Csm al voto domani e lunedì: c’è anche Cosimo Ferri. Sul tavolo la credibilità delle toghe – Antimafia Duemila


Magistrati al voto, domani e lunedì, per eleggere i nuovi 20 togati che siederanno nel plenum del Csm nella prossima consiliatura. La scadenza dell’attuale, infatti, è fissata a fine gennaio 2027. Dovranno essere eletti 2 togati in rappresentanza dei magistrati con funzioni di legittimità, 13 rappresentanti dei giudici di merito e 5 dei pm. Sessantaquattro, in totale, i candidati: accanto alle liste di Unicost, Area e Magistratura Indipendente, ci sono Magistratura Democratica con la Rete autogoverno diffuso, i “sorteggiati” di Altra Proposta e alcuni indipendenti. Tra questi, Cosimo Maria Ferri, ex leader di Magistratura Indipendente ed ex sottosegretario alla Giustizia, che fu coinvolto — e uscito indenne — nel caso Palamara, e che ora è tornato in toga come giudice alla Corte d’appello di Roma. Ferri, figlio dell’ex ministro Enrico Ferri, fu eletto al Csm a soli 35 anni con 553 preferenze, stabilendo un record. Negli anni successivi è però rimasto coinvolto nel procedimento disciplinare legato alla vicenda dell’Hotel Champagne, dove, insieme all’ex presidente dell’Anm Luca Palamara, avrebbe cercato di influenzare la nomina del procuratore di Roma. La vicenda si concluse senza conseguenze disciplinari grazie al voto della Giunta per le autorizzazioni della Camera, che negò al Csm l’utilizzo delle intercettazioni relative a quei fatti, nonostante la Corte costituzionale ne avesse successivamente riconosciuto l’utilizzabilità con una decisione del 22 giugno 2023. Se dovesse riuscire a conquistare nuovamente un seggio al Consiglio superiore della magistratura, segnerebbe il ritorno di una delle figure più controverse degli ultimi anni nella governance della magistratura italiana. Sul tavolo non c’è quindi solo l’assetto della prossima consiliatura, ma anche la credibilità della magistratura davanti ai cittadini che ne hanno difeso l’indipendenza all’ultimo referendum. “Sarebbe paradossale la rielezione di Ferri. Il Csm e i magistrati non hanno bisogno di un undicesimo membro laico. Se vogliamo rispettare il segnale di fiducia dei 14 milioni che hanno votato no, esercitiamo il diritto di voto con discernimento“, attacca, ad esempio, Fabrizio Vanorio, esponente Md e sostituto procuratore presso la Cassazione. E Giovanni Zaccaro, leader di Area: “Al di là del tifo per i nostri candidati, quello che più vogliamo è un Csm forte nel tutelare la giurisdizione e pretendere dal governo, qualunque sia, rispetto e risorse per la giustizia“. Tra i nomi dei laici si scoprono quelli di Antonio Di Pietro, dei senatori Zanettin (Fi), Rastrelli (FdI), Stefani (Lega), perfino di alcuni laici attualmente al Cpga del Consiglio di Stato che farebbero un bel balzo direttamente al Csm. A scanso imprevisti, il primo posto dovrebbe intestarselo ancora Magistratura Indipendente, i più vicini al governo ma spaccati al loro interno, a seguire i progressisti di Area.


I nomi dei candidati togati

Per Magistratura Indipendente sono candidati Salvatore Casciaro, giudice di Cassazione ed ex segretario dell’Anm, il pm di Venezia Stefano Buccini, il sostituto pg di Caltanissetta Gaetano Bono, la giudice della Corte d’appello di Milano Ernesta Occhiuto, il giudice di Genova Andrea Balba, la presidente vicaria del tribunale di Roma Maria Tiziana Balduini (che già in passato è stata togata al Csm), Giancosimo Mura, giudice a Sassari, Maria Ilaria Romano, presidente di sezione a Benevento, Giulio Corsini, giudice a Palermo, Song Damiani, giudice a Catanzaro, Ugo Scavuzzo, presidente di sezione a Messina, e Giovanna Mullig, giudice a Udine.

