Il 22 ottobre 2022 Giorgia Meloni prestava giuramento al Quirinale. Quattro anni dopo, il suo Governo raggiunge un traguardo inedito nella storia repubblicana: nessun esecutivo aveva tagliato questo anniversario senza un’interruzione. È un risultato politico che acquista sostanza attraverso ciò che la continuità ha consentito di realizzare.
Il dossier pubblicato da palazzo Chigi per l’occasione raccoglie i principali indicatori economici e sociali, insieme ai provvedimenti approvati e agli interventi avviati. Il quadro restituisce una direzione riconoscibile: incentivare il lavoro e la produzione, sostenere le famiglie, riportare investimenti nel Mezzogiorno, rafforzare la sicurezza.
Sono capitoli legati da una stessa idea di governo. Un’impresa che investe ha bisogno di regole comprensibili e territori sicuri. Una famiglia può progettare il futuro quando dispone di redditi affidabili e servizi. Un giovane può scegliere di restare al Sud se trova opportunità concrete. È dentro queste relazioni che va letto il bilancio del quadriennio.
Più lavoro stabile, più possibilità di costruire
L’occupazione è il dato dal quale partire. Secondo il documento governativo, gli occupati raggiungono quota 24,4 milioni, un record storico. Il tasso di occupazione passa dal 60,1 per cento del 2022 al 63 per cento nel primo semestre del 2026. La disoccupazione scende dall’8,1 al 5,6 per cento.
Il dossier registra inoltre 1,4 milioni di posti di lavoro stabili in più. È un elemento essenziale per comprendere la portata sociale dell’avanzamento: un rapporto di lavoro stabile permette di programmare una spesa, affrontare un mutuo, assumersi responsabilità familiari.
L’indirizzo dell’esecutivo emerge dagli strumenti adottati. Gli esoneri contributivi per le assunzioni e la maggiorazione al 120 per cento della deduzione del costo del lavoro per i nuovi assunti puntano a rendere più conveniente ampliare gli organici. Il sostegno pubblico viene collegato alla creazione di occupazione.
Nella stessa impostazione si colloca la sostituzione del Reddito di cittadinanza con l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro. La scelta distingue la protezione delle situazioni di fragilità dai percorsi destinati agli occupabili. Il lavoro torna a essere il riferimento attorno al quale costruire autonomia personale e partecipazione alla vita economica.
Anche l’occupazione femminile offre un segnale importante: il bilancio indica 10,4 milioni di donne occupate e un tasso del 54,3 per cento. Per consolidare questi risultati serviranno condizioni che consentano di tenere insieme professione, maternità e responsabilità familiari.
Il Mezzogiorno come questione nazionale
Nel secondo trimestre del 2026 il tasso di occupazione del Sud raggiunge il 51 per cento, con un aumento di 4,4 punti rispetto al 2022. Il Governo lo presenta come un massimo storico.
La distanza da recuperare resta ampia. Proprio per questo l’avanzamento ha un valore politico: il Mezzogiorno entra nel bilancio attraverso il lavoro e gli investimenti, i due fattori dai quali dipende la possibilità di costruire uno sviluppo duraturo.
La Zes unica, la Zona economica speciale per il Mezzogiorno, rappresenta uno degli strumenti principali di questa strategia. Il dossier riporta 10 miliardi di crediti d’imposta nel periodo 2024–2028 e stima un impatto economico complessivo di 60 miliardi. A questi interventi si affiancano oltre 7 miliardi fino al 2030 per favorire le assunzioni.
Il passaggio decisivo è creare condizioni nelle quali investire diventi conveniente e possibile: infrastrutture, autorizzazioni, amministrazioni capaci di accompagnare i progetti. Gli incentivi possono avviare un investimento; la qualità del territorio contribuisce a trattenerlo.
La politica di coesione completa questo quadro. Palazzo Chigi indica 34 Accordi per lo sviluppo e la coesione con Regioni, Province autonome e amministrazioni centrali, per oltre 50 miliardi di investimenti attivati.
Il significato nazionale della partita meridionale è evidente. Ogni opportunità di lavoro in più può consentire a un giovane di restare, a una famiglia di evitare una separazione imposta dalla necessità, a un’impresa di trovare competenze sul territorio. Il riscatto del Sud rafforza l’intero Paese.
