In 24 ore5 vittime sul lavoro e il caldo killer non aiuta


di Wladymiro Wysocki (*)

Una vera e propria estate di fuoco, in Italia, nella sicurezza sul lavoro macchiata da una lunga scia di sangue con 5 vittime in ventiquattro ore.

Cantieri, agricoltura, logistica e trasporti, manifatturiero, impiantistica, sono i settori del triste primato di queste ore definite bollettino di guerra tra infortuni gravissimi e con esito mortale

A peggiorare un quadro strutturalmente critico si è aggiunto l’elemento climatico, con temperature estreme oltre i limiti di accettabilità e vivibilità che riaprono con urgenza il dibattito sul rischio da stress termico nei luoghi di lavoro.

Un dibattito che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ancia l’allarme e convoca una riunione di urgenza – per conto del direttore regionale per l’Europa – Hans Henri P. Kluge – per il 6 luglio per cercare di capire come si può fronteggiare nell’immediatezza questa urgenza europea.

Kluge dichiara che “L’Europa si sta riscaldando a una velocità più che doppia rispetto alla media globale. Le ondate di calore non sono più eventi eccezionali e isolati. Sono crisi ricorrenti che stanno diventando più frequenti, più intense e più prolungate. Ogni estate in cui non ci prepariamo adeguatamente è un’estate che paghiamo in termini di vite umane”.

Tuttavia, aggiunge, “c’è un aspetto che mi rassicura: la prevenzione funziona: lo sappiamo perché possiamo misurarne gli effetti. Le stime indicano che, nel 2023, i decessi legati al caldo in Europa sarebbero stati circa l’80% più numerosi senza le misure di adattamento già in atto. Per le persone di età pari o superiore a 80 anni, il numero dei decessi avrebbe potuto essere doppio”. Secondo Kluge, “piani d’azione per la salute legati al caldo, sistemi di allerta precoce, spazi refrigerati, interventi di assistenza alle persone vulnerabili non sono meri esercizi burocratici. Queste misure stanno salvando vite proprio ora; dobbiamo potenziarle – ha concluso – e diffonderle in tutta la Regione europea”.

In Italia intanto in 24 ore la scia di sangue è stata impressionante.

Il 26 giugno, presso il polo logistico della BRT (Bartolini) di Settimo Torinese, in via Niccolò Paganini, ha perso la vita Antonio Gala, corriere di 64 anni. L’uomo ha perso la vita a causa dello schiacciamento da un mezzo pesante in movimento nel piazzale dello stabilimento durante le ore pomeridiane.

Nello stesso tragico pomeriggio a poche ore di distanza, il Veneto è stato teatro di un’altra morte sul lavoro. In una cava di marmo a Grezzana (Verona), Attilio Cipriani, un operaio di 52 anni è rimasto schiacciato dal crollo improvviso di una lastra di marmo staccatasi da una volta. A scoprire il corpo senza vita è stato il figlio della vittima, che lavorava all’interno dello stesso sito estrattivo.

A questa scia si aggiunge il fattore caldo, il killer di questi giorni tanto da allarmare il Ministero della Salute e Sanità.

Il termometro continua a sfiorare e superare con frequenza costante i 38°C in molte aree della Pianura Padana, l’esposizione prolungata al calore, all’afa sono diventati un fattore di rischio letale, specialmente in agricoltura.

Il pomeriggio del 29 giugno, a Borgocarbonara (Mantova), il bracciante agricolo di 55 anni Thahar El Haddad, di nazionalità marocchina e regolare dipendente di un’azienda agricola locale, si è accasciato al suolo privo di sensi mentre era impegnato nella raccolta delle angurie nei campi di Magnacavallo. Inutile il tempestivo intervento dell’elisoccorso da Parma, i tentativi di rianimazione sono risultati purtroppo vani: l’ipotesi principale, sul quale si sta indagando. resta il colpo di calore fulminante causato dalle temperature torride abbinate all’alto tasso di umidità.

Nelle stesse ore, un malore è stato fatale legato anche alle elevate temperature per Tiziano Fabrizi, 64 anni, che perde la vita nelle quotidiane attività di servizio all’interno di una struttura alberghiera – Hotel Salus – ad Abano Terme.

L’elenco degli incidenti non si ferma alle vittime fatali. Il comparto dell’energia e delle manutenzioni tecnologiche ha registrato un gravissimo infortunio a San Quirico di Trecasali (Parma), dove un operaio di 26 anni circa è rimasto folgorato mentre effettuava interventi di manutenzione e installazione su un trasformatore collegato a un impianto fotovoltaico. Il giovane ha riportato ustioni profonde su oltre il 40% del corpo ed è attualmente ricoverato in terapia intensiva.

Segue il Vicentino, dove un’esplosione seguita da un incendio in un’officina meccanica, Bertocco Service, ad Altavilla Vicentina ha investito due meccanici di circa 30 anni, provocando gravi ustioni e il ricovero d’urgenza. Nel Sud Italia, i riflettori della prevenzione si riaccendono sulla sicurezza portuale: al Porto di Napoli, un camionista è rimasto gravemente ferito a causa del trauma da schiacciamento subito durante le delicate fasi di movimentazione e stoccaggio di un container sul molo.

Questa sequenza di eventi ripropone la necessità di un’applicazione rigorosa del D.Lgs. 81/08 e smi, definito Testo Unico della Sicurezza, sotto diversi aspetti ad ampio raggio.

Dalla formazione e addestramento, dalle attrezzature e dispositivi di protezione individuale idonei (DPI), alla valutazione dei rischi e pericoli specifici nelle singole mansioni, fino alla urgente e necessaria rimodulazione degli orari di lavoro al fine di evitare l’esposizione dei lavoratori alle ore più calde della giornata.

Una sicurezza sul lavoro che necessità di ancora tante, troppe, attenzioni con vigilanza attenta e presente sull’intero territorio nazionale con una sensibilizzazione alla cultura della sicurezza che ad oggi è decisamente lontana a quanto ci si auspica nelle tante indignazioni sindacali e dichiarazioni istituzionali.

La strada della prevenzione è ancora molto lunga

(*) Giornalista

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