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In sintesi
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha finanziato 32 interventi su edifici di culto in 12 Regioni italiane, per complessivi 6 milioni di euro nell’ambito della programmazione 2026-2028. Gli interventi comprendono recupero, restauro, manutenzione e riqualificazione del patrimonio religioso. La quota maggiore delle risorse è destinata alla Lombardia; tra le opere più consistenti figurano quelle previste a Lecce, Milano e Firenze.
6 milioni per recuperare e riqualificare 32 edifici di culto
Nuove risorse per il recupero del patrimonio edilizio religioso italiano.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato il finanziamento di 32 interventi distribuiti in 12 Regioni, per un valore complessivo di 6 milioni di euro.
Il programma riguarda interventi di recupero, restauro e riqualificazione degli edifici di culto e si inserisce nella programmazione ministeriale per il triennio 2026-2028.
L’obiettivo dichiarato dal MIT è tutelare e valorizzare un patrimonio che, oltre alla funzione religiosa, rappresenta spesso una componente rilevante del tessuto storico, architettonico e identitario delle comunità locali.
Per progettisti, tecnici e imprese il dato interessante non è però soltanto l’ammontare dello stanziamento: il programma interessa un patrimonio edilizio molto eterogeneo e comprende tipologie di intervento differenti, dalla manutenzione al restauro fino alle opere di bonifica.
Come sono distribuite le risorse tra le Regioni
Secondo i dati ufficiali diffusi dal MIT, la quota più consistente è destinata alla Lombardia, con oltre 1,4 milioni di euro.
Seguono:
- Puglia: 856 mila euro;
- Campania: 672 mila euro;
- Calabria: 603 mila euro;
- Liguria: 502 mila euro;
- Lazio: 500 mila euro.
La programmazione coinvolge inoltre Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Sardegna, Sicilia e Friuli-Venezia Giulia.
La distribuzione evidenzia quindi un programma territorialmente diffuso, che interessa sia importanti contesti urbani sia edifici collocati in centri di dimensioni minori.
Dal restauro alla bonifica: gli interventi più rilevanti
Il MIT ha richiamato in particolare tre opere, significative anche per la diversa natura degli interventi previsti.
Chiesa di Sant’Antonio a Lecce: 761 mila euro per il restauro
L’intervento economicamente più rilevante tra quelli citati dal Ministero riguarda la Chiesa di Sant’Antonio a Lecce, alla quale sono destinati 761 mila euro.
Il finanziamento è finalizzato al restauro dell’edificio.
San Nicola in Dergano a Milano: 700 mila euro per la manutenzione
Alla Chiesa di San Nicola in Dergano, a Milano, sono destinati 700 mila euro per interventi di manutenzione.
La Lombardia è complessivamente la Regione che beneficia della quota maggiore del programma, con oltre 1,4 milioni di euro.
San Zanobi a Firenze: 475 mila euro per il risanamento dall’amianto
Un intervento di natura differente riguarda invece la Chiesa di San Zanobi a Firenze, per la quale sono previsti 475 mila euro destinati al risanamento dalla presenza di amianto.
Il caso evidenzia come la programmazione non riguardi esclusivamente il restauro storico-architettonico, ma possa comprendere anche interventi necessari a garantire sicurezza, salubrità e conservazione dell’edificio.
Perché il recupero degli edifici di culto interessa progettisti e imprese
Gli edifici religiosi costituiscono una parte particolare del patrimonio costruito italiano.
Molte chiese presentano strutture storiche in muratura, coperture e apparati decorativi di pregio e richiedono quindi un approccio progettuale che deve mettere in relazione conservazione, sicurezza, compatibilità dei materiali e tutela dei caratteri originari dell’opera.
A seconda delle caratteristiche del singolo intervento possono entrare in gioco competenze differenti:
- rilievo geometrico e materico;
- diagnostica delle strutture esistenti;
- valutazione dello stato di conservazione;
- progettazione degli interventi di restauro;
- consolidamento delle strutture;
- manutenzione di coperture e facciate;
- bonifica di materiali contenenti amianto;
- interventi sugli impianti;
- sicurezza in fase di progettazione e di cantiere.
