Sono 631 i cittadini stranieri residenti sull’Altopiano dei Sette Comuni al 1° gennaio 2026, secondo i dati provvisori ISTAT. Un numero in lieve aumento rispetto ai 602 del 2024 e ai 606 del 2025, ma che rappresenta una presenza decisamente contenuta rispetto al resto del territorio provinciale, regionale e nazionale.
Secondo un’elaborazione di 7 Comuni Online sui dati ISTAT, nel 2025 gli stranieri costituivano appena il 3,0% della popolazione residente sull’Altopiano, contro il 9,3% della provincia di Vicenza, il 10,4% del Veneto e il 9,1% dell’Italia.
Un divario significativo: l’incidenza della popolazione straniera nei Sette Comuni è circa un terzo di quella provinciale e nazionale, e ancora più distante dalla media veneta. Al 1° gennaio 2025, anche Asiago, il Comune con il maggior numero di residenti stranieri, si fermava al 3,8%.
Ma dietro questi numeri si nasconde una realtà demografica articolata, fatta di comunità provenienti da decine di Paesi, differenze tra i singoli Comuni e una presenza femminile particolarmente elevata.
Asiago ha più stranieri, Lusiana Conco registra la crescita maggiore in valore assoluto
La distribuzione della popolazione straniera sull’Altopiano non è uniforme. Asiago conta 238 residenti stranieri, il numero più elevato tra i sette Comuni, seguito da Lusiana Conco con 171 e Roana con 124. Più distanziati Enego con 52, Gallio con 33, Foza con 10 e Rotzo con appena 3. I valori si riferiscono al 1° gennaio 2026.
Analizzando l’andamento degli ultimi due anni, emerge soprattutto la crescita di Lusiana Conco, che passa da 153 stranieri nel 2024 a 171 nel 2026, registrando un incremento di 18 persone, 12 delle quali nell’ultimo anno.
Ad Asiago l’aumento è di sette unità, mentre Roana ed Enego crescono entrambi di cinque. Foza passa da nove a dieci residenti stranieri e Rotzo da uno a tre, dopo averne registrati zero nel 2025.
Gallio è l’unico Comune in controtendenza, con una diminuzione da 42 a 33 residenti stranieri nell’arco di due anni.
Anche le percentuali rispetto alla popolazione complessiva confermano una presenza limitata: al 1° gennaio 2025 si passa dal 3,8% di Asiago al 3,5% di Lusiana Conco, seguiti da Enego (3,1%), Roana (2,9%), Gallio e Foza (1,5%). A Rotzo, alla stessa data, non risultavano cittadini stranieri residenti.
I rumeni sono più di uno straniero su quattro
La comunità straniera più numerosa dell’Altopiano è quella rumena, con 158 residenti al 1° gennaio 2025, pari a oltre un quarto dell’intera popolazione straniera.
Seguono gli ucraini con 59 persone, i marocchini con 41, gli albanesi con 38 e i kosovari con 30. Tra le altre comunità figurano nigeriani, moldavi, cittadini della Macedonia del Nord, serbi e croati.
Nel complesso, nel 2025 erano rappresentate 66 nazionalità differenti, contro le 63 dell’anno precedente. Le prime dieci raggruppavano circa il 70% degli stranieri residenti.
Le provenienze cambiano però sensibilmente da un Comune all’altro.
Ad Asiago prevalgono i rumeni, con 79 residenti, seguiti da albanesi (36) e ucraini (16). A Lusiana Conco la comunità principale è quella marocchina, con 29 persone, davanti a macedoni e rumeni, entrambi con 15 residenti. Il Comune si distingue anche per la varietà delle provenienze, con 39 nazionalità presenti nel 2025, una in più rispetto ad Asiago.
Roana ospita quasi tutta la comunità kosovara dell’Altopiano: 27 dei 30 cittadini del Kosovo residenti nei Sette Comuni vivevano infatti qui al 1° gennaio 2025. Il loro numero risultava diminuito di sette unità rispetto all’anno precedente, mentre i rumeni erano aumentati da 24 a 31, diventando la comunità più numerosa del Comune.
A Enego prevalgono rumeni (19) e nigeriani (8), seguiti da gambiani e ucraini, entrambi con cinque residenti. A Gallio, invece, le comunità più rappresentate sono quella ucraina (11) e quella rumena (10).
Due stranieri su tre sono extra-UE, ma la maggioranza proviene dall’Europa
Un dato particolarmente interessante riguarda la provenienza geografica. Nel 2025 399 dei 606 stranieri residenti sull’Altopiano, pari al 66%, avevano la cittadinanza di un Paese esterno all’Unione Europea.
Questo, tuttavia, non significa che provenissero prevalentemente da altri continenti.
Tra i cittadini extra-UE rientrano infatti anche quelli di Paesi europei come Ucraina, Albania, Kosovo, Moldova e Serbia.
I residenti con cittadinanza di Paesi situati fuori dall’Europa erano complessivamente 201, pari al 33% degli stranieri.
In sostanza, due cittadini stranieri su tre avevano la cittadinanza di un Paese europeo, appartenente o meno all’Unione Europea.
Tra le comunità che mostrano segnali di crescita figurano anche quelle asiatiche: i cittadini di India, Sri Lanka e Bangladesh, considerati complessivamente, sono passati da 22 a 28 tra il 2024 e il 2025.
