Orsi polari in pericolo, l’impatto delle alluvioni in Brasile e il Tevere di Pasolini: la 29ª edizione del Festival CinemAmbiente di Torino ha premiato film capaci di trasformare la crisi climatica in emozione, poesia, memoria. Ecco tutti i vincitori e dove vederli gratis online fino al 14 giugno
Immaginate un orso polare sempre più disorientato che vaga tra i turisti di una cittadina canadese. Oppure una comunità brasiliana sepolta dalla sabbia dopo un’alluvione devastante. O ancora un bambino boliviano che cresce nelle viscere di una miniera d’argento che alimenta le nostre tecnologie “verdi”. Sono alcune delle storie premiate al 29° Festival CinemAmbiente di Torino, la rassegna dedicata al cinema ambientale più importante d’Italia, che si è conclusa il 7 giugno 2026.
Quarantacinque film in concorso, provenienti da tutto il mondo, per raccontare la crisi ecologica senza rinunciare alla bellezza, all’emozione, alla poesia. Ecco i vincitori.
Il miglior documentario racconta la convivenza sempre più difficile fra uomo e fauna selvatica
Il Premio Asja per il miglior documentario internazionale (5.000 €) è andato a “Nuisance Bear” di Jack Weisman e Gabriela Osio Vanden (USA/Canada/Regno Unito, 89′). Il titolo in italiano suona come “Orso Problema” — e in effetti è proprio di questo che parla il film: gli orsi polari della Baia di Hudson, costretti dal cambiamento climatico a spingersi sempre più verso gli insediamenti umani di Churchill, Manitoba, la città autoproclamatasi “Capitale mondiale dell’orso polare”.
La giuria lo ha premiato come un film “visivamente ammaliante, che danza nei contrasti: divertente, tragico, paradossale”, capace di raccontare l’estinzione animale senza perdere l’empatia. A guidarci in questo viaggio, una voce Inuit fuori campo — portatrice di un sapere ancestrale che mette in discussione ogni certezza del mondo moderno. Il film ha vinto anche il Premio Piemonte Parchi, che include la piantumazione di 100 alberi nella Foresta condivisa del Po piemontese.
Il pubblico sceglie il Brasile sommerso
Gli spettatori del festival hanno assegnato il Premio IREN del pubblico (1.500 €) a Rua do Pescador, nº 6 di Bárbara Paz (Brasile, 72′), che ha ottenuto anche una menzione speciale dalla giuria internazionale. Il film documenta l’alluvione del 2024 che ha travolto il Rio Grande do Sul: 600.000 sfollati, interi quartieri sott’acqua per settimane, strade di Porto Alegre trasformate in fiumi. Ma la regista — già nota per il documentario su Babenco premiato a Venezia e candidato agli Oscar — sceglie di raccontare la tragedia attraverso le storie intime di una piccola comunità, quella del quartiere Arquipélago (Le Isole), dove le case sono state letteralmente sepolte dalla sabbia. Il risultato è un ritratto potente della resilienza umana di fronte al collasso climatico.
Il cortometraggio che tasforma il collasso ecologico in dolore
Per i corti, il Premio SMAT è andato ad A Voyage of Eulogies di Jean-Pierre Pillay (Singapore, 21′): in un prossimo futuro, un regista cerca tracce di vita sulla Terra dopo un disastro ecologico. Un film di fantascienza ambientale che trasforma il collasso ecologico in dolore personale, in memoria, in elegia. La giuria l’ha premiato per la capacità di rendere percepibile ciò che i dati non riescono a comunicare.
Menzione speciale al tenero Amma, Do Giraffes Cry? di Kartikeya Saxena (Repubblica Ceca, 26′), in cui un regista porta sua madre zoologa allo zoo di Praga per filmare gli animali: un gorilla terrorizzato dai riflettori, pinguini che inseguono la propria ombra, un anaconda insonne. Un film che interroga il confine tra mondo animale e umano con rara delicatezza.
L’Italia in primo piano fra lupi, Tevere e pesca intensiva
Tra i film italiani, il Riconoscimento speciale “Gaetano Capizzi” per la sezione Made in Italy è andato a Torneranno i lupi di Bianca Vallino (52′), ambientato tra le colline del Monferrato: tre generazioni di donne che affrontano un dolore taciuto, i cicli infiniti della natura, i tarocchi, i lupi. Il film di diploma della giovane regista torinese riesce nell’impresa rara di trasformare una storia personale in riflessione universale sul legame con la terra.
Menzione speciale per Tevere corsaro di Pietro Balla e Monica Repetto (95′): seguendo il “Sentiero Pasolini” da Roma all’Idroscalo di Ostia, il film intreccia la difesa dell’ambiente con quella dei diritti collettivi. Un’opera coraggiosa, realizzata anche grazie a Pietro Balla, scomparso durante le riprese nel 2021.
Il Premio Casacomune — un’incisione originale dell’artista Francesca Capirone — è andato invece a Ma Prière à la mer (La mia preghiera al mare) di Davide Marino (60′): un racconto africano intriso di realismo magico ambientato sulle coste senegalesi, dove il pesce è scomparso per colpa della pesca intensiva straniera. Il regista romano, antropologo visuale, trasforma la denuncia ecologica in preghiera spirituale attraverso la cosmologia dei Lebu.
Le altre opere che si sono distinte
Il Premio Slow Food è andato al delizioso cortometraggio animato Labouyi Bannann (Banana Soup) di Geena Gasser (Svizzera, 7′): partendo dal mito della dea creatrice Timbehes, che generò l’umanità fecondandosi con una banana, il film denuncia in sette minuti i paradossi del consumismo e dell’agricoltura industriale. Colorato, ironico, sorprendente.
Il Premio Ambiente e Società, assegnato dai lavoratori della Cooperativa Sociale Arcobaleno, è andato a Silver di Natalia Koniarz (Polonia/Norvegia/Finlandia, 79′): un viaggio nelle miniere d’argento di Potosí, in Bolivia, tra le più antiche del mondo. L’argento estratto a prezzo di vite umane alimenta oggi le stesse tecnologie “verdi” che dovrebbero salvarci. Un cortocircuito che il film racconta attraverso gli occhi del dodicenne Juvi. Menzione speciale a I nemici del popolo di Andrea Marinelli, sulle trivelle petrolifere in Basilicata e in Amazzonia, per “la sua capacità di farci comprendere come con le multinazionali lo stato di diritto è in pericolo sia dall’altra parte del mondo che sotto casa nostra”.
Come vedere i film gratis
Una selezione di 45 film del festival è visibile gratuitamente online fino al 14 giugno 2026 sulla piattaforma OpenDDB, attraverso il sito ufficiale www.festivalcinemambiente.it (attenzione: disponibilità limitata a 300 accessi per titolo).
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Rosita Cipolla
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