Fino a 15mila euro per le assunzioni a tempo pieno in 17 comuni di montagna


Due milioni di euro di fondi regionali per sostenere le assunzioni e rafforzare l’occupazione stabile nei territori montani e nelle aree interne dell’Emilia-Romagna. È la dotazione prevista dalla Regione per il nuovo bando rivolto alle imprese che scelgono di investire sul lavoro nei territori più fragili e maggiormente esposti ai rischi di spopolamento. La misura riguarda 132 comuni, per una popolazione complessiva di circa 530mila abitanti, e punta a rafforzare il tessuto economico e produttivo locale, favorendo nuove opportunità occupazionali e la permanenza delle persone nei territori. A Piacenza sono coinvolti con 17 comuni: Alta Val Tidone, Bettola, Bobbio, Cerignale, Coli, Corte Brugnatella, Farini, Ferriere, Gropparello, Lugagnano Val d’Arda, Morfasso, Ottone, Piozzano, Ponte dell’Olio, Travo, Vernasca e Zerba. LA SCHEDA CON TUTTI I COMUNI

È stata presentata in Regione dal vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e dagli assessori Giovanni Paglia (Lavoro) e Davide Baruffi (Montagna e Bilancio). Il bando è rivolto a lavoratori e lavoratrici che hanno perso un precedente impiego a tempo indeterminato, per cause quali cessazione dell’attività, licenziamento collettivo o per motivi economici e dimissioni per giusta causa. Non sono previsti vincoli relativi alla residenza o provenienza territoriale. Il bando era stato annunciato il 21 luglio scorso nel corso di un’assemblea pubblica a Silla, nel Bolognese, dal presidente della Regione, Michele de Pascale, insieme al vicepresidente, Vincenzo Colla.

“Come avevamo promesso a fine luglio, siamo pronti a investire sul lavoro in montagna e nelle aree interne della nostra regione – affermano il vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, e gli assessori Giovanni Paglia (Lavoro) e Davide Baruffi (Montagna e Bilancio), promotori del bando -. Non possiamo parlare di contrasto allo spopolamento se non mettiamo al centro la possibilità per le persone di vivere, lavorare e costruire il proprio futuro nei territori in cui hanno scelto di abitare. Per questo interveniamo con un sostegno diretto alle imprese che assumono e investono in occupazione stabile. La tenuta delle montagne e delle aree interne passa anche dalla possibilità di avere un lavoro di qualità, servizi e opportunità. L’obiettivo- chiudono vicepresidente e assessori- è rafforzare la capacità dei territori di trattenere e attrarre persone, competenze e attività economiche, accompagnando lo sviluppo delle comunità locali”. “Siamo convinti – chiudono vicepresidente e assessori – che lo sviluppo industriale in montagna sia possibile, ma occorre pensare a un modello che sfrutti l’innovazione per superare i limiti geografici e logistici dei territori montani. Un luogo di lavoro in Appenino dialoga in tutto il mondo come un punto produttivo di pianura. Vogliamo aiutare questo processo”.

Il bando sarà aperto dal 12 ottobre 2026 e saranno considerate ammissibili le assunzioni effettuate a partire dal 1° settembre 2026 fino al 15 dicembre 2026. Potranno accedere agli incentivi tutte le imprese, comprese le grandi aziende, e gli altri soggetti che svolgono attività di impresa e che assumono lavoratrici e lavoratori presso sedi situate in Appennino o nelle aree interne individuate. Sono escluse le pubbliche amministrazioni e il lavoro domestico. A guidare la classifica sono Bologna e Parma, con 23 comuni ciascuna, seguite da Forlì-Cesena e Modena con 18, Piacenza con 17, Rimini con 11, Reggio Emilia con 10, Ferrara con 9 e Ravenna con 3.

Il bando in dettaglio – Per ogni assunzione a tempo pieno è previsto un contributo a fondo perduto fino a 15mila euro, con ulteriori 2mila euro di premialità, alternative tra loro, per le Pmi, per l’assunzione di lavoratori over 45 o di lavoratrici. Sono finanziabili i contratti a tempo indeterminato, anche attraverso la trasformazione di un contratto a tempo determinato, con part-time almeno al 50%e i contratti di apprendistato. Il rapporto deve essere mantenuto per almeno dodici mesi. Ogni impresa potrà ottenere l’incentivo per un massimo di 10 assunzioni e presentare più domande fino al raggiungimento del limite. Le domande vanno presentate sulla piattaforma ElixForms. La procedura seguirà l’ordine cronologico di presentazione delle richieste, fino all’esaurimento delle risorse. In caso di assunzione part-time, il contributo e l’eventuale premialità saranno dimezzati. L’intervento, finanziato con risorse regionali, si inserisce nel quadro della legge regionale sulla promozione dell’occupazione, della legge regionale sugli investimenti, in linea con gli obiettivi del Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale dell’Emilia-Romagna. Gli incentivi saranno concessi in regime ‘de minimis’, secondo il regolamento europeo.

Albasi (Pd): “Un sostegno concreto alle imprese e a chi vuole costruire il proprio futuro nelle nostre vallate” – “Per contrastare lo spopolamento delle nostre vallate dobbiamo creare le condizioni perchè le persone possano restare, tornare e scegliere di vivere qui – commenta il bando il consigliere regionale piacentino Lodovico Albasi (Pd) -. Il lavoro stabile è una condizione fondamentale: permette di progettare il futuro, sostiene le famiglie e rafforza le attività economiche locali. Con questo bando come Regione offriamo un aiuto concreto alle imprese che investono nei nostri territori e generano occupazione. E’ un risultato che va nella direzione sulla quale sto lavorando fin dall’inizio del mio mandato, portando anche in Assemblea legislativa le necessità e le difficoltà specifiche dei territori montani piacentini e chiedendo strumenti concreti per sostenere chi vive e lavora nelle nostre vallate”.

