BARI – Prima di introdurre nuove limitazioni agli affitti brevi, occorre verificare quanto le locazioni turistiche incidano realmente sulla disponibilità di abitazioni per i residenti. È questa la richiesta che AIGO Confesercenti Puglia rivolge al presidente della Regione Antonio Decaro, sollecitando l’apertura di un confronto con le associazioni dell’ospitalità extralberghiera prima che i Comuni adottino i regolamenti previsti dalla nuova legge regionale.
La posizione è contenuta in una lettera aperta firmata da Michele Piccirillo, presidente regionale di AIGO Confesercenti Puglia, che interviene nel dibattito sulle misure destinate a disciplinare le locazioni turistiche nelle aree maggiormente interessate dai flussi di visitatori.
L’associazione riconosce la necessità di tutelare il diritto alla casa e di governare lo sviluppo turistico, ma invita a evitare interventi generalizzati che potrebbero produrre conseguenze sull’economia senza risolvere le difficoltà abitative.
«Un affitto breve in meno non significa necessariamente una casa in più disponibile per una famiglia», sottolinea AIGO, contestando l’idea che la riduzione degli alloggi turistici possa tradursi automaticamente in un aumento delle abitazioni offerte ai residenti.
Secondo l’associazione, le difficoltà di accesso alla casa dipendono da una pluralità di fattori economici, sociali e strutturali. Le locazioni turistiche possono contribuire all’aumento dei canoni e alla diminuzione degli immobili disponibili, ma la loro incidenza deve essere valutata caso per caso.
La nuova normativa regionale consente infatti ai Comuni interessati di introdurre criteri e restrizioni in determinate aree del territorio. Una facoltà che, secondo AIGO, dovrebbe essere esercitata sulla base di dati attendibili e di un’analisi delle effettive condizioni del mercato immobiliare.
La pressione turistica, osserva l’associazione, può cambiare sensibilmente non soltanto da un Comune all’altro, ma anche tra quartieri della stessa città.
Da qui la richiesta di istituire un tavolo di confronto tra Regione, amministrazioni comunali e rappresentanti dell’extralberghiero, prima dell’approvazione dei singoli regolamenti.
L’obiettivo non sarebbe una semplice consultazione, ma la definizione di un percorso condiviso per applicare la legge, evitando decisioni fondate su valutazioni generiche.
AIGO propone in particolare che la Regione elabori un sistema comune di indicatori sulla pressione turistica e abitativa, utilizzando le informazioni disponibili presso Pugliapromozione, ISTAT e altri organismi competenti.
Tra i parametri da considerare figurano il rapporto tra posti letto turistici e popolazione residente, la distribuzione degli alloggi sul territorio, l’andamento dei canoni, la disponibilità di case per famiglie e lavoratori e il numero degli immobili inutilizzati.
L’associazione ritiene inoltre necessario distinguere le diverse modalità di gestione degli affitti brevi, separando le attività occasionali da quelle continuative e quelle imprenditoriali dalle locazioni non imprenditoriali.
«Non avrebbe senso affidare ai Comuni la responsabilità di introdurre limitazioni senza metterli nelle condizioni di misurare i fenomeni e valutare le conseguenze delle proprie decisioni», si legge nella lettera.
AIGO richiama anche il confronto nazionale ed europeo sulla regolamentazione del settore, ricordando le osservazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla necessità di considerare le caratteristiche delle differenti attività e gli effetti concreti delle restrizioni.
Per l’associazione, eventuali provvedimenti comunali dovrebbero quindi essere giustificati da esigenze documentate, rispettare criteri di necessità e proporzionalità e prevedere garanzie per le attività già legittimamente avviate.
Un altro punto centrale riguarda la verifica dei risultati delle misure adottate. Non basterebbe, secondo AIGO, registrare una diminuzione degli immobili destinati ai turisti: occorrerebbe accertare se questo comporti davvero un aumento delle abitazioni accessibili ai residenti e quali effetti produca sulle attività economiche.
La questione abitativa, aggiunge Piccirillo, richiede anche interventi per recuperare gli immobili inutilizzati, incentivare le locazioni residenziali, offrire maggiori garanzie a proprietari e inquilini e sostenere gli investimenti nell’edilizia abitativa.
Nella lettera viene affrontato anche il tema della distribuzione dei flussi turistici sul territorio regionale.
AIGO accoglie favorevolmente l’indicazione di Decaro di promuovere nuove opportunità nei borghi e nelle località meno conosciute della Puglia, ma avverte che limitare gli affitti brevi nelle destinazioni più frequentate non garantirebbe automaticamente uno spostamento dei visitatori verso le aree interne.
Per rendere attrattivi questi territori, sostiene l’associazione, servono collegamenti, servizi, programmazione e investimenti.
L’attenzione viene richiamata anche sull’indotto dell’ospitalità extralberghiera, che coinvolge non soltanto i proprietari e i gestori degli immobili, ma anche artigiani, commercianti, imprese e operatori dei servizi.
«Non chiediamo di sottrarre i Comuni alle responsabilità che la legge assegna loro. Chiediamo che la Regione accompagni questa nuova fase con conoscenza, confronto e strumenti adeguati», precisa AIGO.
Nella conclusione della lettera, Piccirillo ribadisce la disponibilità dell’associazione a collaborare con la Regione, sostenendo che «il diritto alla casa e il diritto di svolgere un’attività economica nel rispetto delle regole non devono diventare interessi contrapposti».
L’appello rivolto a Decaro è dunque quello di avviare il confronto prima che le amministrazioni comunali definiscano le proprie restrizioni, per individuare soluzioni capaci di conciliare le esigenze dei residenti con la tutela delle attività turistiche.
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