Il Vercellese è diviso oggi in 75 comuni, distribuiti dalla pianura risicola fino alle alte valli del Monte Rosa. Una possibile riorganizzazione potrebbe ridurre questa frammentazione partendo dalle identità territoriali già riconoscibili nella provincia. Il risultato sarebbe una Grande Vercelli articolata in cinque città territoriali. Vediamo come sarebbero organizzate.
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#1 Grande Vercelli: la capitale italiana del riso

La prima trasformazione riguarderebbe Vercelli e i comuni che costituiscono la sua cintura territoriale più immediata. Il capoluogo è già oggi il principale centro urbano della provincia, con circa 46.400 residenti, oltre a concentrare le principali funzioni amministrative, culturali e di servizio. La posizione al centro della pianura e la rete ferroviaria e stradale ne rafforzano il ruolo di riferimento per i comuni circostanti. La Grande Vercelli comprenderebbe quindi il capoluogo insieme alla cintura e ai comuni delle Sponde del Sesia maggiormente legati alla città attraverso gli spostamenti e i servizi.
A definire questa città territoriale sarebbe anche un’identità culturale ed economica precisa. Vercelli ospita la Basilica di Sant’Andrea, musei e istituzioni culturali ed è il principale riferimento della pianura risicola, elemento che caratterizza economia e paesaggio di gran parte della provincia. Negli ultimi anni il riso è diventato anche uno strumento di promozione territoriale: nel 2026 Vercelli ha ospitato la seconda edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, dedicato agli aspetti agroalimentari, culturali e turistici legati a questa produzione.
Sede: Vercelli.
#2 Bassa Vercellese: due centri tra Grange e Po

A sud del capoluogo nascerebbe la Bassa Vercellese, organizzata attorno a due sedi amministrative: Trino e Crescentino. I due centri si trovano agli estremi di un territorio con caratteristiche geografiche, agricole e storiche comuni, già individuato dalla pianificazione provinciale nelle Terre delle Grange. Trino costituirebbe il riferimento della parte meridionale e occidentale, legata alla storia delle Grange e al patrimonio monastico dell’area, mentre Crescentino assumerebbe la stessa funzione per il settore settentrionale e orientale, più vicino al sistema del Po e alle direttrici verso il Piemonte orientale.
La presenza di due sedi permetterebbe di distribuire le funzioni amministrative su un territorio esteso. Il paesaggio è quello delle grandi risaie, delle cascine, dei canali e dei piccoli centri rurali, con un rapporto storico con il sistema delle acque e con il Po. La Bassa Vercellese assumerebbe così la forma di una città-territorio organizzata attorno a due poli, mantenendo servizi e funzioni amministrative in entrambe le parti dell’area.
Sedi: Trino e Crescentino.
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#3 Agro dell’Asciutta: Santhià porta occidentale

La terza città territoriale sarebbe l’Agro dell’Asciutta, con Santhià come centro principale. La suddivisione trova già riscontro nella pianificazione provinciale e comprende la parte sud-occidentale della provincia, con comuni come Santhià, Livorno Ferraris, Saluggia e Cigliano. Santhià, con oltre 8.000 residenti, è oggi il terzo comune della provincia per popolazione dopo Vercelli e Borgosesia. La sua posizione ne fa soprattutto un nodo tra il Vercellese, il Canavese e l’area torinese, lungo direttrici utilizzate dalla mobilità regionale.
Il territorio presenta inoltre caratteristiche differenti rispetto alla grande pianura irrigua delle risaie. Agricoltura, logistica e industria convivono in un’area che costituisce una fascia di passaggio verso il Piemonte occidentale e che proprio nella sua diversa struttura agricola trova l’origine della denominazione Agro dell’Asciutta. Santhià diventerebbe così il riferimento amministrativo e dei servizi per un’area oggi suddivisa fra numerosi piccoli comuni, oltre a rappresentare la porta occidentale del nuovo sistema territoriale.
Sede: Santhià.
#4 Baraggia: Gattinara tra pianura e Valsesia

A nord della pianura vercellese la quarta città territoriale coinciderebbe con la Baraggia, con Gattinara come centro principale. Anche questo ambito è già riconosciuto dalla pianificazione provinciale e occupa una posizione intermedia fra il Vercellese e la Valsesia. Il territorio combina pianura e collina, con boschi, brughiere, centri storici e aree agricole. A caratterizzarlo è soprattutto il sistema vitivinicolo che trova in Gattinara uno dei suoi principali riferimenti e distingue questa parte della provincia dalla pianura risicola.
Gattinara assumerebbe quindi una funzione legata alle colline e alla produzione vinicola, oltre a quella derivante dalla sua posizione geografica. La Baraggia costituisce infatti una fascia di collegamento fra la pianura vercellese e il territorio montano della Valsesia. La nuova città territoriale riunirebbe queste caratteristiche in un’unica organizzazione amministrativa, con Gattinara come principale centro di riferimento.
Sede: Gattinara.
#5 Grande Valsesia: una città lungo la valle

La quinta trasformazione riguarderebbe la Valsesia, con Borgosesia come sede principale e uffici decentrati a Varallo e Alagna Valsesia. Una struttura policentrica legata alla conformazione della valle, estesa su un territorio montano formato da piccoli comuni e numerose frazioni. La stessa pianificazione provinciale distingue nettamente la Valsesia dal resto del Vercellese per caratteristiche geografiche e per le sue vocazioni industriale e turistica. Borgosesia ne rappresenterebbe il principale polo amministrativo ed economico: con circa 12.000 abitanti è oggi il secondo comune della provincia per popolazione.
Varallo manterrebbe il ruolo di riferimento culturale della valle: il suo Sacro Monte fa parte del sito UNESCO dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia ed è indicato dalla Regione come il più antico Sacro Monte dell’arco alpino. Alagna costituirebbe invece il riferimento dell’alta valle e della sua componente alpina, grazie al Monte Rosa, all’alpinismo, agli sport invernali ed estivi e alla cultura Walser. La Grande Valsesia assumerebbe così la forma di una città territoriale sviluppata lungo la valle, con le funzioni distribuite fra i tre centri.
Sede: Borgosesia. Uffici decentrati: Varallo e Alagna Valsesia.
# Cinque città, un solo Vercellese

La nuova organizzazione ridurrebbe gli attuali 75 comuni della provincia a cinque grandi città territoriali, distribuite dalla pianura delle risaie fino alle alte valli del Monte Rosa. Ciascuna avrebbe un proprio centro amministrativo e una funzione prevalente legata alle caratteristiche geografiche, economiche e culturali dell’area.
Vercelli manterrebbe il ruolo di capoluogo e principale riferimento per servizi e funzioni amministrative. Trino e Crescentino diventerebbero i due poli della Bassa Vercellese, Santhià quello dell’Agro dell’Asciutta, Gattinara il centro della Baraggia e Borgosesia il capoluogo della Grande Valsesia, affiancato dalle sedi decentrate di Varallo e Alagna.
La riorganizzazione permetterebbe così di concentrare le funzioni oggi distribuite fra numerosi piccoli comuni, mantenendo più centri di riferimento sul territorio. Le cinque città seguirebbero inoltre suddivisioni già riconoscibili per caratteristiche territoriali e relazioni economiche: dalla pianura risicola alle Grange, dall’area occidentale alla Baraggia, fino al sistema montano valsesiano.
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