Nella lista presentata da Area Democratica per la Giustizia, il gruppo delle toghe progressiste, ci sono Egle Pilla, giudice alla Suprema Corte, Roberto Arata, giudice a Milano, Chiara Gallo, giudice di sorveglianza a Roma, Cristina Ornano, in servizio al tribunale di sorveglianza di Cagliari, la giudice di Bologna Antonella Rimondini, il giudice di Napoli Giuseppe Sepe, la giudice del tribunale di Bari Ilaria Casu, il pm della Direzione nazionale antimafia Eugenio Albamonte (in passato segretario del sindacato delle toghe) e il pm di Palermo Gianluca De Leo.

Unicost, invece, candida Lia Affinito, pm a Roma, Daniela Monaco Crea, giudice a Catania, Filippo Di Todaro, consigliere della Corte d’appello di Lecce, Pietro Indinnimeo (giudice a Salerno), la giudice di Roma Valeria Ciampelli, Annalisa Gianfelice (consigliera alla Corte d’appello di Ancona), la sostituta pg della Cassazione Elisabetta Ceniccola, la giudice di Torino Alessandra Salvadori (che è stata vicepresidente dell’Anm) e il pm di Napoli Giuliano Caputo, ex segretario Anm.

Poi c’è l'”alleanza” tra Magistratura Democratica e la Rete autogoverno diffuso: in lizza Gianbattista Nardecchia, sostituto pg in Cassazione, il giudice di Verona Pier Paolo Lanni, il giudice milanese Angelo Mambriani, Glauco Zaccardi (giudice a Cassino), Monica Amirante, presidente di sezione a Napoli, Roberta Amadeo (pm a Milano), Fabio Regolo (pm a Reggio Calabria) e Daniele Cappuccio, presidente di sezione alla Corte d’appello reggina.

E ancora: c’è la lista di “Altra Proposta“, con i suoi candidati sorteggiati: il pm di Napoli Raffaele Barela, il pm di Firenze Giacomo Pestelli, la giudice di Bari Maria Grazia Caserta, il giudice di Lecce Fabrizio Malagnino, la giudice bolognese Emanuela Romano, il giudice di Tivoli Francesco Lupia, la giudice di Viterbo Fiorella Scarpato, il giudice di Piacenza Antonino Fazio, il consigliere di Cassazione Luca Lorenzetti, Luisa Ferracane (Corte d’appello di Torino) e Alberto Giannone (presidente di sezione ad Asti).

Infine, in corsa i candidati indipendenti Luisa De Renzis, pg in Cassazione, Antonio Baldassarre, giudice a Napoli, Fernanda Iannone (Corte d’appello di Napoli), Francesco Valentini (Corte d’appello di Napoli), Rossana Esposito (Tribunale per i minorenni di Catanzaro), Maria Cardellicchio (pm a Milano), Monica Campese (pm a Napoli), Giorgia Spiri (pm a Messina), Lucia Anna Campo (pm a Chieti), Paolo Talamo (Corte d’appello di Venezia). Tra gli indipendenti c’è anche Vincenzo De Palma (Corte d’appello di Bari), Elisabetta Scolozzi (giudice a Belluno), Annarita D’Onofrio (Corte d’appello di Bologna) e Giacomo Gasparini (Corte d’appello di Ancona). Dopo le votazioni, che si concluderanno alle 14 di lunedì, le schede saranno trasmesse alla Commissione elettorale centrale in Cassazione, che svolgerà lo spoglio: tutti i risultati sono attesi entro la fine della settimana. Mercoledì 28, invece, il Parlamento si riunirà in seduta comune, chiamato a eleggere i 10 laici per la nuova consiliatura a Palazzo Bachelet.

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