Pil: Anghileri (Giovani Confindustria), Paese non cresce, giovani arrabbiati


di Ortensio Palmense
“Credo che sia chiaro, ormai, che il Paese non va. Che i giovani sono arrabbiati. Sono bloccati. Siamo il Paese più indebitato d’Europa nonostante la prudenza sui conti pubblici del Governo, che riconosciamo pienamente. Non va perché non cresciamo”. Così la presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Maria Anghileri, al 55° convegno nazionale dal titolo ‘People – La nostra promessa di futuro’, a Rapallo. “Ci serve un impegno concreto da tutte le forze politiche per cui sta iniziando una lunga campagna elettorale: fare le riforme che servono per far ripartire la crescita in Italia. Pensarle e realizzarle puntando sulle forze del Paese: i giovani, le donne, le imprese. Come ha ricordato il Governatore di Banca d’Italia Panetta ‘il criterio ultimo del successo sarà la capacità di offrire opportunità e futuro ai giovani’. E questo rappresenta il metro di giudizio ultimo per l’efficacia delle politiche nazionali. Abbiamo già incontrato i responsabili delle sezioni giovanili di tutti i partiti a cui abbiamo portato non solo i bisogni delle imprese, ma anche quelle dei nostri collaboratori e dei giovani. Continueremo a farlo, perché crediamo nel confronto con questa politica”, aggiunge Anghileri.
Paese offra il motivo per restare
“Altri Paesi, anche molto vicino a noi, offrono una promessa di futuro più concreta e alla portata di tutti, a prescindere dalle condizioni di partenza di ognuno. Dove il nascere donna non ti costringe alla scelta impossibile fra carriera e maternità. È ora che questo Paese offra ai propri giovani un motivo per restare. Un Paese che non cambia, che non si riforma, non può bastare per 152mila impresee oltre 5 milioni di lavoratori che producono fianco a fianco, ogni giorno. Siamo noi. Quelli che pagano le tasse fra le più alte d’Europa e non trovano posto negli asili nido,negli ospedali, o case in cui abitare a costi sostenibili.E alla fine vedono i figli andare via proprio dal Paese a cui versano quasi metà del proprio stipendio”, aggiunge Anghileri.
Proposta Borsa imprenditorialità
Creare una Borsa per l’imprenditorialità. Per i nostri giovani dobbiamo anche facilitare la creazione di nuova impresa in Italia. La prima si chiama Borsa per l’imprenditorialità”, dice Anghileri. “Pensate a una ragazza o un ragazzo di 24 anni. Ha un’idea valida ma per trasformarla in un’impresa ha bisogno di tempo e di potersi mantenere nel frattempo. Noi proponiamo di istituire una Borsa per l’imprenditorialità, ispirata alle borse di dottorato, il cui unico fine sia la nascita di una nuova impresa innovativa. In Germania esiste, in Finlandia anche, in Italia no. Sarebbe finanziabile con risorse europee già disponibili.Tra i 1.500 e 2.500 euro al mese per nove o dodici mesi, gestita attraverso incubatori certificati, condizionata a milestone verificabili. Il messaggio che darebbe ai giovani è chiaro. La famiglia da cui vieni è una rete di sicurezza, non la condizione che determina quale pulsante spingi per far partire l’ascensore sociale”, prosegue.

Proposta ‘Portale Unico’ per avvio aziende
“Un Portale Unico. Questa” proposta “è forse la più semplice da capire e la più difficile da accettare che non esista ancora, nel 2026. Noi chiediamo un’unica interfaccia digitale che integri in un solo punto l’avvio d’impresa, l’accesso agli incentivi e le garanzie. Uno sportello operativo dove temporary manager accompagnino il giovane nel navigare la burocrazia e la gestione d’impresa. Darebbe un altro messaggio chiaro ai giovani: il sistema si adatta all’innovazione invece di fare resistenza. Resistenza che vediamo chiaramente nell’implementazione dell’Intelligenza artificiale.Non stiamo assistendo a una normale evoluzione tecnologica. Stiamo entrando in una nuova civiltà digitale.Se il telefono ha impiegato 75 anni per raggiungere 100 milioni di utenti, internet 7 anni, ChatGPT ci ha messo solo due mesi. Dobbiamo farci trovare pronti invece che spaventati. Già oggi in Francia e Spagna più del 44% di cittadini usano l’AI generativa, da noi circa il 28. Probabilmente il lavoro non ci verrà portato via dalla macchinama da un umano che la sa usare meglio di noi”, prosegue la presidente.

