La National Academy of Sciences ha deciso di rimuovere dal proprio sito web il capitolo dedicato alla scienza del clima contenuto nel manuale di riferimento destinato ai giudici federali statunitensi, dopo le accuse mosse dai parlamentari conservatori secondo cui il documento avrebbe potuto influenzare le sentenze dei tribunali a favore delle cause legate al cambiamento climatico.
Il testo in questione fa parte della quarta edizione del Reference Manual on Scientific Evidence, un manuale realizzato dalla Nas in collaborazione con il Federal Judicial Center ed è pensato per guidare i giudici statunitensi nella valutazione delle prove scientifiche. «Il manuale è stato sottoposto a un esame», ha dichiarato l’accademia, spiegando che i dubbi sollevati riguardo al processo con cui è stato redatto giustificano una revisione imparziale. Per questo motivo, il capitolo non comparirà sul sito dell’istituzione fino alla conclusione di tale verifica.
«Dopo otto lunghi mesi, le National Academies hanno finalmente ammesso che il capitolo sulla scienza del clima, che è stato distorto nel loro manuale di riferimento giudiziario, merita un controllo approfondito», ha dichiarato Carrie Severino, presidente della Judicial Crisis Network, in una email a Epoch Times Usa. Severino ha aggiunto che ci sono volute «una massiccia reazione pubblica», la presa di distanza della giudice della Corte Suprema Elena Kagan dal capitolo, e la rimozione dello stesso da parte del Federal Judicial Center, prima che le National Academies si «arrendessero all’evidenza dei fatti».
Il tema è strettamente legato al vasto contenzioso climatico in corso negli Stati Uniti, che vede città, contee e interi Stati citare in giudizio le compagnie energetiche per i danni che il riscaldamento globale starebbe causando alle rispettive comunità. Tra i casi più noti figura quello della contea di Multnomah, nell’Oregon, che ha chiesto un risarcimento di 50 miliardi di dollari a colossi del settore come Exxon Mobil, Shell, Chevron, BP e ConocoPhillips. Va inoltre segnalato che gli studi legali che rappresentano questi soggetti hanno ricevuto finanziamenti da organizzazioni no profit di orientamento attivista, come il Rockefeller Family Fund e il New Venture Fund.
Il manuale del Federal Judicial Center è oggetto di critica non solo da parte di numerosi parlamentari conservatori, ma anche di alcuni scienziati del clima. «I giudici federali fanno affidamento su questo manuale e quando gli attivisti riescono a controllare il processo con cui viene scritto, finiscono per controllare i tribunali stessi», ha spiegato Jason Isaac, amministratore delegato dell’American Energy Institute interpellato da a Et Usa.
Per diversi esponenti della politica e della scienza, quindi, il capitolo starebbe sostenendo le tesi dei querelanti nelle migliaia di cause climatiche attualmente in corso nei nei tribunali statunitensi. In pratica, un manuale che dovrebbe essere imparziale ha finito per fornire ai giudici argomenti già pronti a favore di chi fa causa alle compagnie petrolifere, invece di limitarsi a spiegare la scienza in modo equilibrato. Il manuale è stato distribuito a oltre 3 mila giudici ed è stato citato in più di 1.700 sentenze. Non a caso, a gennaio i procuratori generali di 27 Stati avevano scritto al Federal Judicial Center per chiedere la rimozione delle informazioni sulla scienza del clima dal manuale. Nella lettera, i procuratori generali contestavano, tra le altre cose, un possibile conflitto d’interessi da parte degli autori: chi ha scritto il capitolo sul clima avrebbe anche sostenuto pubblicamente le cause climatiche come strumento di lotta al riscaldamento globale. Due degli autori, in particolare, avevano firmato insieme un resoconto del 2021 intitolato “The Law and Science of Climate Change Attribution”, nel quale viene delineato un metodo per collegare gli eventi meteorologici estremi alle cause legali.
Anche Donald Trump è intervenuto sul tema lo scorso luglio, criticando la Nas su Truth e accusandola di aver pubblicato «manuali fraudolenti, distorti e fuorvianti sul cambiamento climatico». Trump ha inoltre minacciato di tagliare i finanziamenti all’organizzazione, dichiarando che «i contribuenti non dovrebbero finanziare la frode climatica, e i giudici non avrebbero mai dovuto affidarsi ad essa».
Va ricordato che il manuale era stato avallato dalla giudice della Corte Suprema Elena Kagan la quale, però, ha successivamente dichiarato durante un’audizione al Parlamento di non aver mai letto il capitolo dedicato alla scienza del clima.
Nel frattempo, il Parlamento ha avviato un’indagine per chiarire come sia stato redatto il manuale, chi lo abbia effettivamente scritto e se soggetti esterni – compresi avvocati dei querelanti nelle cause climatiche – abbiano contribuito alla sua stesura. In una lettera datata 14 gennaio e indirizzata al Federal Judicial Center, i deputati repubblicani Jim Jordan, presidente della Commissione Giudiziaria della Camera, e Darrell Issa, presidente della Sottocommissione su Tribunali, Proprietà Intellettuale e Internet, hanno accusato la Nsa di aver prodotto una «programmazione distorta», con l’obiettivo, precisano, di «predisporre i giudici federali a favore dei querelanti che lamentano danni derivanti dalla produzione, commercializzazione, uso o vendita di combustibili fossili». All’indomani di queste accuse, il Federal Judicial Center ha deciso di rimuovere il capitolo dal proprio manuale di riferimento.
Oltre al manuale, la Nas aveva pubblicato a luglio anche un resoconto separato, nel quale sosteneva la validità della cosiddetta «attribuzione degli eventi estremi», la teoria giuridica alla base di molte cause climatiche, secondo cui i danni provocati da fenomeni meteorologici estremi possono essere ricondotti alle emissioni di combustibili fossili, come sostenuto dai querelanti. «Gli strumenti scientifici, i dataset osservativi e i metodi sviluppati e impiegati per l’attribuzione degli eventi estremi sono progrediti in modo significativo nell’ultimo decennio, aumentando l’affidabilità dei risultati per alcune tipologie di eventi meteorologici», ha dichiarato la Nas a proposito del proprio rapporto.
Il documento fornisce inoltre una metodologia per stabilire un nesso tra le emissioni di gas serra, i cambiamenti climatici, gli eventi meteorologici estremi, i loro impatti fisici sulle comunità e i conseguenti danni sociali ed economici. L’accademia ha affermato di avere la «massima fiducia» nell’attribuire ai cambiamenti climatici i danni causati da ondate di caldo estremo, gelate intense e piogge particolarmente violente. Ma la National Academy of Sciences ha comunque precisato che il capitolo è ora sottoposto a revisione e che le procedure seguite dovranno rispettare «lo standard più elevato di obiettività», e che quando emergono dubbi sul rispetto di questo standard, l’accademia «ha il dovere» di esaminarli e di agire di conseguenza.
«Se la Nas fa sul serio e vuole veramente essere obiettiva, allora dovrebbe rivedere l’intero manuale, e non solo il capitolo che ha suscitato polemiche», ha commentato Isaac. «E la credibilità di qualsiasi revisione indipendente dipenderà interamente dal livello di trasparenza dimostrato dall’accademia: chi la conduce, cosa emerge realmente e se i risultati verranno resi pubblici nella loro interezza».
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Redazione ETI
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