Fisco e famiglia, il reddito come condizione di libertà
Il bilancio governativo quantifica in 140 miliardi le riduzioni fiscali per famiglie e imprese nel periodo 2023–2027. Si tratta del totale riferito all’arco indicato, che comprende quindi anche il 2027.
Tra le voci principali figurano il taglio del cuneo contributivo e fiscale, la riforma dell’Irpef, le agevolazioni per gli investimenti e gli incentivi all’occupazione. La direttrice è alleggerire il peso del prelievo sul lavoro e sostenere la capacità produttiva.
Per le famiglie, il documento riporta 19,8 miliardi destinati all’Assegno unico, con sei milioni di famiglie e dieci milioni di figli raggiunti. Il bonus asilo nido arriva fino a 3.600 euro, mentre per tre mesi di congedo parentale l’indennizzo viene portato dal 30 all’80 per cento della retribuzione.
Sono interventi che incidono sulle condizioni materiali nelle quali si sceglie di avere e crescere un figlio. La natalità richiede fiducia nel futuro, ma quella fiducia si alimenta anche attraverso il reddito disponibile, la possibilità di conservare il lavoro e il costo dei servizi.
Per il centrodestra, sostenere la famiglia significa dunque intervenire sulle difficoltà che ne accompagnano la vita quotidiana. È su questa concretezza che una priorità politica diventa riconoscibile.
Sicurezza e legalità, una politica sociale
La sicurezza attraversa il bilancio come una responsabilità fondamentale dello Stato. Il dossier indica 46 mila nuove assunzioni nelle forze di polizia, 4.330 operazioni ad alto impatto e la liberazione di 6.101 alloggi popolari occupati abusivamente.
Il recupero delle abitazioni mostra il legame tra legalità e giustizia sociale. Un alloggio restituito alla disponibilità pubblica può tornare nel circuito delle assegnazioni e rispondere ai bisogni di chi attende rispettando le regole.
La stessa relazione emerge dal modello Caivano, che affianca gli interventi di sicurezza al recupero di strutture e spazi collettivi. Per Caivano e altri nove territori il documento riporta 290 milioni, 57 progetti conclusi e 90 in sviluppo o realizzazione.
L’obiettivo politico è ricostruire la presenza delle istituzioni nei luoghi in cui criminalità e abbandono riducono la libertà dei cittadini. Una scuola, un impianto sportivo, una piazza recuperata diventano parte della risposta quando possono essere frequentati e vissuti senza intimidazioni.
Sul fronte dell’immigrazione clandestina, il Governo indica, rispetto al 2022, sbarchi ridotti del 70 per cento e rimpatri aumentati del 55 per cento. Il dossier accompagna questi numeri alla cooperazione con i Paesi di origine e di transito e all’iniziativa sulle politiche europee.
La scelta rivendicata dall’esecutivo è riportare il controllo dei flussi nella responsabilità delle istituzioni, attraverso strumenti operativi e accordi internazionali.
Conti pubblici e servizi: la prova della continuità
Nel quadro presentato da palazzo Chigi, il rapporto deficit/Pil passa dall’8,1 per cento del 2022 al 3,1 per cento del 2025. Per il 2026 viene indicata una previsione del 2,9 per cento. Lo spread scende dai 236 punti base riportati all’insediamento a 109 punti il 15 ottobre 2026.
La credibilità finanziaria ha conseguenze sulla capacità dello Stato di intervenire. Il costo del debito condiziona le risorse disponibili e lo spazio delle decisioni pubbliche. Difendere la sostenibilità dei conti significa anche proteggere nel tempo la possibilità di finanziare servizi e investimenti.
La sanità rende evidente la responsabilità che accompagna gli stanziamenti. Il Fondo sanitario nazionale, secondo il dossier, sale dai 126 miliardi del 2022 ai 143 miliardi del 2026. Per il cittadino il risultato deve tradursi nella possibilità di prenotare una visita, trovare personale, ricevere cure in tempi adeguati.
È il compito che si apre dopo quattro anni: portare a compimento gli interventi, consolidare gli avanzamenti, trasformare le risorse in servizi accessibili.
Il centrodestra arriva a questo anniversario con un indirizzo politico riconoscibile e risultati sui quali rivendicare il proprio operato. La continuità gli offre una possibilità preziosa: seguire le scelte fino alle conseguenze concrete. Il valore di questo quadriennio crescerà quanto più lavoro, sviluppo e legalità diventeranno condizioni solide della vita degli italiani.
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