Stiamo esportando i nostri imprenditori insieme alle merci

“Ci sono le nuove imprese che non nascono più e quelle manifatturiere che sono solo il 13% del totale delle startup innovative. La seconda conseguenza è che stiamo esportando i nostri imprenditori, insieme alle merci . La nostra promessa di futuro’, a Rapallo.Questo – aggiunge la presidente “è un prezzo altissimo perché insieme alle imprese se ne vanno il lavoro e le famiglie. Un ragazzo che vuole iniziare non fonda l’impresa in Italia e nemmeno in Europa. La fonda negli Stati Uniti, in Delaware. L’Unione europea sta lavorando a uno strumento per fermare questa emorragia. È il 28° Regime, che consentirà la creazione di un nuovo tipo di società europea,la EU-Inc., riconosciuta in tutti i Paesi dell’Unione. Si potrà fondare in 48 ore, online,con meno di 100 euro e senza capitale minimo obbligatorio.Il 28° Regime va sostenuto e non annacquato in sede di discussione europea perché semplificare la vita delle imprese è oggi una necessità più che una scelta! Troppo spesso a chi rimane a fare impresa qui in Italia, dopo aver superato ogni ostacolo, resta davvero poco per crescere e per investire. E poco da redistribuire”.

Accelerare su nucleare e rinnovabili
“Già solo il costo dell’energia rischia di buttarci fuori mercato. Accelerare su nucleare, rinnovabili e concessioni delle autorizzazioni va fatto subito!. Come imprenditori non ci sottraiamo alla prova dello specchio. Qui rappresento gli under 40 di Confindustria ed ecco chi siamo: la generazione del ‘nonostante tutto’, la nostra Indagine annuale lo documenta con precisione – evidenzia-Logistica e instabilità globale sono diventati ostacoli durissimi,nonostante tutto operiamo nel mondo intero. Tassazione, burocrazia e incertezza delle regole sono enormemente più pesanti rispetto ai competitor europei. Nonostante tutto continuiamo a fare impresa in Italia. Farcela ‘nonostante tutto’ ha delle conseguenze sistemiche sui giovani e sulle imprese”. “Deve essere chiaro. La prima è che tanti non ce la fanno proprio”, dice Anghileri.

Fisco, stop Irpef per under 35, fino a 1000 euro in più
“Una esenzione Irpef decrescente per gli under 35. Fino a mille euro in più al mese nel primo anno di lavoro”. E’ la proposta lanciata dalla presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Maria Anghileri, al 55° convegno nazionale dal titolo ‘People – La nostra promessa di futuro’, a Rapallo. “Per facilitare la strada verso il salario competitivo per i giovani abbiamo una proposta da fare. Ora ci serve trovare chi abbia il coraggio di attuarla. È una proposta concreta: fino a mille euro in più al mese nel primo anno di lavoro per un under 35. Mille euro che cambiano la vita, che permettono di pagare l’affitto, di mettere da parte qualcosa, di decidere di restare qui invece di andare altrove. Il meccanismo è un’esenzione Irpef decrescente su cinque anni, fino a 50mila euro di reddito: dal 100% nel primo anno al 20% nel quinto. Cinque anni perché è una partenza per la carriera, per avviare i progetti di vita. Serve a dare un innesco, non a sostituire le riforme strutturali che questo Paese deve fare per i giovani. È una proposta forte, in grado veramente di portare l’Italia tra i paesi più attrattivi d’Europaper i giovani. Certo, ci sarà un impatto economico, ma ci rifiutiamo di considerare la spesa per questa misura come un costo, perché è un investimento per il futuro”, dice Anghileri. “Per un giovane laureato italiano la retribuzione è particolarmente bassa nei servizi, negli studi professionali, nelle Pubbliche Amministrazioni. Lo Stato, per primo, non paga a sufficienza i suoi lavoratori. Pensiamo ai medici e agli infermieri che emigrano a migliaia!Abbiamo una legge che offre ai pensionati esteri che si trasferiscono nel Sud Italia una flat tax al 7% per dieci anni. Non facciamo niente per trattenere qui i giovani talenti che abbiamo formato con i soldi di tutti. A chi torna con la pensione diciamo: pagate il 7%. Ai giovani che vogliono restare: fatevi carico delle tasse di tutti. Ma vi sembra possibile?”, ha premesso Anghileri.

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 Redazione Ore 12

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