Iniziare l’università in una nuova città è un’avventura straordinaria, piena di sogni e di grandi aspettative. Eppure, per moltissimi ragazzi, il primo vero esame non si tiene in un’aula universitaria: si affronta molto prima, cercando una stanza in affitto.
Nonostante i piani di investimento del PNRR per ampliare l’offerta di alloggi pubblici, la realtà di oggi – come ricostruisce Skuola.net – è che la grandissima parte degli studenti deve ancora affidarsi totalmente al mercato privato delle locazioni. E qui, purtroppo, le sorprese non sempre sono piacevoli. Una camera singola costa oggi in media 575 euro al mese, con picchi che nelle metropoli più gettonate arrivano facilmente a toccare i 1.000 euro mensili; persino nei centri più piccoli e isolati, la richiesta si sta pericolosamente avvicinando alla soglia dei 500 euro.
Il rompicapo del tetto: perché trovare un letto è così difficile?
Il motivo è sotto gli occhi di tutti: la domanda è immensa e l’offerta fatica a tenere il passo. I posti letto a prezzi calmierati all’interno degli studentati pubblici sono ancora troppo pochi. Se facciamo un piccolo salto indietro nel tempo, prima dell’avvio del PNRR i posti disponibili in Italia erano appena 40.000; l’obiettivo finale è certamente ambizioso: arrivare a quota 120.000.
Al momento, secondo le elaborazioni di Cushman&Wakefield citate da Skuola.net, sono operativi circa 80.000 posti letto (considerando sia le strutture private sia quelle convenzionate), a cui dovrebbero aggiungersi altri 30.000 posti entro il 2027. Sembrano numeri importanti, vero? Eppure, basta confrontarli con le reali necessità per accorgersi che la coperta è ancora cortissima: ogni anno gli immatricolati fuori regione sono circa 400.000 (inclusi gli “escursionisti esteri”). Se a questi sommiamo anche gli studenti che si spostano fuori provincia, la platea totale sfiora quasi 650.000 giovani. Chi non riesce a trovare posto nelle strutture pubbliche deve per forza esplorare il mercato privato, dove spesso la camera singola è un miraggio e l’unica alternativa percorribile diventa condividere la stanza con altri compagni di viaggio.
Un sospiro di sollievo (ma solo apparente)
In questo scenario così complesso, l’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights – analizzato da Skuola.net – regala un piccolo sospiro di sollievo: a livello nazionale si registra infatti una flessione media del 6,2% sui canoni delle stanze singole. Attenzione, però: questo calo (che ha assestato la media nazionale a 575 euro al mese) non è figlio di un aumento improvviso degli appartamenti disponibili, ma di un netto calo della domanda, con i contatti per gli annunci scesi di quasi il 22% rispetto allo scorso anno.
Per gli esperti si tratta di un naturale riassestamento del mercato; dopotutto, veniamo da anni di rincari continui e spesso insostenibili, soprattutto in quelle città dotate di mega atenei dove i costi delle stanze singole erano cresciuti di circa il 50% in appena un quinquennio.
La mappa dei costi: Milano regina, il Sud oasi di convenienza
Dietro i dati medi nazionali si nasconde, come sempre, un’Italia a più velocità. Milano si conferma la città più cara del Paese: per una singola si spendono in media 704 euro al mese, nonostante una leggera flessione del 3,8% nell’ultimo anno. Se poi ci si sposta verso il cuore della città, i prezzi diventano vertiginosi: si passa dagli 823 euro del Centro ai 812 euro di Porta Romana-Cadore-Montenero, fino agli 807 euro della zona Garibaldi-Moscova-Porta Nuova. Persino la zona milanese più economica – Ponte Lambro-Santa Giulia – richiede comunque un budget mensile di 571 euro.
Subito dietro la Madonnina troviamo Firenze, medaglia d’argento con una media di 627 euro al mese (+3,3%). Al terzo posto si piazza Roma con 615 euro (+7%), mentre Bologna perde un paio di posizioni e scende al quarto posto con 585 euro al mese, grazie a un calo piuttosto marcato del 7,5% in dodici mesi.
