Ha aspettato che gli esami fossero conclusi, i quadri pubblicati e i ragazzi diventassero, anche formalmente, ex studenti. Poi Massimo Sabbatini, docente di latino e greco al liceo classico Francesco Vivona di Roma, ha inviato loro un ultimo messaggio, riportato dal Fatto Quotidiano in versione integrale:
Care e cari, ho visto i quadri degli esami. Molto bene, direi. Brave e bravi. Vi saluto con un ultimo messaggio. Avete vissuto questi tre anni di liceo mentre si compiva lo sterminio a Gaza. Quello che è successo in questi tre anni nei confronti della popolazione civile innocente, dei bambini, degli anziani, delle donne, dei medici, dei giornalisti e anche dei giovani uomini (tutti terroristi di Hamas i giovani gazawi?) non dimenticatelo.
Tra il 6 e il 7 luglio 2026 sono partite le parole. Il 10 sarebbero arrivate le convocazioni del servizio ispettivo dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio; dal 14 luglio docenti e neodiplomati sono stati ascoltati per un “accertamento”. Al momento non risulta una contestazione disciplinare, né una sanzione. L’oggetto preciso dell’indagine, però, non è stato reso pubblico dall’Usr Lazio, che non aveva ancora risposto alle richieste di chiarimento diffuse dalla stampa
Gaza, Montale e Dante nel saluto ai diplomati
Il messaggio di Sabbatini era un commiato. Il professore si congratulava con i ragazzi per il diploma, li invitava a mantenere vivo il giudizio critico e a non dimenticare le vittime civili di Gaza. Affidava parte del discorso a Eugenio Montale e al canto XXVII del Purgatorio, quello in cui Virgilio riconosce a Dante un arbitrio ormai libero, diritto e sano. Poi proponeva cinema, scambi di libri e perfino una partita a tennis. Una lettera da professore di lettere, insomma: anche quando prende posizione, arriva con la bibliografia incorporata.
Il testo è politico, duro ed esplicitamente schierato. Si possono contestare le parole scelte, le omissioni e la lettura del conflitto. Si può rispondere con un’altra lettera, discuterne pubblicamente, perfino giudicarlo un pessimo messaggio. È il normale destino di un’opinione.
L’accertamento ispettivo sposta la vicenda su un piano diverso. Il dato rimane piuttosto semplice: un cittadino ha scritto ad altri cittadini maggiorenni, dopo la conclusione del rapporto didattico. La libertà di espressione serve proprio quando un’opinione è riconoscibile e divisiva.
I neodiplomati chiamati a parlare del loro ex professore
Secondo la comunità scolastica, gli accertamenti hanno coinvolto docenti e rappresentanti delle classi quinte. Alcuni ragazzi, appena usciti dalla maturità, sono stati convocati per riferire sul comportamento del loro ex insegnante. La petizione promossa da consiglieri d’istituto, rappresentanti sindacali e docenti del Vivona descrive questa posizione come un’alternativa tra trasformarsi in “delatori” oppure mentire. Certo, è la valutazione dei firmatari, non un fatto accertato, ma racconta bene il peso scaricato su ragazzi di diciannove anni.
Un accertamento amministrativo può servire a chiarire fatti gravi, abusi, discriminazioni o comportamenti professionali scorretti. Nei documenti pubblici disponibili su questa vicenda compare, invece, un messaggio privato inviato dopo gli esami. Non è stata resa nota una diversa condotta contestata al professore.
Numerosi colleghi hanno reagito spedendo lo stesso testo ai propri ex studenti e chiedendo di essere ascoltati a loro volta: “auditeci tutti/e”. Una risposta collettiva piuttosto netta. Se quella lettera costituisce una colpa professionale, vogliono conoscere norma, codice o dovere violato. Se non lo è, resta da spiegare perché studenti e insegnanti siano stati convocati.
La Costituzione non è una dogana
La comunità del Vivona richiama soprattutto l’articolo 21 della Costituzione, che riconosce a tutti il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. L’articolo 33 tutela la libertà di insegnamento, anche se in questo caso il rapporto didattico era già terminato. La questione riguarda prima di tutto ciò che un docente può dire quando ha smesso, in quel momento, di esercitare la propria funzione.
Nella polemica è stato tirato in ballo perfino l’articolo 11, come se occuparsi di guerre fuori dai confini italiani fosse una specie di abuso di latitudine. La norma stabilisce che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali e promuove un ordinamento di pace e giustizia fra le nazioni. Parlarne rientra abbastanza comodamente nel testo. La Costituzione non è una dogana con il timbro “solo problemi italiani”.
La FLC CGIL Roma e Lazio ha espresso piena solidarietà al docente e chiesto che l’ispezione venga ritirata. Secondo il sindacato, all’origine della vicenda non esiste una condotta professionale da accertare, bensì una comunicazione privata tra persone adulte. Il rischio denunciato è che un simile intervento diventi un messaggio rivolto all’intera scuola: certi argomenti si possono affrontare, purché si sia pronti a spiegare agli ispettori perché lo si è fatto.
Oltre 9mila firme e il caso arriva in Parlamento
La petizione per la libertà di espressione dentro e fuori dalle aule ha superato le 9mila firme verificate. A sottoscriverla sono stati consiglieri d’istituto, rappresentanti sindacali, decine di docenti del Vivona e insegnanti provenienti da altre scuole. Nel testo c’è anche una frase rivolta agli studenti:
Talvolta gli adulti sbagliano. E non stiamo parlando del professore.
La vicenda è arrivata anche in Parlamento. Cecilia D’Elia, capogruppo del Partito democratico nella commissione Istruzione del Senato, ha annunciato un’interrogazione al ministro Giuseppe Valditara per conoscere le ragioni dell’ispezione, le modalità degli accertamenti e l’eventuale effetto di pressione esercitato su docenti e ragazzi.
Sabbatini aveva salutato i neodiplomati affidando loro Gaza, Montale, Dante e la responsabilità di usare il giudizio conquistato a scuola. Pochi giorni dopo, alcuni di quei ragazzi si sono ritrovati davanti agli ispettori per parlare del loro ex professore. Avevano appena concluso l’esame di maturità. Il primo ripasso di educazione civica è arrivato piuttosto in fretta.
Ti potrebbe interessare anche:
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Ilaria Rosella Pagliaro
Source link



