di Balthazar
Come prevedibile la lettera di Zelensky a Putin è stata interpretata da Mosca più come una provocazione che una reale offerta di dialogo tanto più che ormai Volodia è convinto che la Russia – in una crisi economica irreversibile – sia quasi sull’orlo della guerra civile con relativa ficilazione dello Tzar che lui agita minacciosamente sotto il naso di Putin, giusto per offrirgli un ramoscello d’ulivo.
Evidentemente l’imperituro sostegno dell’Europa gli evita di guardare alla situazione in casa sua dove l’economia è ormai quasi solo una economia di guerra finaziata dalle èlites euripee, contro le quali Putin lancia l’accusa di “fomentatori della guerra”.
Ma veniamo ai numeri. Dopo 4 anni il PIL è ancora circa il 20-25% sotto i livelli pre-2022, ma non è crollato grazie a al continuo pompaggio di euro e dollari – questi oggi forse un po meno – che sino ad oggi hanno impedito il collasso finanziario e umanitario dell’Ucraina.
Com’è oggi l’economia ucraina
Il PIL 2025 è stimato intorno a 160-170 miliardi di dollari, ma nel 2021 era 200 miliardi. La caduta è concentrata nei settori industriali dell’est: acciaio, carbone, chimica, ingegneria pesante. Le regioni industriali di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson – ormai in buona parte sotto controllo russo – hanno perso capacità produttiva per distruzione fisica e perdita di forza lavoro.
I settori che tengono sono agricoltura e parte della logistica. L’Ucraina esporta ancora 50-60 milioni di tonnellate di grano, mais e oli vegetali all’anno attraverso i porti di Odessa e via terra verso l’UE. La sua tecnologia ha perso clienti russi, ma ha aumentato contratti con USA ed Europa, con export di servizi stimati a 7-8 miliardi di dollari annui.
Bilancio dello Stato ucraino
Il punto critico è la finanza pubblica è il deficit di bilancio 2026 è intorno al 15-18% del PIL. Le spese militari assorbono il 50-55% di tutta la spesa pubblica, mentre le entrate fiscali interne coprono solo il 50% della spesa totale, spesso inquinata dalla corruzione.
La differenza viene colmata con aiuti diretti al bilancio da USA, UE, FMI, Banca Mondiale: circa 35-40 miliardi di dollari nel 2026; prestiti di favore o a fondo perduto, con un rating da “default o CCC, uguale a spazzatura Con una emissione monetaria limitata dalla Banca Nazionale e una inflazione al 9% leggermente superiore a quella Russa..
Senza questi flussi, l’Ucraina non avrebbe liquidità per pagare stipendi a insegnanti, medici, pensioni e forze armate.
La grivna – la moneta nazionale – è tenuta a galla dalla Banca Centralr con l’intervento diretto sul mercato e le riserve valutarie sono sostenute dagli aiuti occidentali. Il debito pubblico è salito al 85-90% del PIL, ma in buona parte è debito scaricato su governi e istituzioni internazionali con moratorie a bassi tassi di interess ed è gestito grazie alle continue ristrutturazioni concordate con i creditori privati da 2024.
La rete elettrica ucraina ha perso circa il 40% della capacità installata per attacchi missilistici russi. Funziona grazie a import di elettricità dall’UE, generatori, e riparazioni costanti finanziate dagli occidentali. Il sistema gas funziona ancora per transito e consumo interno, ma i giacimenti nell’est sono inattivi.
Cosa succederebbe senza l’aiuto dell’Occidente
Se gli USA, UE, FMI e Banca Mondiale interrompessero tutti i flussi finanziari il collasso fiscale sarebbe immediato poichè il governo perderebbe 3-3,5 miliardi di USD al mese per la copertura del deficit. Quindi lo Stato non potrebbe pagare l’esercito, le pensioni, gli stipendi pubblici con l’unica possibilità di stampare moneta creando iperinflazione, perdita di fiducia nella moneta e fuga dai depositi bancari.
L’esercito ucraino dipende per gran parte di munizioni, difesa aerea, intelligence e pezzi di ricambio da forniture occidentali. Senza Tali aiuti, le scorte si esaurirebbero in 2-4 mesi per le munizioni d’artiglieria e difesa aerea e la capacità di sostenere la linea del fronte verrebbe erosa rapidamente.