Dall’altro lato della bilancia, la convenienza si concentra nel Mezzogiorno: la città universitaria più economica è Chieti con una media di 240 euro al mese, seguita da Catanzaro a 251 euro e Foggia a 259 euro. Una distanza territoriale profonda, che taglia idealmente in due la penisola.
Le sorprese del mercato: dove i prezzi continuano a salire
Mentre le grandi metropoli storiche sembrano avviate verso una fase di stabilizzazione, la febbre degli aumenti ha contagiato città di medie dimensioni che un tempo erano considerate molto accessibili. Il caso più sorprendente è indubbiamente quello di Pescara, dove i canoni delle singole hanno registrato un balzo del 28,6%, portando il costo medio a 388 euro al mese. E la città abruzzese non è l’unica a correre a ritmo accelerato:
- Trieste cresce del 16,7% (369 euro al mese);
- Palermo sale del 13,6% (315 euro al mese);
- Bari segna un +12,2% (426 euro al mese).
Anche Genova si sta rivelando un mercato estremamente vitale: qui i prezzi salgono a 408 euro (+11,9%) nonostante un aumento dell’offerta di camere del 44,5%. Una richiesta forte e dinamica, insomma, che assorbe con facilità ogni nuova sistemazione. Rincari significativi toccano anche Pisa (+10,7%, a 364 euro), Pavia (+10,2%, a 400 euro) e Bergamo, che sale al quinto posto nella classifica nazionale con una media di 504 euro al mese (+8,3%).
Il termometro di Roma e il lusso delle stanze “premium”
Se vogliamo osservare da vicino le contraddizioni e le mille sfumature di questo mondo, la Capitale è lo specchio ideale. Secondo i dati raccolti da SoloAffitti per Fanpage.it e ripresi da Skuola.net, la situazione romana è un mosaico molto variegato, che cambia profondamente a seconda del quartiere e dell’università scelta.
Nelle storiche aree universitarie vicine alla Sapienza (come San Lorenzo, Piazza Bologna o Castro Pretorio) una camera singola standard oscilla tra i 500 e i 700 euro al mese. Cifre molto simili si registrano intorno alle sedi di Roma Tre (in particolare tra Garbatella e Marconi), dove si viaggia tra i 500 e i 650 euro. La periferia offre un piccolo riparo per i budget più contenuti: vicino a Tor Vergata si può partire da 350 euro, anche se gli appartamenti rifiniti meglio possono salire fino a 600 euro.
La musica cambia radicalmente vicino agli atenei privati. Nei pressi della Luiss (tra Trieste, Salario e il quartiere Africano) i prezzi si assestano stabilmente tra i 600 e i 750 euro, con punte di 800 euro nel cuore dei Parioli; richieste del tutto simili a quelle registrate vicino alla Lumsa, tra Prati e Piazza Mazzini.
La vera novità dell’ultimo periodo è però la nascita delle stanze “premium”: appartamenti completamente ristrutturati, moderni, curati nei minimi dettagli e vicinissimi alle aule universitarie. In questa nicchia esclusiva, i prezzi salgono a livelli straordinari: una singola premium vicino alla Sapienza oscilla tra gli 800 e i 900 euro, sale a 950 euro vicino alla Lumsa e tocca il record assoluto di 1.000 euro al mese per una sola stanza nei pressi della Luiss.
A rendere il quadro ancora più complesso concorrono due dinamiche collegate: da una parte, la riconversione di ex strutture ricettive turistiche in alloggi per studenti (dove alcune camere doppie vengono proposte a cifre tra i 1.200 e i 1.500 euro al mese); dall’altra, lo sviluppo di studentati privati di lusso dotati di palestre, mense e lavanderie all-inclusive, che finiscono per fare da traino e spingere verso l’alto i canoni dell’intero quartiere.
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Giuseppina Bonadies
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