Cultura motore del turismo e della crescita dei territori, mentre cresce il pubblico di cinema, teatri e concerti. In occasione della presentazione del 22esimo rapporto di Federculture, il ministro Alessandro Giuli parla di un settore “vivo e propulsivo”, nel quale il denaro investito “non è mai a fondo perduto”.
La cultura, ricorda il titolare del MiC, “è impresa, è turismo, ed è sempre “più coscienza civile e senso di comunità”. Proprio il turismo, secondo il report, raggiunge 476,4 milioni di presenze, il 2,2% in più rispetto al 2024, confermandosi su livelli storicamente elevati. A sostenere la domanda è soprattutto la componente internazionale, che supera il 55% del totale e continua a trovare nel patrimonio culturale uno dei principali motivi di attrazione verso l’Italia. Lo dimostra la concentrazione dei flussi: i 1.024 comuni con caratteristiche culturali e paesaggistiche, pari ad appena il 13% del totale, raccolgono da soli circa il 63% di tutte le presenze turistiche del Paese. All’interno di questo insieme, i territori multi-vocazione, nei quali la cultura si combina con l’offerta balneare, montana o naturalistica, concentrano il 33,5% delle presenze nazionali; le grandi città il 21,6%; i comuni a vocazione esclusivamente culturale il 7,8%. Cresce, poi, la partecipazione degli italiani alle attività culturali.
Nel 2025 aumenta la partecipazione degli italiani alle principali attività culturali. Il teatro è frequentato, almeno una volta l’anno, dal 24,3% della popolazione, il cinema raggiunge il 48,2%, mentre la quota di chi visita musei e mostre passa in un anno dal 33,6% al 35,8%. Cresce anche la partecipazione ai concerti di musica leggera e alle visite a siti archeologici. La ripresa non coinvolge però allo stesso modo tutta la popolazione. I livelli più elevati si registrano tra adolescenti e giovani adulti. Nella fascia tra i 15 e i 24 anni la partecipazione al cinema supera il 77% e risulta particolarmente alta anche per concerti e altre forme di intrattenimento. Resta marcata anche la distanza tra le diverse aree del Paese. Nel 2025 la quota di popolazione che visita musei e mostre supera il 40% nel Nord-Ovest, mentre nel Mezzogiorno si ferma intorno al 26%. Differenze analoghe emergono nella lettura: al Nord legge almeno un libro il 47,8% della popolazione, contro il 29,5% del Sud. Anche il confronto europeo segnala una debolezza strutturale. Nel 2022 (ultimo aggiornamento disponibile sui confronti europei) soltanto il 36,9% degli italiani ha partecipato ad attività culturali, tra cinema, spettacoli dal vivo e visite a siti culturali, contro valori superiori al 70% in Paesi come Danimarca, Lussemburgo e Norvegia.
La cultura funge da traino anche nel campo della rigenerazione urbana finanziata dal Pnrr. Nell’ambito della misura dedicata ai progetti per ridurre le situazioni di marginalizzazione e degrado sociale il rapporto di Federculture ha individuato 342 interventi a caratterizzazione culturale, tra recupero di beni, teatri, strutture per lo spettacolo dal vivo e altri spazi culturali. Questi progetti rappresentano il 17% degli interventi finanziati, ma assorbono quasi il 20% delle risorse, per un valore complessivo di circa 800 milioni di euro. Il 38,9% dei progetti è localizzato nelle regioni del Nord, il 27,2% nel Centro, il 24% nel Sud e il 9,9% nelle Isole. A livello regionale, la maggiore concentrazione si registra in Lombardia, che raccoglie il 14,04% del totale, seguita dalla Puglia con il 12,87%, dal Veneto (10,53%), dal Lazio (9,94%) e dalla Toscana (8,77%). Nel 2024 la spesa dei comuni per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sfiora i 3 miliardi di euro, con una crescita del 5,6% rispetto al 2023.
Un risultato che consolida l’inversione di tendenza avviata nel 2021 e conferma le amministrazioni comunali come il principale presidio pubblico della cultura nei territori.A queste risorse si aggiungono circa 1,11 miliardi di euro stanziati dalle regioni, un livello sostanzialmente invariato nell’ultimo anno. Sempre più contenuto, invece, il contributo delle province, sceso a 71,7 milioni di euro e ormai lontano dai valori precedenti alla pandemia. Sul fronte delle risorse private, nel 2025 l’Art Bonus ha generato quasi 150 milioni di euro di erogazioni liberali, confermando il valore record dell’anno precedente. Al 30 aprile 2026 il totale cumulato delle donazioni supera 1,2 miliardi di euro. Sul fronte occupazionale nel 2025 i dati Istat stimano 851 mila occupati, pari al 3,5% dell’occupazione totale. Un numero in crescita per il quarto anno consecutivo dopo la contrazione del periodo pandemico.
Sebbene la componente maschile sia maggioritaria (473 mila occupati contro 378 mila occupate), l’aumento dell’occupazione culturale che si osserva tra il 2021 e il 2025 riguarda maggiormente le donne (+11,5% in confronto a +9,5% gli uomini). A livello territoriale, è il Nord la ripartizione geografica con la maggiore presenza di occupati culturali (54,6%, contro il 26,5% del Centro e il 18,9% del Mezzogiorno), tuttavia è l’unica in cui si registra un lieve calo nell’ultimo anno (-1,0%). Il lavoro culturale presenta però delle criticità strutturali, in particolare per la forte presenza di lavoratori autonomi senza dipendenti (41,5% rispetto al 14,0% del totale occupati), che includono anche le forme più vulnerabili del lavoro indipendente (prestatori d’opera occasionali, collaboratori, ecc.). I lavoratori dipendenti sono, invece, meno diffusi, sia quelli a termine (6,8% contro 10,6%) sia, soprattutto, quelli a tempo indeterminato (44,0% rispetto al 67,9% del totale occupati).
Per il presidente di Federculture, Andrea Cancellato, “la crescita del pubblico conferma che in Italia la domanda di cultura è forte. Il punto oggi è dare al settore strumenti più stabili per rispondere a questa domanda e ridurre le differenze tra i territori. Per questo ci auguriamo che, prima della fine della legislatura, possano essere approvati alcuni provvedimenti importanti, a partire dalla normativa sulle fondazioni di partecipazione e dal rafforzamento dell’Art Bonus e del Fondo Cultura presso l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale”.
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Redazione Ore 12
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