Un nuovo test tedesco ha analizzato 29 latti detergenti per il viso e il risultato è incoraggiante: quasi tutti superano il test, compresi diversi marchi famosi venduti in Italia. L’unico bocciato è Garnier, per la presenza di due ingredienti considerati controversi
Il latte detergente è uno dei prodotti più utilizzati nella routine quotidiana di cura del viso. La sua funzione è semplice: eliminare trucco, crema solare, sebo e impurità senza aggredire la pelle. A differenza dei detergenti schiumogeni, infatti, questi prodotti sfruttano soprattutto l’azione combinata di oli ed emulsionanti. Gli oli aiutano a sciogliere le sostanze grasse presenti sulla pelle, mentre gli emulsionanti permettono poi di eliminarle con il risciacquo.
Proprio per la sua reputazione di prodotto “delicato”, il latte detergente viene spesso consigliato anche a chi ha la pelle sensibile o tende ad avere una barriera cutanea fragile. Ma le formule presenti sul mercato sono tutte davvero così rispettose della pelle?
A questa domanda ha cercato di rispondere la rivista tedesca Öko-test, che ha analizzato 29 latti detergenti per il viso, mettendo alla prova prodotti di marchi molto conosciuti, cosmetici naturali certificati e alternative economiche.
I risultati del test
Il risultato complessivo è positivo, secondo Öko-test la maggior parte dei prodotti analizzati può essere consigliata. Ben 23 latti detergenti hanno ottenuto il giudizio “ottimo”, mentre altri 4 sono stati valutati “buoni”.
Nel complesso, i laboratori non hanno rilevato problemi legati a sostanze come formaldeide, muschi sintetici, metalli pesanti o contaminanti da oli minerali. Tuttavia, la rivista ha evidenziato alcune criticità.
Tra gli ingredienti più critici ci sono soprattutto la clorfenesina (Chlorphenesin), un conservante appartenente al gruppo dei composti organoalogenati, che può causare irritazioni cutanee e l’acido salicilico, classificato nell’Unione europea come sostanza sospettata di tossicità per la riproduzione di categoria 2 e oggetto di discussione per un possibile effetto di interferenza endocrina.
Gli esperti tedeschi sottolineano che clorfenesina e acido salicilico sono comunque autorizzati dalla normativa europea sui cosmetici e che i prodotti rispettavano i limiti previsti dalla legge. La critica della rivista riguarda soprattutto la loro presenza in prodotti che vengono pubblicizzati come particolarmente delicati.
Non mancano poi i polimeri sintetici (trovati in 4 prodotti), spesso indicati come “plastica liquida”, utilizzati per modificare la consistenza dei cosmetici ma poco desiderabili dal punto di vista ambientale.
Il problema è che questi composti possono raggiungere gli ecosistemi acquatici perché gli impianti di depurazione non riescono sempre a eliminarli completamente. Inoltre molti polimeri sintetici sono difficilmente biodegradabili e gli effetti sulla catena alimentare non sono ancora completamente conosciuti.
Anche il packaging potrebbe migliorare: solo meno di un terzo dei produttori dichiara di utilizzare più del 30% di plastica riciclata post-consumo nelle confezioni.
I prodotti migliori
Tra i latti detergenti analizzati dal test figurano diversi marchi conosciuti e reperibili anche in Italia, tra cui Nivea, Dr. Hauschka, Weleda, Lavera, Douglas, Diadermine e Garnier.
Tra i prodotti che hanno ottenuto il giudizio migliore troviamo diversi cosmetici naturali certificati, come il latte detergente Dr. Hauschka, il latte detergente Sensitive alla mandorla di Weleda e il latte detergente Lavera Basis Sensitiv, ma anche il latte detergente delicato Nivea conquista un “ottimo”. Queste formulazioni hanno convinto la rivista tedesca per l’assenza di ingredienti considerati problematici e per un profilo complessivamente più attento alla composizione.
Promossi anche alcuni marchi molto diffusi nella grande distribuzione e nella profumeria: il latte detergente idratante Diadermine e il latte struccante essenziale Douglas hanno ricevuto una valutazione “buona”. Un risultato che mostra come anche prodotti più accessibili o facilmente reperibili possano rappresentare valide alternative nella scelta di un detergente viso.
L’unico bocciato
L’unico prodotto del test a ricevere una valutazione insufficiente è stato il Garnier Hyaluron Barrier Protect Cream Cleanser. Secondo Öko-test, il problema principale è la presenza contemporanea di due ingredienti considerati critici: clorfenesina e acido salicilico.
La clorfenesina viene utilizzata come conservante, ma può provocare irritazioni cutanee in alcune persone. L’acido salicilico, invece, oltre al suo impiego cosmetico, è classificato nell’UE come sostanza sospettata di poter danneggiare la riproduzione.
Pur rispettando i limiti stabiliti dalla normativa europea, secondo la rivista questi ingredienti risultano poco coerenti con un prodotto presentato come “delicato” e destinato alla detersione quotidiana del viso.
ÖKO-TEST
Come è stato condotto il test
Per realizzare il confronto, sono stati acquistati 29 latti detergenti per il viso in supermercati, negozi biologici, farmacie, profumerie e discount. Tra questi, 14 erano cosmetici naturali certificati.
La selezione ha privilegiato prodotti indicati per tutti i tipi di pelle e quelli che prevedono il risciacquo con acqua dopo l’applicazione. Sono stati esclusi invece detergenti specifici per pelle impura o con azione anti-età.
I laboratori hanno analizzato le formule alla ricerca di sostanze problematiche come profumi allergizzanti, composti muschiati, formaldeide e sostanze che la rilasciano, ftalati, metalli pesanti e contaminanti da oli minerali.
Sono stati inoltre valutati ingredienti come siliconi, polimeri sintetici e la sostenibilità degli imballaggi, verificando anche la quantità di materiale riciclato dichiarata dai produttori.
Fonte: Öko-test
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Francesca Biagioli
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