“Le imprese della montagna contribuiscono ogni giorno alla vitalità delle nostre comunità – prosegue Albasi -. Sostenerle nelle assunzioni significa riconoscere questo ruolo e offrire nuove possibilità anche a chi ha perso il lavoro. E’ particolarmente significativo che siano previste premialità per le piccole e medie imprese, per l’occupazione femminile e per il reinserimento delle persone con più di 45 anni. Per questo voglio ringraziare il vicepresidente Vincenzo Colla e gli assessori Giovanni Paglia e Davide Baruffi per il lavoro svolto e per l’attenzione concreta che, attraverso questa misura, viene rivolta alla montagna e alle aree interne”. “L’invito alle imprese piacentine interessate è a conoscere questa opportunità e a prepararsi alla presentazione delle domande – conclude -. Il futuro del nostro Appennino passa da lavoro, servizi e possibilità concrete: questo intervento è un passo nella direzione di una montagna in cui vivere e fare impresa sia una scelta sostenibile”.

Tagliaferri (FdI): “Bene le misure utili, ma quanto arriverà davvero a Piacenza?” – “Ogni risorsa che crea lavoro, mantiene servizi e aiuta le persone a restare nei territori montani è positiva, indipendentemente dal colore politico di chi la mette a disposizione. Per questo guardiamo con interesse anche al nuovo bando regionale per incentivare le assunzioni in montagna e nelle aree interne, che comprende 17 Comuni della provincia di Piacenza. Ma proprio questo esempio dimostra perché alle cifre annunciate devono seguire dati territoriali e risultati verificabili”. Lo dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale piacentino di Fratelli d’Italia, replicando alle dichiarazioni dell’assessore regionale alla Montagna Davide Baruffi.

“Il bando ha una dotazione complessiva di 2 milioni di euro per 132 Comuni dell’Emilia-Romagna e prevede incentivi alle imprese per nuove assunzioni stabili. Nel Piacentino sono interessati 17 Comuni. È una misura che giudicheremo positivamente nella misura in cui riuscirà realmente a produrre nuova occupazione stabile sul nostro territorio. Ma essere inseriti nell’elenco dei Comuni ammissibili non significa automaticamente sapere quante imprese piacentine accederanno alla misura, quanti lavoratori saranno assunti e quale quota dei 2 milioni arriverà effettivamente alla nostra provincia. Sono questi i numeri che alla fine conteranno. Vale lo stesso ragionamento per i 18 milioni che Baruffi oggi rivendica come investimento regionale sulla montagna contrapponendoli alle risorse statali. È molto semplice mettere due cifre una accanto all’altra per costruire una polemica contro il Governo. È più impegnativo spiegare come quelle risorse siano composte, dove siano destinate, quanto sia già stato effettivamente speso e quali risultati abbiano prodotto”.

“La nostra posizione, del resto, non nasce oggi. Abbiamo accolto positivamente la nuova legge nazionale sulla montagna e le opportunità che essa apre anche per il Piacentino, con la nuova classificazione che interessa Alta Val Tidone, Piozzano, Travo, Gropparello, Lugagnano Val d’Arda e Vernasca. Allo stesso tempo abbiamo chiesto alla Regione criteri, priorità e modalità di utilizzo delle risorse. Abbiamo chiesto progetti, finanziamenti e tempi per l’Appennino piacentino e, sulle piccole scuole di montagna, abbiamo domandato di conoscere gli investimenti regionali Comune per Comune e plesso per plesso. È questa la differenza tra fare una battaglia sui numeri e verificare le politiche. Se una misura regionale funziona, siamo i primi a riconoscerlo. Se un bando può creare lavoro nei nostri 17 Comuni, ci auguriamo che venga utilizzato fino all’ultimo euro. Ma alla fine vogliamo sapere quanti di quegli euro sono arrivati nel Piacentino, quante assunzioni hanno generato e quante imprese ne hanno beneficiato”.

“La montagna piacentina ha bisogno di lavoro, ma anche di strade sicure, scuole, sanità, trasporti, servizi di prossimità e sostegno alle attività economiche. Lo spopolamento non si combatte con una singola misura e neppure sommando stanziamenti dentro un comunicato stampa: occorre verificare se quelle risorse cambiano concretamente la possibilità di vivere e lavorare nei nostri paesi. La legge nazionale sulla montagna è uno strumento utile, le eventuali criticità vanno corrette e le opportunità vanno sfruttate fino in fondo. Alla Regione chiediamo la stessa concretezza: meno propaganda contro il Governo e più rendicontazione delle proprie politiche”. “Quindi – conclude Tagliaferri – ben venga il bando che comprende i 17 Comuni piacentini e ben venga ogni euro realmente investito sulla nostra montagna. Ma se Baruffi oggi rivendica 18 milioni regionali, la domanda rimane: quanto arriva alla provincia di Piacenza, dove viene speso e quali risultati produce? Perché l’elenco dei Comuni fa il titolo; saranno imprese finanziate, posti di lavoro creati e servizi mantenuti a dirci se la montagna è stata davvero aiutata”.




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