il V12 entra nell’era elettrica



Lamborghini porta la sigla Super Veloce nell’era ibrida con la Revuelto SV da 1.065 CV, prodotta in soli 1.963 esemplari.

Lamborghini trasferisce la filosofia Super Veloce nell’era dell’elettrificazione con la nuova Revuelto SV, modello prodotto in 1.963 esemplari che combina il motore V12 aspirato con un sistema ibrido per una potenza complessiva di 1.065 CV e 1.425 Nm. Presentata alla Monterey Car Week 2026, è la prima SV elettrificata della storia del marchio e rappresenta soprattutto un nuovo passaggio nella trasformazione industriale avviata a Sant’Agata Bolognese, dove Lamborghini ha ormai convertito l’intera gamma alla tecnologia ibrida.

Il dato più significativo non è quindi soltanto prestazionale. La Revuelto SV mostra come anche le serie a bassi volumi e ad alto valore aggiunto stiano diventando parte integrante della transizione tecnologica delle supersportive. Elettrificazione, alleggerimento, aerodinamica, gestione elettronica e componentistica derivata dal motorsportdevono oggi convivere in un prodotto che continua a essere costruito attorno al V12 ma richiede sistemi industriali e competenze molto più articolati rispetto alle generazioni precedenti.

Revuelto SV, l’ibrido entra nelle serie più esclusive Lamborghini

La nuova Revuelto SV utilizza come base l’architettura elettrificata della Revuelto, prima Lamborghini V12 HPEV, ma la porta verso una configurazione più estrema. Oltre ai 1.065 CV, Lamborghini dichiara una coppia complessiva di 1.425 Nm, insieme a un’aerodinamica ottimizzata, un assetto specifico, interventi di alleggerimento, un nuovo impianto frenante e una modalità di guida denominata Pilota.

Per il costruttore emiliano, la sfida industriale consiste nel preservare il carattere del motore aspirato aumentando nello stesso tempo il peso tecnologico dell’auto. Una supersportiva ibrida richiede infatti l’integrazione di motore termico, propulsione elettrica, batteria, elettronica di potenza e software di controllo, oltre alla gestione termica dei diversi sistemi.

La produzione limitata a 1.963 unità mantiene la Revuelto SV all’interno della logica delle serie esclusive ad alto margine, strategicamente importanti per un costruttore che opera su volumi molto inferiori rispetto ai gruppi automobilistici generalisti. Lamborghini non ha indicato, nel materiale diffuso, nuovi investimenti specificamente collegati alla SV né variazioni della capacità produttiva dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese.

Il modello si inserisce però in una gamma ormai completamente ibrida, composta dalla Revuelto V12, dalla Urus SE plug-in hybrid e dalla Temerario HPEV V8. Questo significa che la trasformazione riguarda progressivamente l’intera struttura produttiva, la componentistica e le competenze necessarie lungo la supply chain.

Da Miura a Revuelto: come cambia l’industria delle V12

La storia delle Super Veloce permette anche di misurare quanto sia cambiato il contenuto tecnologico delle supersportive Lamborghini in 55 anni.

La prima Miura SV, presentata nel 1971, disponeva di un V12 da 385 CV, raggiungeva oltre 290 km/h ed era stata costruita in appena 150 esemplari. La ricetta industriale era relativamente semplice rispetto a quella attuale: più potenza, miglioramenti al telaio e al raffreddamento e una messa a punto finalizzata alla stabilità.

Con la Diablo SV del 1995, Lamborghini lavorò soprattutto su riduzione del peso e prestazioni. La vettura utilizzava un V12 di 5,7 litri da 510 CV ed era alleggerita di circa 40 kg, con modifiche a prese d’aria, sospensioni, freni e aerodinamica.

Nel 2009 la Murciélago LP 670-4 SV alzò ulteriormente il livello tecnico: V12 6,5 litri da 670 CV, circa 100 kg in meno e trazione integrale. Lamborghini indica una produzione limitata di 350 Coupé e 50 Roadster.

Con la Aventador SV del 2015, il ricorso alla fibra di carbonio diventò ancora più centrale. Il V12 aspirato raggiungeva 750 CV, mentre la produzione fu fermata a 600 esemplari.

La Revuelto SV cambia nuovamente il paradigma: la ricerca delle prestazioni non passa più soltanto dall’aumento della potenza termica e dalla diminuzione del peso, ma dall’integrazione tra meccanica tradizionale ed elettrificazione.

Sant’Agata e la filiera delle supersportive ad alto valore

Per Lamborghini questa evoluzione ha conseguenze anche sul sistema produttivo. Il quartier generale e principale polo industriale rimane Sant’Agata Bolognese, struttura attorno alla quale ruotano produzione, sviluppo tecnico e una filiera specializzata nei materiali compositi, nella meccanica di precisione, nell’elettronica e nei componenti ad alte prestazioni.

L’azienda conta oggi oltre 3.000 dipendenti e una rete commerciale di 186 concessionari in 57 Paesi. Sono numeri che mostrano la natura particolare del modello industriale Lamborghini: produzione relativamente contenuta, elevato valore medio per vettura, forte personalizzazione e distribuzione globale.

L’elettrificazione rende però la catena del valore più complessa. Ai fornitori tradizionali di componenti meccanici, telai, freni e materiali compositi si aggiungono batterie, motori elettrici, inverter, sistemi di controllo e software. Per una casa come Lamborghini, la competitività non si gioca quindi sulla capacità di produrre milioni di vetture, ma sulla capacità di integrare tecnologie sempre più sofisticate mantenendo qualità, esclusività e margini compatibili con un modello produttivo a basso volume.

La Super Veloce diventa un laboratorio tecnologico

La sigla SV – Super Veloce rimane così legata a potenza, riduzione del peso ed esclusività, ma cambia il modo industriale con cui questi obiettivi vengono raggiunti.

Secondo il CEO Stephan Winkelmann, ogni Super Veloce deve rappresentare l’evoluzione più avanzata della filosofia V12 Lamborghini. Con la Revuelto SV questo significa includere per la prima volta l’elettrificazione tra gli strumenti utilizzati per aumentare le prestazioni.

Per il mercato delle supersportive, il passaggio è rilevante anche perché dimostra come la transizione ibrida stia coinvolgendo persino le versioni più radicali e da collezione. Lamborghini non abbandona il V12 aspirato, ma lo inserisce in un’architettura tecnologica sempre più complessa.

La Revuelto SV diventa quindi il punto d’incontro tra due esigenze industriali: preservare uno degli elementi distintivi del marchio e aggiornare il prodotto alle nuove tecnologie. È questa, più dei numeri assoluti di produzione, la principale discontinuità rispetto alle Super Veloce del passato.

Scheda

Modello: Lamborghini Revuelto SV
Produzione prevista: 1.963 esemplari
Tecnologia: V12 aspirato + sistema ibrido
Potenza: 1.065 CV
Coppia di sistema: 1.425 Nm
Sede Lamborghini: Sant’Agata Bolognese
Dipendenti: oltre 3.000
Rete commerciale: 186 concessionari in 57 Paesi
Gamma elettrificata: Revuelto, Urus SE, Temerario
Anno prima Super Veloce: 1971, Miura SV


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