente opaco, aiutando il collezionista a leggere opere, prezzi e opportunità. Il suo lavoro non è solo consigliare acquisti, ma comprende ricerca, attribuzione, provenienza, conservazione, costruzione della collezione, accesso a relazioni e gestione del timing. L’advisor può quindi agire, in parte, come un asset allocator, ma l’analogia con la finanza si interrompe perché il valore dell’arte è anche estetico, culturale e identitario. Un buon advisor distingue il valore dalla narrazione, riduce gli errori e può persino frenare le bolle del mercato. Ma proprio perché opera in un sistema poco regolamentato e trasparente, ha anche un enorme potere di influenza. La domanda diventa quindi non solo quanto sia utile l’Art Advisor, ma quale responsabilità abbia nel determinare ciò che il mercato considera valore. Il vero rischio, forse, non è un mercato senza advisor, ma un mercato pieno di artisti straordinari guidato da advisor mediocri. Art Advisor con formazione in Finanza e Mercati Internazionali, Maria Vittoria Grassi integra analisi finanziaria e competenze storico-artistiche nella gestione delle collezioni d’arte. Conduce inoltre attività di ricerca e curatela per la Fondazione Archives Legales Amedeo Modigliani. lunedì 31 agosto h 18 con Elena Binotti, L’ultima avanguardia, Maria Virgina Rossi, Esperienze di ricerca, Roberta Miti, Raccontare l’archivio.

Elena Binotti Negli anni Sessanta, l’Arte Cinetica e Programmata rompe con la pittura tradizionale per trasformare l’opera d’arte in un dispositivo dinamico, luminoso e interattivo. Battezzata da Lea Vergine “L’Ultima Avanguardia”, questa stagione trova nella Repubblica di San Marino il suo palcoscenico ideale. Tra il 1963 e il 1967, le Biennali dirette da Giulio Carlo Argan trasformano il Titano nella capitale dell’avanguardia europea, portando in scena le creazioni di squadra dei Gruppi N e Zero, i chiodi di Günther Uecker, i teatri di luce di Otto Piene e le installazioni praticabili di Enzo Mari e Gianni Colombo. Un viaggio aneddotico per scoprire come giovani artisti rimpiazzarono il mito del genio solitario con il lavoro collettivo, usando la tecnologia per trasformare chi guarda da semplice spettatore a co-autore dell’opera. Con una formazione in Beni Culturali e Digital Humanities all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Elena Binotti esplora le intersezioni tra memoria storica, archivi e innovazione digitale. Ha mosso i primi passi direttamente sul campo alla Galleria Nazionale di San Marino, occupandosi delle visite guidate e della mediazione per la BJCEM in occasione della Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo. Oggi opera nel settore turistico curando gli osservatori regionali: attraverso mappe, interfacce e racconti visivi, traduce i dati del territorio in un linguaggio accessibile, costruendo un ponte tra il patrimonio culturale e la società contemporanea.

Maria Virginia Rossi L’intervento “Esperienze di Ricerca” propone una rilettura avvincente della storia culturale sammarinese dal secondo dopoguerra agli anni Settanta. Attraverso le sue tappe fondamentali, scopriremo come la Repubblica di San Marino e la Valmarecchia si siano trasformate in un’autentica “succursale estiva” dei più grandi centri d’arte italiani ed europei, ritagliandosi un ruolo di primo piano nel dibattito artistico dell’epoca grazie a manifestazioni di portata internazionale. Maria Virginia Rossi ha conseguito la laurea triennale in Progettazione e Gestione del turismo culturale all’Università degli Studi di Padova, per poi specializzarsi a Venezia con la laurea magistrale in Storia delle arti e conservazione dei beni artistici presso l’Università Ca’ Foscari. Attualmente è dottoranda al Dipartimento di Scienze Storiche dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, dove porta avanti il progetto di ricerca “Sperimentazione artistica alle Biennali del Titano. Un’analisi storica e culturale sul sistema dell’arte e sulla valorizzazione del contesto territoriale e sociale”. Parallelamente all’attività accademica, collabora all’organizzazione del San Marino International Arts Festival (SMIAF), contribuendo in prima persona a mantenere vivo il fermento culturale del territorio.

Roberta Miti A partire dal progetto di dottorato “Effimera – Oltre il tempo”, dedicato alla ricostruzione filologica e virtuale delle mostre effimere del secondo Novecento, l’incontro racconta un percorso di ricerca che nasce dal tentativo di restituire voce e spazio alle tracce di ciò che non è più visibile. Documenti d’archivio, spesso frammentari e dispersi, vengono messi in relazione e, attraverso le tecnologie, tornano a raccontare eventi espositivi ormai scomparsi, ricomponendone memorie, luoghi e relazioni. Raccontare l’archivio significa così riattivarne la memoria, trasformando le tracce del passato in una nuova esperienza di conoscenza. Il periodo di ricerca presso l’Archivio Performativo della Galleria Nazionale di San Marino diventa occasione per mettere questa esperienza in relazione con una modalità performativa di raccontare l’archivio: uno spazio vivo nel quale la memoria di eventi performativi e mostre effimere viene riattivata attraverso i documenti, le attività didattiche e nuove forme di racconto ed esperienza. Roberta Miti è dottoranda in Learning Sciences and Digital Technologies presso l’Università di Parma, con un background interdisciplinare che combina storia dell’arte, educazione museale e tecnologie digitali. Dopo un’esperienza professionale nel settore IT come web designer e programmatrice, ha orientato la propria ricerca verso l’applicazione delle tecnologie nell’educazione museale e nella comunicazione culturale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale in Didattica dell’arte e mediazione culturale del patrimonio artistico e ha maturato esperienze in contesti museali, archivistici e universitari, tra cui il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, l’Archivio Concetto Pozzati, l’USI – Università della Svizzera Italiana, ed ora sta svolgendo un periodo di ricerca presso l’Archivio Performativo della Galleria Nazionale di San Marino. Parallelamente all’attività accademica, è guida turistica abilitata dell’Emilia Romagna ed è coinvolta in progetti legati all’accessibilità e alla valorizzazione del patrimonio culturale.

INOLTRE L’ultimo laboratorio condotto da Rita Canarezza sul Silenzio, corpo e acquerello si terrà mercoledì 26 agosto ore 18. In allegato il POSTER di tutto il programma di incontri e laboratori “Ci vediamo in Galleria …“ “Ci vediamo in Galleria …” è un progetto collettivo messo a punto per restituire alla comunità le ricerche realizzate da studiose d’arte, tirocinanti e/o volontarie, artiste e operatrici culturali che hanno “abitato” l’Archivio Performativo della Galleria Nazionale in questi otto anni di apertura. “Ci vediamo in Galleria“ è un progetto pensato per commemorare il 18° anniversario dell’scrizione UNESCO – San Marino Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e per l’ 8° anniversario apertura della sede stabile della Galleria Nazionale San Marino.

C.s. – Istituti Culturali




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