Per questo motivo il programma interessa non soltanto gli enti beneficiari, ma anche architetti, ingegneri, restauratori, imprese specializzate e professionisti che operano sul patrimonio storico ed esistente.
Restauro e sicurezza: perché non tutti gli interventi sono uguali
La formulazione utilizzata dal MIT — recupero, restauro e riqualificazione — comprende attività che possono essere molto diverse tra loro.
In un edificio storico, ad esempio, una manutenzione della copertura richiede valutazioni differenti rispetto a un intervento di consolidamento strutturale o a un’opera di restauro delle superfici.
Allo stesso modo, una bonifica dall’amianto comporta procedure specifiche sotto il profilo della sicurezza, della gestione dei materiali e dell’organizzazione del cantiere.
La qualità dell’intervento dipende quindi dalla capacità di partire da una corretta conoscenza dell’edificio, individuare le cause del degrado e scegliere soluzioni compatibili con strutture e materiali esistenti.
È questo l’aspetto che rende il finanziamento interessante anche dal punto di vista tecnico: dietro i 32 interventi non esiste un’unica tipologia di progetto, ma un insieme di problematiche differenti legate alla conservazione e alla trasformazione del patrimonio esistente.
Non è un nuovo bando aperto ai professionisti
È importante chiarire un punto.
La comunicazione del MIT riguarda interventi già individuati e finanziati nell’ambito della programmazione 2026-2028.
Non si tratta quindi di un nuovo bando al quale professionisti, imprese o proprietari di edifici religiosi possano presentare direttamente domanda.
Il dettaglio degli interventi e del relativo riparto è contenuto nelle tabelle allegate al provvedimento ministeriale.
Per i professionisti sarà invece utile seguire le successive fasi di attuazione delle singole opere, nelle quali potranno essere avviate le procedure necessarie per progettazione, servizi tecnici e realizzazione dei lavori secondo le modalità previste per ciascun intervento.
Un programma che si aggiunge agli investimenti già avviati sugli edifici religiosi
L’intervento del 2026 si inserisce in una politica ministeriale già attiva negli anni precedenti.
Nel dicembre 2025 il MIT aveva infatti annunciato un’altra programmazione triennale, del valore complessivo di circa 17,06 milioni di euro, relativa a 47 interventi su immobili di culto in 10 Regioni.
Per quella programmazione il Ministero aveva indicato la possibilità, per i beneficiari, di stipulare convenzioni con i Provveditorati alle opere pubbliche territorialmente competenti oppure con altre stazioni appaltanti qualificate.
La nuova programmazione 2026-2028 conferma quindi l’attenzione verso un patrimonio edilizio che necessita di interventi continui di manutenzione, conservazione e adeguamento.
FAQ
Quanti interventi sugli edifici di culto sono stati finanziati dal MIT nel 2026?
Il nuovo programma comprende 32 interventi distribuiti in 12 Regioni, per un finanziamento complessivo di 6 milioni di euro nell’ambito della programmazione 2026-2028.
Quali tipi di lavori sono finanziati?
Il MIT indica interventi di recupero, restauro e riqualificazione. Tra gli esempi riportati figurano il restauro di una chiesa a Lecce, la manutenzione di un edificio religioso a Milano e un intervento di risanamento dall’amianto a Firenze.
Quale Regione riceve più risorse?
La Lombardia riceve la quota più elevata, con oltre 1,4 milioni di euro. Seguono Puglia, Campania, Calabria, Liguria e Lazio.
È possibile presentare domanda per ottenere questi finanziamenti?
No. La comunicazione ministeriale riguarda un programma con interventi già individuati. Non è l’apertura di un nuovo bando rivolto direttamente a professionisti, imprese o proprietari.
Quali professionisti possono essere coinvolti negli interventi?
In funzione delle opere possono essere coinvolti architetti, ingegneri, restauratori, coordinatori della sicurezza, tecnici specializzati nella diagnostica e imprese qualificate nel restauro, nel consolidamento, nella manutenzione e nelle bonifiche.
Fonte
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “Edifici di culto: 6 milioni per 32 interventi in 12 regioni”, comunicazione pubblicata il 19 ottobre 2026 relativa alla programmazione 2026-2028.
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