Il 60% degli stranieri è donna, soprattutto nelle comunità dell’Est Europa
Un’altra caratteristica significativa riguarda la composizione per genere.
Dei 631 cittadini stranieri residenti al 1° gennaio 2026, ben 378 sono donne e 253 uomini. La componente femminile rappresenta quindi circa il 60% del totale.
Una prevalenza particolarmente accentuata tra le persone provenienti dall’Europa orientale.
Nel 2025, tra i 59 cittadini ucraini residenti sull’Altopiano, 47 erano donne, pari all’80%. La percentuale saliva all’84% tra i moldavi, con 21 donne su 25 residenti, mentre tra i rumeni le donne erano 96 su 158, pari al 61%.
Una composizione compatibile anche con l’impiego nei settori dell’assistenza familiare e della cura delle persone anziane, sebbene le statistiche ISTAT non permettano di conoscere le professioni effettivamente svolte.
La prevalenza femminile si riscontra in quasi tutti i Comuni. L’unica eccezione è Enego, dove al 1° gennaio 2026 gli uomini stranieri sono 30 contro 22 donne.
Nel 2025 registrate 56 iscrizioni dall’estero, 23 persone hanno ottenuto la cittadinanza italiana
La crescita della popolazione straniera appare contenuta, ma il bilancio demografico rivela una mobilità più significativa di quanto suggeriscano i numeri complessivi.
Nel corso del 2025 sono state registrate 56 iscrizioni anagrafiche dall’estero di cittadini stranieri, mentre 23 residenti stranieri hanno acquisito la cittadinanza italiana.
Le acquisizioni di cittadinanza si sono concentrate in tre Comuni: 11 ad Asiago, sei a Lusiana Conco e sei a Roana.
Quest’ultimo dato è particolarmente importante per interpretare correttamente l’andamento delle singole comunità. Quando una persona acquisisce la cittadinanza italiana, infatti, esce dalle statistiche sulla popolazione straniera pur potendo continuare a risiedere nello stesso Comune.
Di conseguenza, la diminuzione dei residenti di una determinata nazionalità non corrisponde necessariamente a un trasferimento altrove. Una parte della riduzione potrebbe dipendere proprio dalle acquisizioni della cittadinanza italiana. I dati disponibili non consentono però di attribuire a questa causa i cali delle singole comunità, né di collegare automaticamente le acquisizioni registrate nel 2025 alle variazioni osservate tra il 1° gennaio 2024 e il 1° gennaio 2025.
Il fenomeno assume rilievo anche nel quadro demografico generale. Tra il 2024 e il 2025, la popolazione complessiva dei Sette Comuni è passata da 20.097 a 20.083 residenti: nello stesso periodo i cittadini italiani sono diminuiti di 18 unità, mentre quelli stranieri sono aumentati di quattro.
Una differenza numericamente modesta, ma che evidenzia come la componente straniera contribuisca, almeno in parte, a contenere la diminuzione della popolazione residente.
I lavoratori stagionali non residenti restano fuori da questi dati
C’è però un elemento importante da considerare nell’interpretazione di queste statistiche, soprattutto per un territorio turistico come l’Altopiano.
I dati ISTAT analizzati prendono in considerazione soltanto i cittadini stranieri residenti, ovvero iscritti alle anagrafi comunali.
Non comprendono quindi chi lavora sull’Altopiano mantenendo la residenza in un altro Comune italiano oppure all’estero.
È il caso, ad esempio, di una parte dei lavoratori stagionali impiegati negli alberghi, nei ristoranti e nelle attività legate al turismo, che possono essere presenti sul territorio anche per diversi mesi senza risultare nella popolazione residente.
Di conseguenza, il numero effettivo di cittadini stranieri che vivono o lavorano sull’Altopiano durante l’anno potrebbe essere superiore ai 631 registrati al 1° gennaio 2026, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza turistica.
Per quantificare questa componente servirebbero però dati specifici sull’occupazione e sui lavoratori non residenti.
Un territorio con una presenza straniera molto inferiore al resto del Veneto
La fotografia che emerge dai dati ISTAT è quella di un Altopiano nel quale la presenza straniera rimane particolarmente contenuta, nonostante una lieve crescita negli ultimi anni.
Il confronto relativo al 2025 è eloquente: 3,0% di residenti stranieri nei Sette Comuni, contro il 9,3% della provincia di Vicenza, il 10,4% del Veneto e il 9,1% dell’Italia.
Il divario solleva interrogativi sulle caratteristiche demografiche ed economiche del territorio e sulla sua capacità di attrarre nuovi residenti.
In particolare, elementi come la disponibilità di abitazioni, il costo della vita, le opportunità di occupazione stabile e l’accessibilità dei servizi potrebbero incidere sulle scelte di chi valuta di trasferirsi stabilmente sull’Altopiano. Si tratta però di possibili fattori da approfondire, che i soli dati sulla cittadinanza non consentono di misurare.
In un contesto segnato dal progressivo invecchiamento della popolazione e dalle difficoltà nel mantenere i livelli demografici, il tema assume una rilevanza che va oltre la semplice presenza di cittadini stranieri.
I 631 stranieri censiti al 1° gennaio 2026 rappresentano una componente numericamente piccola, ma diversificata, della popolazione altopianese. Una realtà che, tra nuove cittadinanze, arrivi dall’estero e differenti comunità nazionali, contribuisce a raccontare come sta cambiando il territorio dei Sette Comuni.
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