L’attesa per il Question Time del Consiglio comunale di Frosinone, convocato per il prossimo 2 settembre, rappresenta soltanto l’anticipazione di una ripresa politica autunnale decisamente complessa. Per la seduta ordinaria dell’assise, infatti, bisognerà attendere almeno altri 10-15 giorni: un margine indispensabile per consentire alle forze di maggioranza di verificare se esista davvero un’intesa sull’elezione del nuovo Presidente del Consiglio e dei membri dell’Ufficio di Presidenza.
Il problema di fondo è che le forze della coalizione a sostegno del sindaco Riccardo Mastrangeli appaiono al momento assorte ad osservare a distanza i risvolti politici delle ferie del vicesindaco Antonio Scaccia. Quest’ultimo sta trascorrendo un periodo di riposo in Sardegna dove, secondo indiscrezioni, sarebbe ospite del generale Roberto Vannacci. Le acque cristalline dell’isola farebbero da sfondo a una vera e propria full immersion sul futuro movimento/progetto di “Futuro Nazionale”, valutato in chiave regionale, provinciale e con ricadute dirette sul capoluogo ciociaro.
Prime due settimane di settembre per trovare il nome che aggrega
In città si attende quindi il rientro del numero due dell’amministrazione Mastrangeli, previsto per il 4 settembre. Nel frattempo, l’elezione del Presidente dell’aula resta un vero rebus: aggregate le cifre necessarie, l’impresa appare difficilmente realizzabile sia per il vicepresidente facente funzioni Marco Ferrara, sia per il candidato alla presidenza espresso dalla Lista Ottaviani, l’avvocato Gianpiero Fabrizi. Con la seduta ordinaria vincolata ad avere al primo punto all’ordine del giorno l’elezione del Presidente, lo scenario è obbligato: o spunterà un terzo nome a sorpresa, oppure si andrà incontro all’ennesima serie di fumate nere.
Il nodo politico appare sempre più impietosamente evidente: una maggioranza che non riesce a svolgere un compito basilare come accordarsi su un nome di sintesi per la Presidenza dell’aula, può ancora definirsi a tutti gli effetti una maggioranza?
Al “caos calmo” della maggioranza fa da contraltare un “caos mosso” nel campo dell’opposizione di centrosinistra.
Il “caos mosso” del centrosinistra: la spinta socialista e lo stallo Dem
Resta in campo la candidatura socialista di Vincenzo Iacovissi, fortemente sostenuta da Gian Franco Schietroma, segretario del PSI Lazio. Schietroma aveva preso atto già in tempi non sospetti della situazione di forte confusione interna al Partito Democratico (stasi che perdura tuttora) e lo ha ribadito a più riprese ai colleghi del centrosinistra regionale. Si può semplificare e banalizzare il ragionamento politico così: fosse stato per lui, avrebbe volentieri atteso i tempi e le decisioni dei Dem, se non fosse stato evidente fin da subito che il PD si sarebbe “incartato” da solo in un tempo indefinito.
L’altro grande fronte di tensione riguarda le manovre ad ampio raggio in vista delle amministrative del 2027. Nelle scorse settimane l’ex sindaco Michele Marini, leader della “Lista Marini” — formazione civica ad oggi non collocabile né da una parte né dall’altra dello schieramento politico —, ha avuto colloqui sia con il segretario socialista Schietroma, sia con il presidente del PD Lazio, Francesco De Angelis.
L’attenzione per Michele Marini e la sua lista ed i malumori dem
Marini ha chiarito di non aver intenzione di candidarsi personalmente alla carica di sindaco alla prossima tornata. Tuttavia, la sua lista civica sarà certamente della partita nel 2027, e quel bacino di voti fa gola a molti.
Il “colloquio” esplorativo condotto dai vertici del PSI e del PD ha però scatenato clamore e forti malumori, soprattutto all’interno del PD locale: la mossa di De Angelis è stata percepita come poco garbata nei confronti del segretario cittadino del PD, Stefano Pizzutelli, di fatto scavalcato nelle consultazioni territoriali.
Nel capoluogo, il PD appare ancora una volta diviso tra strategie di vertice sovracomunali e la linea politica della dirigenza cittadina. Di fronte al montare delle tensioni interne e alle speculazioni scaturite dai recenti incontri, il presidente del PD Lazio, Francesco De Angelis, ha diffuso una nota per spegnere i fuochi e ribadire la linea ufficiale:
“Non si trasformino normali occasioni di confronto politico in qualcosa di diverso”
“Nessuno ha candidato nessuno. Credo sia importante dirlo con chiarezza, evitando di trasformare normali occasioni di confronto politico in qualcosa di diverso. Il Partito Democratico di Frosinone, attraverso il suo circolo, ha messo a disposizione della coalizione la candidatura di Angelo Pizzutelli. È una proposta autorevole, sulla quale ora sarà la coalizione, nel suo insieme, a confrontarsi e a decidere. Gli incontri fanno parte della politica e del dialogo tra persone che condividono un percorso e una prospettiva per la città”.
“Ne faccio tanti e in questo senso è stato certamente utile anche il confronto con Michele Marini, che considero un pezzo importante della coalizione e una risorsa per il centrosinistra. Ma una cena resta un’occasione di confronto: le candidature si costruiscono e si decidono nelle sedi politiche, attraverso un percorso condiviso. Ed è esattamente quello che stiamo facendo”.
Sullo sfondo rimane l’opzione avanzata da area dem per tentare di ricomporre l’unità: le primarie di coalizione. Si tratta tuttavia di una strada in salita. Difficilmente il PSI accetterà questo passaggio, forte della lealtà garantita agli alleati su tutti gli altri tavoli: dal supporto alle regionali a quello per il Campidoglio a sostegno di Roberto Gualtieri, fino agli altri comuni al voto. A Frosinone, Gian Franco Schietroma ha mosso per primo piazzando la candidatura di Vincenzo Iacovissi, pretendendo dagli alleati un allineamento politico senza ulteriori rinvii.
Il segretario PSI Schietroma non cede e presidia i tavoli di coalizione regionali
In questo quadro prende corpo una terza via: il passo indietro dei partiti tradizionali in favore della società civile. Di fronte all’incapacità di sbrogliare la matassa tra le ambizioni socialiste e la proposta dem, l’azzeramento dei nomi di partito permetterebbe di individuare una figura civica terza, capace di unire l’intero schieramento in chiave anti-Mastrangeli. È la prospettiva nell’ambito della quale si sarebbe parlato non poco anche di Anselmo Pizzutelli.

Mentre le segreterie si logorano su veti incrociati, cene di confronto e formule geometriche di alleanza, il grande assente del dibattito resta il programma: nessun confronto di merito sui progetti strategici o sull’idea di capoluogo che le opposizioni intendono offrire ai cittadini di Frosinone. Poi ci si lamenta pure se le persone passano alla larga dei seggi.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Stefano Di Scanno
Source link

