I costi reali della climatizzazione estiva


condizionatore aria
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Si pensa erroneamente che rinfrescare la casa con il condizionatore abbia un costo fisso: un recente studio dimostra in realtà che anche un solo grado centigrado in meno fa aumentare i costi in bolletta

L’estate è ormai entrata nel vivo e le ondate di calore spingono oltre una famiglia italiana su due (il 56%, secondo i dati Istat) ad accendere il condizionatore per trovare sollievo.

L’Italia è il Paese in Europa con la maggior diffusione di condizionatori. Ma qual è il vero impatto di questa abitudine sulle nostre tasche e sull’ambiente?

Il condizionatore, infatti, dopo lo scaldabagno elettrico e l’asciugatrice, è l’elettrodomestico che consuma di più, mediamente, in un’abitazione.

Spesso si pensa che rinfrescare la casa sia una spesa fissa, ma un recente studio, realizzato da Papernest – piattaforma specializzata nella gestione delle utenze e dei contratti luce e gas – basato sulle tariffe energetiche tutelate da Arera relative al secondo trimestre 2026 (0,158 €/kWh), dimostra che anche un solo grado può fare la differenza.

La ricerca ha preso come riferimento una stagione estiva standard di 93 giorni, ipotizzando un utilizzo medio del condizionatore di 6 ore al giorno, con una temperatura esterna di 33°C e un livello di comfort interno ideale impostato a 26°C.

I risultati evidenziano come la combinazione tra le dimensioni dell’abitazione e l’efficienza energetica della tecnologia utilizzata determini variazioni di spesa sorprendenti.

Il peso dei gradi sul termostato

Impostare il condizionatore a temperature molto basse non è solo sconsigliato per la salute, ma pesa in modo lineare e cumulativo sul portafoglio.

Il modello matematico, su cui si basa la ricerca, evidenzia che ogni singolo grado impostato al di sotto della soglia raccomandata dei 26°C comporta un costo fisso aggiuntivo per tutta la stagione.

Com’è noto, dagli anni Novanta sono state introdotte, poi successivamente aggiornate, le categorie energetiche sugli elettrodomestici su una scala che va da A (massima efficienza energetica) a G (scarsa efficienza energetica).

In un monolocale da 45 metri quadri, con un impianto moderno ad altissima efficienza (classe A+++), scendere a 25°C costa appena 0,88 euro in più a stagione.

Lo stesso gesto, compiuto però all’interno di una villa da 140 metri quadri, dotata di un vecchio climatizzatore in classe G, comporta un rincaro stagionale di ben 14,59 euro per ogni grado in meno.

La relazione è talmente proporzionale che abbassare drasticamente il termostato da 26°C a 20°C per l’intera estate può far lievitare la spesa energetica di oltre 87 euro nello scenario immobiliare più grande e meno efficiente (passando da circa 213 euro a ben 301 euro stagionali).

Capire l’efficienza energetica: che cos’è il Seer?

Per comprendere come l’efficienza energetica possa tagliare i consumi del 71,8% a parità di freddo erogato, è necessario guardare un parametro fondamentale presente sull’etichetta energetica di condizionatori e pompe di calore: il Seasonal Energy Efficiency Ratio (Serr, Rapporto di Efficienza Energetica Stagionale).

Solitamente è indicato con un’icona raffigurante una ventola di colore blu applicata direttamente sull’apparecchio, oppure è riportato sul manuale di istruzioni.

Il Seer è un numero che indica quanta energia termica (il fresco) l’apparecchio riesce a immettere in casa per ogni singolo chilowattora (kWh) di energia elettrica consumata.

A differenza dei vecchi indici fissi, il Seer è stagionale, perché calcola questo rendimento simulando le reali oscillazioni delle temperature esterne lungo tutta l’estate. Più questo valore è alto, meno l’apparecchio fatica e meno elettricità richiede per funzionare.

Nel report di Papernest, il divario tecnologico è netto: un condizionatore obsoleto di classe G ha un Seer di appena 2,4. Significa che per ogni kWh elettrico prelevato dalla rete, restituisce solo 2,4 kWh di freddo.

Al contrario, un climatizzatore di classe A+++ vanta un Seer di 8,5. Questo modello d’avanguardia genera ben 8,5 kWh di fresco con lo stesso identico consumo elettrico unitario.

Il paradosso energetico: la tecnologia batte la superficie

Un altro dato emblematico emerso dall’analisi riguarda il confronto diretto tra le diverse classi energetiche. A parità di freddo generato, un dispositivo di classe A+++ riduce i consumi elettrici del 71,8% rispetto a un modello di classe G.

Questo divario tecnologico genera un vero e proprio paradosso immobiliare: una casa grande ma efficiente dal punto di vista energetico finisce per costare molto meno di una piccola abitazione con impianti obsoleti.

Più precisamente, un appartamento di 90 metri quadri equipaggiato con un condizionatore in classe A+++ spende circa 33,40 euro a stagione. Al contrario, un monolocale ampio la metà (45 metri quadri) ma vincolato a un impianto in classe G arriva a richiedere una spesa di 53,21 euro per gli stessi giorni di utilizzo.

Il divario si fa ancora più netto confrontando l’appartamento da 90 metri quadri in classe G (118,28 euro) con una villa da 140 metri quadri in classe A+++, la quale richiede appena 60,31 euro a stagione, spendendo di fatto quasi la metà pur dovendo rinfrescare 50 metri quadri in più.

5 buone pratiche per un’estate sostenibile

I dati confermano che le scelte tecnologiche e le abitudini quotidiane hanno un impatto diretto sulla transizione ecologica e sull’economia domestica.

Per mitigare le spese e tagliare le emissioni senza rinunciare al benessere in casa, gli esperti suggeriscono cinque semplici azioni di buon senso:

  1. mantenere i 26°C come temperatura di riferimento costante per ridurre il salto termico con l’esterno
  2. utilizzare schermature solari (tende, persiane o tapparelle) durante le ore di punta per bloccare l’irraggiamento diretto ed evitare il surriscaldamento delle pareti
  3. sfruttare la ventilazione naturale nelle ore notturne per rinfrescare gli ambienti a costo zero
  4. pulire accuratamente i filtri prima dell’inizio della stagione per garantire il corretto flusso d’aria e la massima igiene
  5. pianificare la sostituzione dei vecchi motori con modelli ad alta efficienza energetica, un investimento che si ripaga ampiamente nel corso delle stagioni estive

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Andrea InnocentiAndrea InnocentiAndrea Innocenti: da tempo si interessa di energia e sostenibilità, prima come Ceo di un’azienda reseller di luce e gas, oggi come consulente e docente. Bocconiano con Mba a Edimburgo, cresce all’interno di due multinazionali della consulenza di direzione. Crede nelle energie rinnovabili, quale leva per combattere il cambiamento climatico, e segue la realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, oltre a tenere corsi sulla sostenibilità nelle scuole | Linkedin




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 Andrea Innocenti

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