PAC-MAN, GAVEGLIA RICORRE IN CASSAZIONE


Armi, esplosivi e droga: uno degli imputati nel processo “Pac-Man” ricorre in Cassazione contro la misura cautelare

Si celebrerà il prossimo 3 novembre, dinanzi alla Corte di Cassazione, il ricorso presentato dal 36enne ex buttafuori di Latina, Alan Gaveglia, accusato di essere il custode delle armi del gruppo guidato dal 37enne Francesco D’Antonio. Gaveglia, nel frattempo, è stato rinviato a giudizio insieme ad altre quindici persone proprio per l’operazione “Pac-Mac”, nel cui processo, che inizierà il prossimo 12 novembre, vengono contestati diversi capi d’imputazione tra spaccio di droga, estorsione e armi. Tra gli imputati, il sunnominato Francesco D’Antonio, che si è affidato ad un avvocato specializzato nell’assistenza ai collaboratori di giustizia, e altri personaggi della malavita locale, tra cui Antonio Mazzucco detto “Tulò”.

Leggi anche:
“PAC-MAN”: DROGA, ARMI, ORDIGNI E ESTORSIONI. RINVIATI A GIUDIZIO IN SEDICI. D’ANTONIO DIFESO DALL’AVVOCATO DEI COLLABORATORI DI GIUSTIZIA

Lo scorso 1 giugno, dopo gli arresti del 12 amggio, il Riesame di Roma si è pronunciato sul ricorso presentato dall’avvocato difensore Marco Nardecchia per conto di Gaveglia.

Il 36enne, nell’ambito dell’operazione Pac-Man, deve rispondere di detenzione abusiva di armi in concorso con Francesco D’Antonio, Alex Iannaccone, Lorenzo Maddaloni e Luca Tonini. Nella loro disponibilità una vera e propria santabarbara: quattro pistole semiautomatiche, una pistola da tiro, due a tamburo, 10 colpi di fucile, due sacchetti con colpi inesplosi, 35 colpi di pistola calibro 22 in una scatola, un silenziatore, tre ordigni esplosivi oltreché a un ordigno ad altissima potenzialità distruttiva, vale a dire il famigerato tritolo trovato tra il 5 gennaio scorso all’interno dell’appartamento di San Felice Circeo riconducibile a Francesco D’Antonio.

A Gaveglia è contestata anche la ricettazione con gli altri del gruppo D’Antonio per avere acquistato o ottenuto due armi clandestine: una pistola semiautomatica d marca Umega e una pistola semiautomatica e modificata con calibro 9. Peraltro, a febbraio scorso, Gaveglia era stato già arrestato dalla Squadra Mobile per detenzione di armi. Tra il materiale sequestrato figurano, in particolare, un mini-revolver calibro 22 privo di matricola e segni identificativi, una rivoltella datata anch’essa priva di punzonature, numerose cartucce di diversi calibri, parti meccaniche di armi e ulteriori oggetti ritenuti di interesse investigativo. Trovato anche un fucile, simil lupara.

Per le accuse contenute nell’ordinanza “Pac Man”, il Riesame si è espresso, confermando il carcere per il 36enne, solo per un’arma da sparo, annullando la medesima ordinanza per tutte le altri armi e bombe e la ricettazione.

Ora, l’avvocato difensore Nardecchia, insieme al collega Alessandro Farau, chiedono l’annullamento dell’ordinanza del Riesame che ha confermato il carcere per Gaveglia, impugnando sia i gravi indizi di colpevolezza per la pistola che le esigenze cautelari.

Secondo la Procura di Latina, che ha coordinato le attività degli investigatori della Squadra Mobile , il sodalizio criminale gestiva un intenso traffico di hashish, cocaina e crack, attività da cui traeva la principale fonte di reddito, imponendosi sul territorio anche attraverso l’uso di armi e metodi intimidatori. Dopo alcuni sequestri effettuati dalla polizia, sarebbero state messe in atto estorsioni e minacce nei confronti di amici e familiari di uno degli arrestati per recuperare il denaro perso. 

Agli imputati sono contestati, a vario titolo, reati di estorsione, traffico e spaccio di droga, detenzione illegale di armi ed esplosivi, ricettazione, evasione e incendi intimidatori. A finire in carcere il nome piuttosto noto della malavita pontina il 37enne Francesco D’Antonio, condannato in concorso per l’omicidio di Matteo Vaccaro. L’inchiesta “Pac Man” era partita dopo l’arresto, nel settembre 2025, di due giovani trovati con un ingente quantitativo di hashish nei pressi delle “Case Arlecchino”, dove poco prima era stato incendiato il portone di un condominio: ad essere arrestati un 18enne e un 25enne con una ragazza al seguito. Si era nel pieno della stagione delle bombe dove si affrontavano la fazione degli Spinelli contro quella, molto probabilmente, facente riferimento a D’Antonio, sebbene negli arresti di ieri, 12 maggio, non vi è menzione a nessuno degli episodi “bombaroli” che sono andati avanti a Latina almeno fino a dicembre scorso.

Leggi anche:
1 CHILO DI HASHISH NEL SUV: 2 ANNI E 5 MESI PER IL 18ENNE DI LATINA FERMATO ALLE “ARLECCHINO”

L’operazione è stata eseguito il 12 maggio dalla Polizia di Stato di Latina, con il supporto di personale delle Squadre Mobili di Roma, Napoli, Caserta, L’Aquila, Frosinone, Rieti, Viterbo, Isernia e Benevento, dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unità cinofile e del Reparto Volo.

Determinante nello sviluppo delle indagini il sequestro eseguito dagli investigatori della Squadra Mobile nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2026 in un appartamento a San Felice Circeo, dove gli agenti hanno rinvenuto un arsenale composto da 7 pistole, un silenziatore, centinaia di munizioni e 4 ordigni esplosivi, uno dei quali contenente oltre 250 grammi di tritolo. Dalle intercettazioni sarebbe emersa anche la pianificazione di attentati e azioni dimostrative legate alla cosiddetta “guerra criminale” nel territorio pontino. 

Le indagini hanno inoltre documentato una rete di spaccio attiva h24 tra Latina, zona Q5 e Borgo Piave, anche con consegne a domicilio. In un’occasione sono stati sequestrati oltre un chilo di cocaina e circa 2,7 chili di hashish nascosti in un container vicino all’abitazione di un altro referente del gruppo. 

Tra gli episodi contestati figurano anche incendi di autovetture avvenuti a Latina nei quartieri Q4 e Villaggio Trieste nel marzo 2026, ritenuti azioni intimidatorie per il recupero di crediti legati alla droga. 

Leggi anche:
16 ARRESTI A LATINA: IL “BACIO DI BUSCETTA”, IL TRITOLO DEL CIRCEO E GLI INCENDI PER I DEBITI DI DROGA




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Redazione

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.