Con i modelli del FMI, uno stop totale agli aiuti porterebbe a una contrazione del PIL di altri 15-20 punti percentuali nel giro di un anno,.l’inflazione salirebbe oltre il 50% e la disoccupazione – già al 17-20%, – esploderebbe con la chiusura di servizi pubblici e aziende legate alla spesa statale.Analoga situazione si verificherebbe anche e gli aiuti venissero parzialmente ridotti
In sintesi l’economia ucraina nel 2026 è un’economia assistita. Regge perché Occidente paga il deficit, fornisce energia, e mantiene aperta la logistica per export agricolo. Senza questo supporto, lo Stato ucraino perderebbe capacità di pagare salari e pensioni, la moneta crollerebbe, e la capacità di sostenere la guerra si ridurrebbe drasticamente in pochi mesi.
I costi della ricostruzione ucraina prossimo membro della UE
Secondo l’ultimo rapporto pubblicato il 23 febbraio 2026 da Banca Mondiale, ONU, UE e governo ucraino la ricostruzione costerebbe almeno 600 miliardi di dollari in 10 anni, giusto il doppio dei 300 miliardi di beni russi congelati che l’unione Europea offre come improbabile garanzia alle sue erogazioni.
Ma c’è già chi è in pole position per fare affari.
Nessuno ha ancora firmato il grosso dei contratti perché la guerra è in corso, ma chi si sta posizionando meglio ora, ma la AECOM – US con il il “reconstruction delivery partner” concordato con il governo ucraino dal 2023. Per ora solo fa project management, cost estimating e ingegneria per il Ministero delle Infrastrutture , ma quando partiranno i bandi più grossi sarà già nel businnes.
A seguire il Fondo USA-Ucraina per la ricostruzione, creato nell’aprile 2025 come parte dell’accordo sulle terre rare. Gestito da DFC americana con il governo ucraino ha già ricevuto . 200 domande di adesione e una prima tranche di finaziamenti alla fine del 2025, con I primi investimenti in tech dual-use e energia. Chi entra nel fondo avrà la corsia preferenziale.
Rep. Ceca, Polonia, Slovacchia sono già dentro con progetti più piccoli. Il governo ceco afferma esplicitamente“chi ha il coraggio di andare in Ucraina ora, partirà in pole quando inizierà la ricostruzione vera”. Le aziende polacche contano su un boost di 46 miliardi di dollari come leva finaziaria pder amplificare I rendimenti.
La Svizzera ha già selezionato 12 progetti per 93 miliardi di franchi di finanziamento pubblico per spingere le sue imprese, mentre la Saint-Gobain francese, Kronospan austriaca hanno già aperto nuovi impianti nell’ovest ucraino.
La logica è questa: chi firma il Memorandum of Understanding (MOU), apre uffici in Ucraina e fa, per ora, piccoli lavori, ma ne avrà per 100 miliardi di dollari dopo il cessate il fuoco anche se chi è veralmente in pole positio sono gli Stati Uniti.per energia e minerali e i vicini dell’Est Europa su logistica e materiali, fra I quali primeggia la Germania.
Se questo è il piatto ricco per multinazionali governi a partire dalla Germania per l’Europa, è evidente che il protarsi della guerra ritarda questi progetti, ma la progressiva distruzione dell’Ucraina aumenta anche I costi della sua ricostruzione.
Quindi, mentre gli Stati Uniti hanno già le spalle coperte – e guai a chi li tocca – l’Europa è un pozzo senza fondo da cui l’Ucraina attinge la propria sopravvivenza militare politica e umanitaria.
Se poi davvero anche la Russia è all’improbabile lumicino – improbabile se non altro per il suo potenziale industriale e bellico nonchè per le sue risorse energetiche minimamente intoccate dai droni ucraini – occorrerà vedere chi crolla prima.
Un calcolo, certamente, dei volenterosi europei e di Zelensky, ma anche di Putin che pare avere più carte sul tavolo..
L’articolo L’economia ucraina nel 2026 muore senza l’ossigeno occidentale e già si guarda alla ricostruzione proviene da Ore12.
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Redazione Ore 12
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